Fuck Everyone And Run

Marillion’s new Album (F E A R) Out NOW!

Il segreto del successo

Qui non si fa la morale, e non si fa nemmeno una questione estetica per uno che vende macchine per coatti, dopo averli vestiti da mentecatti.
Si fa una riflessione lessicale:

Lapo Elkann è stato fermato e poi rilasciato dalla polizia di New York per aver simulato il suo sequestro allo scopo di ottenere dalla famiglia 10 mila dollari dopo aver speso tutto il contante
(…)
il nipote di Gianni Agnelli e imprenditore di successo nel mondo della moda

Imprenditore di successo, peraltro nipote, simula un sequestro per 9.438,00 euro al cambio di ieri.
Cosa faccia di un imprenditore uno di successo se deve simulare un sequestro per un importo al quale propone il ricamo delle cifre sulle foderine delle macchine che vende, è un segreto per svelare il quale nessun giornalista ha trovato una pista.

Da “Lapo Elkann simula il suo sequestro, fermato a New York”

Senza cinque

È grande come uno stadio e avrebbe dovuto ospitare la nuova stazione per l’alta velocità: dopo 23 anni e quasi 800 milioni di euro spesi, i lavori si sono fermati

«Il premier si presenta al Comune e presiede di fatto una giunta straordinaria per fare il punto sui finanziamenti governativi per le infrastrutture della sua città: in quell’occasione si decreta la fine dello scalo sotterraneo dell’alta velocità che tutti ormai chiamano stazione Foster». Si è trattato della quarta posizione assunta da Renzi sulla Foster: era favorevole da presidente della Provincia, contrario da sindaco, favorevole dopo l’accordo con le Ferrovie e infine nuovamente contrario.

Da Il grande buco di Firenze – Il Post

Algoritmi sofisticazzi

schermata-2016-11-24-alle-16-01-37

Ha detto a Libero di essere stata lei a gestire l’account Twitter “Beatrice Di Maio”, che pubblicava notizie false pro-M5S ed era stato denunciato per calunnia e diffamazione
(…)
ma era stato raccontato come parte di un più ampio network di account di propaganda legati al Movimento 5 Stelle, cosa che questa ricostruzione smentirebbe. Tommasa Giovannoni Ottaviani, detta Titti è nata nel 1963, di lavoro fa l’arredatrice d’interni ed è sposata con Renato Brunetta dal 2011.1

E noi che facciamo parte dell’èlite con l’accento sbagliato non avevamo creduto né all’anal-isi2 giornalisitca, né all’analisi matematica di Twitter.
E giù decine di disamine politiche di strategie sofisticatissime del M5S (così, nella stessa frase “sofisticatissime” e “M5S”).

Era Titti che twittava.
E nessuno che chieda scusa alla nostra intelligenza.

* * *

  1. La storia della moglie di Brunetta – Il Post
  2. eDue – L’anal-isi giornalistica

Prima e a seconda

Tutto bene? Macché. Dopo essere stata approvata in commissione Finanze, la proposta di modifica è stata ritirata (su invito del relatore?) in commissione Bilancio. Forse perché proponeva di sostituire il limite della cilindrata (2 litri per le auto a benzina, 2,8 litri per quelle a gasolio) con un limite di potenza obiettivamente eccessivo, 225 kW. Forse.

Sta di fatto che nemmeno nel 2017 gli invalidi potranno acquistare macchine ibride o elettriche con il bonus. A meno che l’emendamento, opportunamente riformulato, non venga ripresentato in aula. Ce la fara il legislatore ad accorgersi e a prendere atto che il mondo è cambiato?

Beh, effettivamente non si capisce perché un disabile debba comprare macchine a IVA agevolata purché.
L’IVA agevolata è perché è disabile o purché mantenga un contegno consono alla sua condizione?

