I cosiddetti

Il Pd, che oggi si scaglia contro la sindaca, ha le sue colpe?
Sì. Non ha mai spiegato alla città perché i suoi consiglieri hanno unito la loro firma dal notaio a quella dei consiglieri di destra per far dimettere un loro sindaco eletto. Tutto il resto è conseguenza di questo errore politico. Il Pd di Roma oggi è come un ponte senza appoggi, sospeso sul vuoto e sulla realtà. E invece servirebbe ricominciare a fare politica proprio da qui: dalla realtà.

Si può davvero governare Roma senza le pressioni dei cosiddetti “poteri forti”?
Nella mia esperienza ho incontrato solo poteri deboli, tanto sono deboli tanto più si mostrano arroganti. Il potere più debole di tutti però è la politica, quella che decide per la città e non per le convenienze di pochi. A Roma si può fare, lo abbiamo fatto, e se ti mandano a casa mai rinunciare: bisogna riprovarci.

Da Olimpiadi progetto al ribasso con i soliti interessi di parte. Parla l’ex assessore Caudo

Campagna, braccia rubate alla –

Fertility Day.
Così, in inglese, come Family Day e Jobs Act.
Un segnale abbastanza chiaro di vuoto spinto in termini di contenuto.

Visto che la prima campagna per il Fertility Day è stata dichiarata sessista e la seconda razzista, per la prossima potrebbero voler riparare con lo slogan

Fate più figli, ne servono anche per i gay

oppure puntare all’aspetto economico con

Pochi figli, poca pensione

Attendiamo fiduciosi.

I viaggi di Gulliver

La piccola flotta green, che doveva essere il fiore all’occhiello del trasporto pubblico cittadino, giace parcheggiata in deposito da tempo. I Gulliver, che nel 2009 erano 60, sono spariti dalla strada uno dopo l’altro, man mano che le batterie si esaurivano.

Le batterie sono finite al centro di un contenzioso tra Atac e Tecnobus, ovviamente.
Le corse che venivano effettuate da questi mezzi sono state soppresse, ovviamente.

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  1. Minibus elettrici, fine corsa – La crisi del settimo anno – Quattroruote
  2. Vedi anche Interrogazione scritta – Tecnobus SpA: tutela dei lavoratori e salvaguardia dei livelli occupazionali – E-002885/2014

Cyber bullismo e schiena dritta – Alfonso Fuggetta

L’altro giorno la stampa ricordava le parole di Ciampi, “schiena dritta”.

Ieri la Camera ha approvato una legge sul cyber bullismo che ci rende ridicoli.

Qualche giorno fa, un parlamentare del PD mi diceva “È una legge che non si può votare, proposta solo per non farci scavalcare dal M5S”. E poi l’ha votata.

In generale, quasi tutti i parlamentari dell’intergruppo innovazione, che a parole dicono di voler promuovere il digitale, o hanno votato a favore o si sono astenuti. Gli stessi che ci fanno lezioni sull’importanza dell’innovazione. Gli stessi che ci dicono di essere in Parlamento a servizio della causa digitale e non per far carriera politica.

Ecco, appunto, schiena dritta.Fate una cosa, la prossima volta che c’è una votazione di questo tipo, andate a parlare ad un convegno sull’innovazione. Almeno negli atti parlamentari apparirete come “in missione”.1

Oppure a presentare un libro.
Rigorosamente cartaceo, eh.

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  1. Cyber bullismo e schiena dritta – Alfonso Fuggetta

La campagna elettorale USA entra nel vivo

E non dico che ci siano dietro i candidati, ma certamente quelli che sono o vorrebbero esserne stakeholders.

Disturbo della spersonalità

Mi scrive il piccolo Matteo daffirenze:

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A proposito di referendum e di http://www.bastaunsi.it

Finalmente abbiamo sparecchiato il tavolo da tutte le cose che impedivano una sana discussione di merito nel referendum.

Abbiamo spersonalizzato, come richiesto da tutti o quasi e non parliamo più di durata del governo o della legislatura.
Abbiamo dato la disponibilità a cambiare la legge elettorale e siamo pronti a confrontarci in modo libero con tutti.1

Chissà chi era che aveva personalizzato il voto quando era convinto che il 40% fosse un dato acquisito e grazie allo shish (che sarebbe lo swing della politica ggiòvane) si potesse solo migliorare, ed aveva scritto la legge elettorale in modo da impanarsi a Palazzo Chigi che nemmeno con lo Svitol™.
Chissà chi era che diceva che “noi siamo diversi e se perdiamo il referendum andiamo a casa”, e che adesso ci concede

  1. la spersonalizzazione richiesta da tutti
  2. la possibilità di discutere, adesso, su una legge elettorale che parrebbe incostituzionale (ancora?!) sulla quale il governo ha messo la fiducia.

Chi vota NO al referendum non vota come Casa Pound, Salvini, Grillo, D’Alema, ma vota contro una roba fatta a cazzo da gente che la sta già rinnegando dopo essercisi legata per il collo e minacciato di buttarsi dal pontile.

Più che statisti, altruisti.

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  1. Da Matteo Renzi Lunedì 12 settembre 2016, Enews 442

La versione scema della finzione

A ben vedere un’auto volante non è nemmeno l’unica cosa strana di un film musical, in cui senza un vero motivo e senza che nessuno sembri stupirsene la gente si mette improvvisamente a ballare e cantare per strada.

No no, al contrario, mi sono sempre stupito di come uno possa pagare per vedere vaccate simili, ovvero la versione moderna dell’operetta.

Da C’è una strampalata teoria su Grease – Il Post.