Da lì usciranno gli informatici di ieri

Gentile studente,

ti avvisiamo che il M.Av per il pagamento della seconda rata delle tasse universitarie è disponibile a partire da martedì 5 maggio 2015 , ad oggi non ci risulta ancora effettuato il pagamento.

Notate lo spazio prima della virgola.
Ora, ti pare che hanno messo uno a scrivere questa e-Mail?
Anagrafica, bilancio, mail massiva a dispetto dei vari antispam; no, direi che è generata da un programma.
E dove girerà questo programma?

Se hai provveduto puoi verificare dai Servizi On Line (www.polimi.it/servizionline), alla voce “Tasse universitarie”, selezionando “Storico Pagamenti” che il pagamento ci sia pervenuto e devi solo attendere che il dato venga aggiornato.

Ora, io ho tanti tanti peli bianchi, ed appunto per quello mi ricordo cos’era l’informatica quando ancora i computer si chiamavano calcolatori e stavano in una stanza.
Ed allora i calcolatori tiravano fuori chilometri di carta perforata a modulo continuo la cui interpretazione, ed ogni eventuale riutilizzo come input per altre procedure, era lasciata all’uomo.

Quello in camice, figura che incuteva autorità ed autorevolezza, ed un po’ di inquietudine.

Ma che oggi, nel 2015, ancora sia concepibile che un programma scritto per controllare i pagamenti (“non ci risulta ancora effettuato il pagamento”) chieda a me di andare sullo stesso sistema informativo che ospita il programma e che manda le e-Mail per controllare se il pagamento è arrivato o meno e nel caso ignorare, non sembra solo un modo carino per farti tornare indietro di trent’anni, ma anche un modo arrogante e vergognoso di porsi sul mercato del lavoro e dell’offerta didattica.

Perché poi da lì dentro usciranno gli informatici di domani.
E perché, sopratutto, lì dentro hanno la pretesa di insegnarla, l’informatica.

Questo approccio all’informatica è esattamente quello di un paese sottosviluppato, in cui l’informatico se ne sbatte i coglioni dell’interazione uomo-macchina, dell’usabilità, dell’accessibilità come opportunità prima che come obbligo; un mondo parallelo in cui l’informatico è ancora da immaginarsi calato in un esilio in perenne penombra, in cui il mondo esterno arrivi solo come eco lontano, freddo, col camice bianco.

Chiuso sul di dietro.

Vieni avanti creativo

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Immagini da:

  1. Dewrec
  2. What Marketers Can Learn From Airbnb's Attempt To Rebrand – Forbes

Nuove regole per il 2015

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Mi pare di capire che per Repubblica.it il distacco tra Kvyat e chi lo precede sai possa scalare da chi lo segue:

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Da: Formula 1 – DIRETTA GP di MONACO – Sport – Repubblica.it.

Razzisti su marte

Dal nostro paese sono partite varie ondate migratorie, la prima tra la fine dell’ottocento e i primi del novecento, la seconda negli anni trenta e un’altra negli anni cinquanta. Per un totale che oscilla tra i 26 e i 29 milioni di partenze, dal 1896 al 1973: quello italiano è stato il più grande esodo della storia moderna.

Da Perché gli italiani ricominciano a emigrare – Valentina Pigmei – Internazionale.

Meglio ma non bene

Accanto alle celebrazioni per la vittoria dei diritti civili, però, c’è anche chi mette in guardia dal precedente segnato dall’Irlanda a prescindere dal risultato. Il Guardian fa notare che i diritti delle minoranze non sono merce da referendum, ma piuttosto prerogativa dei parlamenti e dei tribunali: “I diritti individuali non sono soggetti al voto e l’idea che la maggioranza possa legittimare i diritti di una minoranza è assolutamente sbagliata”.

Sono d’accordo.
Ne avevo scritto qui: Non posso essere d’accordo.

Sembra un paradosso, lo so, ma in effetti il tutto è paradossale. Ci sono alcune cose che sono pure allucinazioni:

  • stiamo ancora parlando di matrimoni gay; OK, oggi sono vietati, ma invece che rendersi conto che il divieto è sbagliato, lo evitiamo con una forzatura: a maggioranza diciamo che è permesso. Ennò, non dev’essere permesso come non può essere vietato: esiste il matrimonio, lo contragga chi vuole
  • stiamo ancora parlando dei diritti dei gay; questa cosa io non la concepisco proprio. Non è possibile parlare dei diritti delle persone dividendole per abitudini ed attitudini. Sono le persone, gli individui ad avere i diritti non i gay. Tutti devono avere gli stessi diritti, punto. Non stiamo facendo una concessione
  • “l’idea che la maggioranza possa legittimare i diritti di una minoranza è assolutamente sbagliata”; vero, verissimo, ma poi: siamo sicuri che si tratti di una maggioranza?
  • infine: tutto quello che una maggioranza può dare, un’altra maggioranza può togliere; magari nello stesso posto in istanti diversi, o in posti diversi allo stesso istante.

