#Jesuisdrôle

La protesta è iniziata questo mercoledì, dopo la trasmissione sulla televisione TF1 di un servizio dedicato alla riforma. Il Front National, il partito di destra radicale guidato da Marine Le Pen, ha protestato duramente contro la proposta. Il vice-presidente del partito, Florian Philippot, ha detto che la lingua francese è “l’anima” della Francia. Un sindacato studentesco ha diffuso un comunicato in cui si domanda chi abbia autorizzato il ministero dell’Educazione ad alterare la lingua francese.

La riforma in realtà è vecchia oramai di 26 anni: risale al 1990, quando i membri dell’Académie Française, una delle istituzioni scientifiche più celebri del mondo e considerata la “custode” ufficiale della lingua francese, accettarono all’unanimità un piano di semplificazione della lingua francese.

Aspettiamo che Salvini si scagli contro l’abolizione di girabacchino a favore di cric.

Da #JeSuisCirconflexe – Il Post.

Valvi-bis

Si potrebbe cominciare questo esercizio, per esempio, ricordando che nel nostro Paese esiste ancora, dal 2 ottobre 1968, il “parametro Saragat” per la pescabilità delle vongole. Introdotto con Decreto Presidenziale n. 1389 (di Giuseppe Saragat, per l’appunto) 48 anni fa, il suo articolo 89 fissa proprio a 2,5 centimetri la taglia minima sotto la quale le vongole non possono essere pescate; la stessa soglia messa sotto accusa dagli eurodeputati del PD.

Cosa sia materia di decretazione da parte del Presidente della Repubblica è sempre stata materia affascinate; ad esempio anche le fasce climatiche e quelle orarie di accensione dei riscaldamenti, lo sono.

Da Tesoro, mi si sono ristrette le vongole – Possibile

Marillion ‘Unconventional’

The story of the 2015 Marillion Weekend.
Featuring in-depth interviews and stunning live footage, ‘Unconventional’ takes you behind the scenes of this unique event.

Filmed at Center Parcs, Port Zélande & during the run up to the weekend itself, this documentary explores the band’s rehearsal process, the production of Marillion’s show media and what’s involved in putting together such an unusual and complex event.

#PremioGAC (Grazie alla Commissione)

Auto un po’ più inquinanti, il Parlamento europeo dice sì.
Strasburgo ha dato oggi il via libera al piano della Commissione europea per innalzare il limite di tolleranza previsto per le emissioni dei veicoli. Lo ha fatto bocciando – con 323 voti, solo sei in più rispetto ai favorevoli – una proposta di segno contrario che era stata presentata dalla commissione Ambiente dello stesso Parlamento.Si tratta dell’ultimo atto di un percorso avviato lo scorso ottobre, quando la Commissione europea aveva proposto di rivedere i limiti in vista di una novità che entrerà in vigore nel 2017: i dispositivi portatili per la misurazione delle emissioni. Secondo la Commissione, l’aumento è giustificato dalla necessità di valutare il funzionamento dei nuovi apparecchi e gli eventuali limiti tecnici, soprattutto nel caso dei diesel. A fronte di questa decisione – che molti interpretano come una concessione all’industria automobilistica – la Commissione ha proposto di istituire un meccanismo di certificazione delle emissioni comune a tutti i Paesi europei.
L’Associazione dei costruttori europei di automobili ha accolto con favore il voto del Parlamento europeo parlando di una grande sfida per l’industria alla luce di nuovi standard che sarà difficile raggiungere in un breve lasso di tempo.

Da Emissioni veicoli, ok ad aumento

Domo arigato (mezzo salvato)

Alle andature autostradali il consumo ovviamente sale e, complice un po’ di ritardo che mi fa alzare il ritmo, esco dalla strada a pedaggio con un valore medio di 6 l/100 km.

Lo scorso fine settimana ho fatto Roma – Milano – Milano – Roma con la Giulietta 1.6 JTDm-2 (stessi 105 CV), in due con bagaglio, ed in 1204 km ho fatto 4,8 l/&100 km con il cruise control piazzato (da GPS) a 130 km/h.

E pensare che per il dopo Giulietta (stufo degli interni AutoVAZ) avevo seriamente pensato alla Mazda 3 2.2 D Skyactive.
Domo arigato…

Da Mazda2 – Una Settimana Con La 1.5 Skyactiv-D [Day 3] – Quattroruote

Alterigia

Lo scorso 21 gennaio, per esempio, sono state rinnovate diverse nomine nelle commissioni del Senato. Alla presidenza della commissione Trasporti e Infrastrutture è stato confermato Altero Matteoli, ex ministro di Forza Italia rinviato a giudizio per corruzione per la questione del Mose di Venezia, che ha battuto il candidato della maggioranza. A favore di Matteoli ha votato anche il M5S, «perché è stato un bravo presidente ed è stato garante della maggioranza e dell’opposizione. Ha fatto bene il suo lavoro. Non c’è nessun motivo politico». Un anno fa i senatori del M5S avevano votato in giunta per le elezioni e le immunità a favore dell’autorizzazione a procedere contro Matteoli, sempre nell’ambito dell’inchiesta sul Mose. Il voto per le commissioni dei senatori Cinque Stelle è stato molto criticato. L’Unità ha scritto per esempio: «E all’improvviso la realpolitik e il pragmatismo spazzarono via l’ipocrisia della purezza senza compromessi e le grida “onestà, onestà” a favore di telecamera». Luigi Di Maio ha detto poi che il voto per Matteoli in commissione è stato “un errore”.

