Restiamo nei nostri panni

Come ha scritto il comico Jack Handey, prima di criticare qualcuno fatti una passeggiata di un chilometro nei suoi panni, così sarai a un chilometro di distanza e potrai tenerti i suoi panni. Ma se vuoi aiutarlo, forse ti conviene tenerti i tuoi vestiti. Invece di provare il suo dolore, non sarebbe meglio fare qualcosa?

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I quaranta ladroni del titolo

Il 19 settembre Alibaba ha fatto registrare il più grande collocamento in borsa della storia. Il principale gruppo cinese di commercio online ha debuttato a Wall street e alla fine della giornata ha venduto le sue azioni a quasi 94 dollari l’una (una cifra superiore del 36 per cento al prezzo iniziale), raccogliendo 25 miliardi di dollari.

Il collocamento di Alibaba ha sorpassato il record stabilito dalla Agricultural Bank of China, che nel 2010 raccolse 22,1 miliardi di dollari. Alibaba adesso ha un valore di 231, 4 miliardi di dollari e ha superato Amazon e Facebook.

Una nuova bolla. Non tutti gli analisti però sembrano convinti dal successo di Alibaba. Alcuni hanno già parlato di una possibile nuova bolla finanziaria.

M’è venuta in menta la battuta secondo la quale gli economisti hanno correttamente previsto nove delle ultime sei crisi economiche.
E penso al fatto che l’ultima fu innescata dalle agenzie di rating che non potevano valutare male il comportamento dei loro azionisti.

Poi leggi che Alibaba ha superato Facebook, azienda quotata che vende il nulla, e gli analisti temono la nuova bolla. Temono.
Adesso.
Non è che gli analisti cominciano ad avere le chiappe strette visto che le quotazioni maggiori ormai sono stabilmente in mano ai cinesi, che invece che creare un clone di Wall Street, semplicemente se la comprano?

No, eh, figurati…

Da Internazionale » Il successo di Alibaba e la paura di una nuova bolla.

Guardo lei, pensando all’altra

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Oggi, sarà stato un caso, ma ho incontrato parecchie Alfa 159.
E, cosa ancora più strana, quasi tutte berlina.

Dei difetti della 159 credo sia inutile ripetere1, ma parliamo dei pregi.
Il pregio principale della 159 su strada è che vedendotela venire incontro, è l’Alfa più cattiva di sempre.
Esattamente come la Brera; solo che quando la vedi di fianco la 159 resta bassa e filante, la Brera pare una 159 incidentata dietro, oppure una Megane coupé.

Uno dei grossi problemi della Giulietta (e della MiTo, ma vabbeh…) è la dimensione relativa della ruote rispetto all’altezza della fiancata.
Il motivo per cui sembra una macchina della Chicco, con quelle rotelline ridicole2, lo abbiamo capito dopo, molto dopo.
Il motivo è che su quel pianale stavano sviluppando un SUV, il Cherokee, la Dodge Dart e poi la C200, tutti furgoni molto ben riusciti.
Di fatto noi che giriamo in Giulietta abbiamo fatto da collaudatori Jeep. Buon per loro.
Ci hanno detto che le proporzioni Lego della fiancata dipendevano della strettissime norme di sicurezza europee; ed, a riprova, ci hanno citato il fatto che la Giulietta fosse (nel 2010) l’auto più sicura in assoluto nella sua fascia di mercato secondo i test EuroNCAP.
Poi è uscita la nuova Astra, che in confronto alla Giulietta sembra una coupé (pur pesando come la 159) e poi la nuova Golf, la cui filosofia è stata “abbassare”.
La prima con gli stessi risultati EuroNCAP, la seconda con i nuovi test (molto più severi) fa anche meglio.
Giù la maschera: erano cazzate.

Torniamo alla 159.
Ferma di tre quarti anteriore è una bellezza.
È molto Alfa, è molto incazzata, ha il cuore alla stessa altezza dei fari, è bassa, sembra non conoscere la parola rollio.

Torniamo ancora indietro un po’.
Succede una cosa curiosa, e succede sempre da un paio d’anni a questa parte: quando impegno la corsia di sorpasso con la 156, quelli davanti 8 su 10 si scansano.
E non perché io sia aggressivo, ma perché guardano nello specchietto e, con gli standard odierni, è come se vedessero un coupé.
Con la Giulietta, stessa strada e stessi orari, quindi presumibilmente stesse controparti, non succede mai.
Perché con gli standard odierni è come se vedessero nello specchietto un Doblò.

* * *

Con il piano quinquennale dei Marchionne, l’Alfa Romeo da sola dovrebbe vendere quanto l’intero gruppo Volkswagen più Toyota (circa 196 milioni di pezzi l’anno), conquistare Marte, doppiare due volte le Mercedes in gara, ridicolizzare il record di Fangio, scoprire una dimostrazione della Tesi di Riemann, rendere le feci più morbide e permettere una ricrescita garantita dei capelli caduti. Del resto è il decimo piano in nove anni.