E non è che non mi renda conto del fatto che una cosa giusta (o meno ingiusta) comunque ottenuta sia migliore di una cosa sbagliata è che, appunto, non vorrei che i diritti si estendessero per rivalsa (“i cattolici continuano a credere in dio ma non credono più alla chiesa cattolica”) o con strumenti piegati (il referendum invece che il potere legislativo) o come concessione (vebbeh, sposate ‘mpo chittepare).

Perché a monte c’è il fatto che il divieto di riconoscere un diritto a tutti è contrario al principio di uguaglianza tra persone; e come tale il divieto va estirpato dal pianeta.

Poi, come ho sempre detto, sono pure contrario al matrimonio.
Proprio in quanto atto pubblico che ti estende i diritti e le possibilità.

E questo sarà molto più difficile da far passare.

* * *

Citazione da: La via irlandese al cattolicesimo che rispetta i diritti gay – Claudio Rossi Marcelli – Internazionale.

Ma come whazzo fanno…

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Come dicevo nel tweet con cui ho risposto a questo eccellente esempio di comunicazione istituzionale (
https://twitter.com/museiincomune/status/601704319038005248) mi pare di essere tornati ai tempi del Programma Urbano Parcheggi, orgoglio rutelliano, che ci vedeva esporre in ogni dove a caratteri cubitali la scritta PUP (merda) ai turisti, che si convinsero che il cartello fosse corretto col passare delle ore.

24 Febbraio 2015

24 Febbraio 2015
Alfa Romeo al Salone Internazionale di Ginevra 2015

Sull’allestimento Collezione debutta il nuovo motore turbodiesel Multijet di seconda generazione 1.6 JTDM 120 CV Euro 6, perfetta combinazione tra prestazioni, bassi consumi e rispetto per l’ambiente: 3,9 l/100Km e soli 103 g/km di CO2 nel ciclo combinato (3,8 l/100Km e 99 g/km di CO2 con pneumatici a bassa resistenza).

Hanno prorogato le offertone one di marzo ad aprile e adesso a maggio; e la Euro 6 non s’è ancora vista…

Da: Alfa Romeo al Salone Internazionale di Ginevra 2015 – Comunicati Stampa – Fiat Chrysler Automobiles EMEA Press.

Volete portata la mia esperienza?

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Appena “sbarcato” al caravan Park, mi è stato consegnato un foglio con i numeri di telefono di questi contractors, ed io, fattomi consigliare da un ragazzo italiano che stava lì da un po’, ho subito mandato un sms a quello considerato più remunerativo in termini di paghe e giornate di lavoro offerte. Sono stato subito risposto con un ” OK tomorrow 4.30 pick up thanks”. Cioé “Alle 4,30 appuntamento al piazzale del campeggio.

Sono sempre pochi quelli che vanno a fare l’agricoltore.
Ad esempio, non servono correttori di bozze in Australia?

Da Lavorare in Australia è stato un vero incubo Vi racconto l'inferno e lo sfruttamento in farm.

Ovvero la Dart

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La riscossa della Fiat nel segmento C parte dalla Turchia. Con la Bravo ormai a fine carriera, il nome che indica il futuro del marchio nel segmento delle compatte è Aegea. Attenzione però, ripete la Casa: questa designazione è “semplicemente una sigla di progetto”: il battesimo della Compact Sedan avverrà soltanto il prossimo autunno. E a seguire sarà la volta delle sue derivate, “che hanno un importanza strategica”, come tiene a sottolineare Alfredo Altavilla, Chief Operating Officer di Fca nell’area Emea.

Leggi: visto che la Dart non l’abbiamo venduta, proviamo in Turchia.

Da Fiat Aegea – Altavilla: "Berlina In Autunno, Hatchback E Wagon Nel 2016" – Quattroruote, da cui è tratta anche l’immagine.

Sennò a che serve essere famosi?

Sono eDue ed anch’io sostengo Bruti – Gioco di carte in stile fantasy-medievale (non mi fate fare figure col disegnatore, eh?!)