Da Come se la passa il Movimento 5 Stelle – Il Post

Tubi di scappamento

Quando i pedaggi cessano di essere tali e diventano imposte, il governo può ancora disporne in via amministrativa come meglio crede o la competenza dovrebbe passare al parlamento? Non è una domanda astrusa perché pone il problema, mai affrontato o chiarito, di cosa fare dopo che giunge a scadenza una concessione autostradale. E nel nostro sistema ve ne sono molte.
I pedaggi sono stati istituiti per coprire i costi dell’investimento e gestione delle autostrade (più un “congruo” profitto per il concessionario) e, sia pure con regole diverse, è sempre questo il criterio col quale vengono fissati e rivisti ogni anno.
L’ammortamento dell’investimento è l’onere più elevato e viene in principio rateizzato in modo tale che l’autostrada risulti interamente ammortizzata a fine concessione, quando dev’essere devoluta gratuitamente allo Stato (per la parte eventualmente non ancora ammortizzata è previsto un indennizzo).
A quel punto, secondo le regole vigenti, i pedaggi dovrebbero essere eliminati o ridotti a quanto serve per coprire i soli (modesti) costi di gestione.

Da Quando il pedaggio diventa un’imposta

Secondo quartiere popolare della Società Umanitaria

Il Secondo quartiere popolare della Società Umanitaria o, nella sua iniziale denominazione, II quartiere popolare è un complesso di edilizia residenziale pubblica di Milano costruito fra l’ottobre del 1908 e il novembre del 1909 dalla Società Umanitaria su progetto dell’architetto Giovanni Broglio.

L’ho scoperto ieri sera.

Da Secondo quartiere popolare della Società Umanitaria – Wikipedia

Vecchi orizzonti

Leggendo Pizzeria1, mi sono ricordato dei viaggi della speranza da Revolver a Via Rosazza (ci sarà ancora?!), al piano strada del palazzo brutalista dopo Piazza Nievo, per i dischi d’importazione Hard Rock ed Heavy, ma anche perché ci si trovavano gli originali di Columbia, Manticore ed altri di Progressive.

In Italia ad esempio Emerson, Lake & Palmer erano ristampati da Ricordi nella Serie Orizzonte che aveva due difetti mica da poco:

1) gli LP avevano la copertina a busta, indipendentemente dall’originale; ne segue che dischi come Tarkus, Pictures, Trilogy, che erano invece folded nell’originale, non avevano né testi e né illustrazione interna. E, sopratutto, nella serie Orizzonte le copertine erano stuprate con una cornicetta bianca ed una recchia dietro la quale la cornicetta diventava multicolore (orizzonte = arcobaleno?!) e si vedeva un cielo con le nuvolette brutto brutto brutto

2) i dischi erano probabilmente ristampati non da un master, ma da un calco dell’originale, quindi suonavano sempre come una radiolina tascabile.

Il vantaggio era che di Orizzonte ne potevo prendere anche uno al mese, gli originali importati necessitavano anche di quattro/sei mesi per poter mettere via abbastanza lire da poterseli portare via, dopo aver sognato un po’ davanti alle casse con i vinili in piedi.

E quell’odore di inchiostro, cartone e moquette…
Grazie per la Madeleine.

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  1. Ti stimo, fratello | Pizzeriaitalia
  2. Immagine da: http://www.massivemusicstore.com/images/cover/LPORL8214_01.jpg

L’Alfa Penelope si farà

Tempi più lunghi per il rilancio dell’Alfa Romeo. È quanto emerge dalle slides di aggiornamento del Business Plan al 2018, appena pubblicate dal Gruppo FCA. In particolare, restano gli otto modelli previsti dal Piano 2014, ma sei di questi slittano all’intervallo 2017-2020. In pratica viene confermato per quest’anno il solo lancio della Giulia, seguito all’inizio del 2017 dalla Suv di taglia media (progetto 949). Nella conference call, il ceo group di FCA, Sergio Marchionne, ha poi risposto in maniera lapidaria alla domanda di un’analista che chiedeva indicazioni sul momento in cui la partirà la produzione della Giulia: “Q1”, ha detto Marchionne, cioè “primo trimestre” del 2016.

Giorni fa scherzavo (o forse era sarcasmo) dicendo che se aspettano ancora un po’ invece della Giulia presenteranno direttamente l’Alfetta.
A quanto pare si profila all’orizzonte l’undicesimo piano industriale per l’Alfa Romeo, che per i prossimi tre anni farà Giulietta e MiTo, continuerà a girare attorno allo scarico, ma terranno il tappo abbastanza basso per non mandarla in fogna.
Poi, dopo, farà ottocentomila macchine l’anno, e sedici modelli; dopo, però.

Adesso volendo scherzare altro che Alfetta, pensano già alla 75 Indy.
Non so se davvero il mondo intiero sia in orgasmo in attesa della Giulia, nel 2017, sinceramente comincio a dubitarne.

Da Gruppo Fca – Tempi più lunghi per il rilancio dell’Alfa – Quattroruote