Però poi uno vede questo3:

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Ho chiarissimo il concetto di muletto, ed ho chiarissimo il concetto di posticcio, spesso pacchianamente posticcio, per motivi di riservatezza.
Però oggi, mentre vedevo quelle 159 e guidavo la 156, quell’immagine m’è tornata in mente.
E m’è tornato in mente il brivido per quelle rotelline ridicole:

Il prototipo, visibilmente accorciato nel passo nella zona delle portiere posteriori, adotta carreggiate più strette e cerchi ruota di dimensioni inferiori alla berlina del Tridente

Insomma, pensare di fare il grande salto nel settore premium, andare a dare fastidio alle BMW serie 3 e alle Mercedes 200, dove i cerchi arrivano fino a 39″, con la 313 di Paperinik – magari Quadrifoglio Verde – la vedo dura. E poi perché continuare a stringere i denti e comprare robetta se appunto la concorrenza fa macchine?
Lieto di sbagliarmi.

E insomma m’è venuta voglia di prendere una 159.
Magari senza motore e senza targa; me la metto qui in cortile e la guardo.

* * *

  1. eDue – Alfisti Drive on Track
  2. eDue – Alfa Romeo Giulietta – Alfa Romiao
  3. Immagine da Alfa Romeo Giulia – Sotto La Ghibli C'è La Nuova Berlina Media – Quattroruote.

Imamgine da Archivio Immagini – Fiat Chrysler Automobiles EMEA Press.

L’annuncio di Apple del 10 settembre

Non sia mai ch’io mi sottragga al tormentone di parlare di quello che Apple ha presentato il 10 settembre scorso.

Secondo le tempistiche di Jobs (la cui figura è stata più volte richiamata a partire dal luogo scelto per l’evento, e che ospitò la presentazione del Mac), un keynote era fatto di due parti.
La cosa da presentare e la cosa che tutti avrebbero ricordato per mesi ed aspettavano da altrettanti mesi.
La prima era BOOM, wow, huge, tremendous e cose simili; poi il botto vero arrivava con

One More Thing.

Bene, Apple ha fatto la stessa cosa, ha presentato iPhone 6, senza vetro zaffiro, in due taglie in tre colori, che è un iPhone 5 s grande, un iPhone 5 veloce, un iPhone 4 burino.
Poi è venuto il turno di AppleWatch, che è un coso che si mette al polso, e con questo si è fumata la One More Thing Opportunity dopo averla resuscitata.
Poi c’è stato Bono1 che con una bella tinta Rosso Menopausa™ (© Enrico Vaime 2010) ha unito le falangi regalando il Pippero™.
Vabbeh, allora?

Allora, vedrete, ci sarà la fila per comprare tutta quella roba, ci faranno un sacco di soldi.
I concorrenti dicono che è già tutto visto, solo che nessuno ha venduto nel ciclo di vita del prodotto quello che Apple ha venduto nella prima nottata. Abbiamo visto spot piccati e brutti che prendono in giro Cupertino, eppure la gente è accorsa in massa.

Tutto già visto.

Ma il vero annuncio, quello BOOM, è stato ApplePay.
Dell’iPhone 6 vedremo la versione SE (visto che uno è Plus), poi il 7 (magari SE 30 e IIfx) e poi l’otto Quadra.
Dell’AppleWatch vedremo il 2 che sarà alto la metà e farà più cose, più velocemente, con uno schermo un po’ più grande; ma ho la sensazione che ApplePay sarà per Apple quello che fu iTunes.
Fu una vera rivoluzione, piaccia o meno.

L’industria dell’intrattenimento fu prima iTunes e dopo iTunes.
Quella dei pagamenti, secondo me, sarà di fronte allo stesso bivio, e con quei 15 centesimi di dollaro statunitense ogni cento dollari di spesa, AAPL farà davvero il botto.

E, per dirsela tutta, mi pare la prima cosa in cui c’è piena l’impronta di Cook e non quella di Jobs.

* * *

  1. MANTELLINI, Massimo – Se gli U2 sono un malware – manteblog

(EC was here)

Travolto dal solito destino…

Scontro tra un’auto e uno scooter in largo Fochetti, nel quartiere Ostiense. Non è ancora chiara la dinamica dell’incidente, ma la persone che era alla guida dello scooter è rimasta a terra ferita. Immediato l’arrivo di una volante dei carabinieri e dell’ambulanza (foto di Alberto Custodero)

OK, la notizia qual è?!
Leggete l’URL della pagina: http://roma.repubblica.it/cronaca/2014/09/13/foto/scooter_travolto_a_largo_fochetti_fra_la_colombo_e_ostiense-95682864/1/#1.Ostiense, scontro auto-moto a largo Fochetti – 1 di 4 – Roma – Repubblica.it

Il solito destino di Repubblica, sulla quale crescono i fiori.