I problemi di iPad 3 con la rete (elettrica)

In breve. il nuovo iPad, comunemente detto 3, NON si carica mentre lo usate, a meno che (lo usiate con parsimonia AND collegato direttamente alla corrente col suo alimentatore).
Le parentesi sono necessarie.

Pare anche che “con parsimonia” sia sinonimo di “non usare applicazioni che richiedano grafica”.
Risoluzionario.

Assi che scricchiolano

Possiamo rappresentare dei dati su una piano cartesiano e quindi l’andamento di un fenomeno.
Ma dobbiamo fare attenzione al fatto che scegliendo quali caratteristiche rappresentare sugli assi, decidiamo anche quale fenomeno rappresentare.
Se mettiamo in ascissa la temperatura corporea ed in ordinata il salario medio, potremmo convincerci che chi è più caldo guadagna di più; da qui a relazionare il dato alla scolarizzazione il passo è breve e la conclusione potrebbe essere che quelli più caldi studiano di più e meglio.
Le imprese scelgano quindi candidati in ipertermia.

Ecco, i passaggi successivi al primo potrebbero essere perfettamente logici, ma il presupposto è fuori da ogni logica.

Quanto sopra è il quadro migliore, ovvero quello il cui basta fermarsi a riflettere un momento per convincersi che la catena di dati inferita ha un punto debole a monte.
Basta rimuoverlo e tutto crolla.
Ma ci sono casi in cui prese due variabili e rappresentatele, si inferisce dall’andamento del grafico un qualcosa che non c’entra, sebbene tutta la catena sia corretta, presupposti compresi.

Nel caso in argomento1, si arriva a dedurre che

I paesi con un regime di protezione dell’impiego relativamente elevato tendono a specializzarsi in settori relativamente maturi, caratterizzati da una forza lavoro scarsamente qualificata e da bassi tassi di adozione della tecnologia.

Nessuna sorpresa, l’avevo già scritto qui in diverse occasioni2,3,4,5; ma vorrei sottolineare che io dagli stessi dati ne avrei tratto un fenomeno diverso

Il primo punto è la formazione.
Non è pensabile che persone assunte dieci anni fa non abbiano fatto corsi di aggiornamento.
Il mondo cambia, non è possibile che chi lavora per gli altri non sia al corrente, e non sia dotato di strumenti per conoscere e capire, che quanto gli sta attorno è cambiato.3

Detto in altri termini, nell’articolo si scambiano gli effetti con le cause.
Non è che crescendo si diventa imbecilli, è che i giovani mediamente hanno più stimoli.
La soluzione potrebbe essere vincolare il lavoratore alla formazione, invece che alla mansione; vuoi vedere che andrebbe a lavorare più volentieri e finirebbe col parafrasare Monti dicendo “la mansione fissa, che noia?”

Mansione, non lavoro.

Non sto nascondendomi dietro un dito, lo so che la bassa specializzazione è la chiave per il lavoro e per il futuro.
E di certo per capirlo non servono grafici; forse per sostenere che sia inevitabile, sì.
Inevitabili sono quelle cose per le quali è inutile chiedersi perché…

* * *

  1. CONTI, Maurizio; SULIS, Giovanni – Se il lavoro è protetto, la crescita rallenta (La Voce.info, 30.03.2012)
  2. eDue – La dismissione
  3. eDue – Appunti per una riforma del lavoro
  4. eDue – Presto e male
  5. eDue – Omeopatia sociale

There’s a bug for that

Ancora non capisco perché invece che migliorare i dispositivi tattili si continui a lobotomizzare quelli da scrivania (portatili e non).
Ad esempio pare che una delle feature di OS X 10.8 Coguaro sarà il Promemoria come quello di iOS 5.x.
Nessuno sul pianeta capisce perché una cosa che potrebbe e dovrebbe centralizzata nel Calendario dell’OS X, viene invece messa in un’altra applicazione.
D’altro canto nessuno, a parte forse qualche onanista in quel di Cupertino, capisce perché in OS X c’è da anni un’applicazione che si chiama Stickies (Promemoria)

ma le note vengono sincronizzate dentro Mail.app.
Puro disturbo bipolare della HCI.

Alla fine uno si aspetterebbe, almeno per contrappasso, che i messaggi vengano messi dentro Mail.app, e invece viene fuori un’applicazione ac hoc che si chiama Messaggi (almeno…) e che nella sua versione Beta per Mac OS X Lion è già alla versione 6.1 e rotti

Dove siano le versioni precedenti nessuno lo sa, visto che anche per iOS l’applicazione esiste solo dal sistema 5.
Alcuni che la sanno lunga dicono che le sei versioni mancanti sono quelle di iChat che, delle due l’una, o è evoluto in Messaggi ed allora per questioni di usabilità si dovrebbe continuare a chiamare col suo nome, oppure no; ma questo è marketing.
Comunque, questa applicazione, anche se in Beta, già mostra tutte le potenzialità del nulla che c’è dietro; intanto non sincronizza i messaggi precedenti che pure sono presenti sia su iPhone che su iPad

Poi non è in grado di rappresentare correttamente lo stato dell’utente nella menu bar

e quindi se non si sa che la stessa opzione è disponibile tra i menu di Messaggi.app, si rischia di rimanere invisibili o, ciò che è peggio, visibili con tutti gli special accesi.

Se questo gioiello debba fare qualcos’altro, a parte sincronizzare i messaggi tra i vari dispositivi (ah, già iCloud: lo sta usando qualcuno?! o farà la fine di iAd che era stunning, boom, revolutionary,…) e permettere all’utente di mandarli/riceverli, non so, ma quel poco che fa lo fa davvero male.

Sì è una Beta, ma chi gliela ha chiesta?!