Se è la prima, allora, la norma andava semplificata dicendo semplicemente che i disabili hanno l’IVA agevolata. E se la usano per comprare una Lambo, che pure col 18% di sconto resta sempre per pochi, e magari per godersi un po’ la vita, beh, cazzi loro.
Se è la seconda, sembra oggettivamente avere un senso porre un limite a 225 kW, che col vecchio conio dei CV sarebbero 305,915.
Se è la seconda.
Ma resta tutto come prima, e così tagliamo la testa al Toro.
E obblighiamo i disabili a inquinare di più di quanto vorrebbero, perché fa ancora più da sfigati, che pare essere la preoccupazione principale del legislatore.

* * *

Da Perché i disabili non possono comprare ibride ed elettriche? « AutoDifesa

Saldamente in mani altrui

Pare che sul MacBook Pro ci sia un connettore saldato sulla MoBo che consente il recupero dei dati in caso di rottura della scheda logica.
Non è importante se c’è, se davvero serve a quello oppure chissà.

Certo è che ormai i prodotti Apple sono tutti a componenti saldate e quello che una volta era un problema di ore e di un centinaio d’euro, oggi è un troiaio totale.

Adesso con le unità di massa a stato solido saldate (l’unico pezzo che era rimasto rimovibile fino a ottobre scorso), non solo è impossibile sostituirle (per tutti, eh, anche per Apple stessa), ma è appunto persino impossibile cancellarle prima di mandarle in assistenza.

E non c’è motivo, se non pippe mentali.
E sempre in tema di pippe mentali, IO non posso accedere più ai miei dati, ma loro stanno lì belli integri e Apple può accederci.

E non è importante se lo faccia gratis o facendomi pure pagare le loro pippe, quanto il fatto che dopo il cloud anche le macchine da scrivania ci hanno fatto perdere il possesso (la proprietà dei dati non serve se non in tribunale) delle nostre cose.

E dobbiamo pure chiedere per piacere per riaverle, e dobbiamo pure credere che le cancellino.
E non solo come policy, ma anche fidarci che la policy venga rispettata da qualche saldatore annoiato in cerca di svago tra scaffali pieni di macchine da riparare.

A Magnifier for the rest of Us

schermata-2016-11-21-alle-18-18-33

Make sure you’re using the correct USB-C charge cable

You can verify that you’re using the correct version of the Apple USB-C Charge Cable with your Mac notebook and its USB-C AC Adapter.

The cable’s serial number is printed on its external housing, next to the words “Designed by Apple in California. Assembled in China.”

If the first three characters of the serial number are C4M or FL4, the cable is for use with the Apple 29W USB-C Power Adapter.
If the first three characters of the serial number are DLC or CTC, the cable is for use with the Apple 61W or 87W USB-C Power Adapter.
If the cable says “Designed by Apple in California. Assembled in China” but has no serial number, you might be eligible for a replacement USB-C charge cable.

Non è uno scherzo, eh, per sapere che cazzo di cavo state usando per caricare i nuovi MacBook Boh, dovete leggere le prime lettere del numero di serie del cavo.
Perché il Mac è facile da usare e adesso Apple fa il Campus 2, fa i telefoni oro rosa, i computer dorati, e tutto a prezzi abbordabili.
Per far sì che i prezzi siano abbordabili bisogna risparmiare su tutto; così il cavo USB-C che vi danno sul MacBook Pro 13″ senza TouchBar è diverso da quello che vi danno col MacBook Pro 13″ con TouchBar e naturalmente diverso da quello che vi danno col MacBook Pro 15″ con TouchBar.

Ecco il segreto della profittabilità di AAPL spiegato: risparmiare 10–3 centesimi di dollaro sul cavo di alimentazione dei modelli da soli 1.749,00 € e ricaricarli a quelli che partono da 3.299,00 €, perché con 1.749,00 € un cazzo di cavo da 87 W proprio non ci sta.

A breve ci sarà un app per iOS che in realtà aumentata vi consentirà di inquadrare il numero seriale di un cavo, e geolocalizzare il buco del culo più vicino cui si adatta per capacità e verso.
Ma intanto stampatevi questa nota tecnica Find the right power adapter and cord for your Mac notebook e tenetela nel portafoglio, assieme al santino di Leonardo di Noblac con dietro le devozioni che vi proteggano la fedina penale.

Lente d’ingrandimento non fornita.