Righe di quinta

Cosa triste, che uno che viene da fuori (così come un genitore adottivo, per dire) debba essere migliore di quelli che stanno lì a fare la muffa da una vita, solo perché sono nati al di qua di una riga a terra.
I confini sono una cosa del millennio scorso, ma per la maggioranza degli umani è ancora l’unico modo di darsi un’identità.

È un po’ pochino.

La globalizzazione (che è un fenomeno che va un po’ oltre la cancellazione dei confini che anzi tende a mantenere per questioni di vantaggio competitivo, almeno nei suoi aspetti commerciali) mica diluisce le identità, cancella solo quella parte di identità che sono le consuetudini, la parte in cui tu come individuo non conti nulla.
L’identità nazionale è solo comoda se sei poco concentrato e sei molto solubile; se aumenta il solvente la tua esistenza finisce a dosi omeopatiche.

Nella vita so fare due, tre cose bene; e le so fare ovunque. Non è che quando passo il Brennero per andare trovare la parte pallida della famiglia divento inetto; le so e le so fare bene anche lì.

Quanto all’identità linguistica, quella non esiste nemmeno in Italia a pochi chilometri di distanza.
Poco male, basta poterla ripristinare (come sto facendo ora qui, per esempio) quando serve.
Nel quotidiano, parlando, uso pochissimi punto e virgola, per dire.

Sono gli strumenti che hai per capire e cambiare il mondo che fanno la tua identità, non quella che ti hanno stampato addosso quelli che non ce l’avevano a loro volta.

* * *

Un commento a Vita da Museo – La vita in Gran Bretagna? E’ un test: specie se volete la cittadinanza.

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Modern Times

And while some may see them as the crazy ones, we see genius:

Un 27enne dell’Alabama voleva raggiungere gli abitanti della remota isola di North Sentinel per predicare il cristianesimo, ma è stato ucciso a colpi di frecce

Da L’americano ucciso da una tribù isolata di un’isola indiana – Il Post

Difendere le tradizioni millenarie

Vi sarà capitato di stare in coda alla cassa al supermercato e afferrare un Kit Kat all’ultimo momento prima di pagare. Se vi trovaste in Giappone questo gesto vi richiederebbe forse lo stesso impegno che mettete per decidere cosa vedere su Netflix: in un negozio qualunque vi trovereste davanti a decine e decine di gusti, dimensioni e colori disparati; ma potreste pure finire in un Chocolatory Kit Kat, una boutique che vende le versioni più raffinate e costose dello snack, spesso ridotto a un unico lingottino confezionato in carta preziosa. In Giappone il Kit Kat non è un semplice dolcetto ma, grazie a un’intelligente campagna di marketing, ha avuto un successo commerciale enorme ed è diventato uno dei dolci più popolari, spesso scambiato per prodotto tipico del paese.

Da In Giappone vanno matti per i Kit Kat – Il Post.

Goodbye Design

Da Goodbye Design on Vimeo

Tino Trevisan’s Blues

Morte di un matematico francese

Nel 2012 Nathalie Funès del Nouvel Observateur ha trovato un documento inedito, attendibile: Maurice Audin è stato ucciso con un coltello da un sottufficiale dei paracadutisti, Gerard Garcet, e sepolto in una fossa a circa venti chilometri da Algeri. Lo hanno confuso con Henri Alleg, era lui quello da eliminare. Erano, anche, drammaticamente cialtroni. O forse Maurice Audin è stato strangolato dal tenente dei paracadutisti che lo sta interrogando. Gli saltano i nervi, ha una crisi di rabbia perché questo prigioniero non si decide a parlare. Si è fatto un nome, un ufficiale decorato della Legion d’onore. È morto nel 1995. Suo figlio dice che non è vero, che il padre gli ha raccontato di aver consegnato Audin ai suoi superiori. E che era, Maurice Audin, un prigioniero «troppo sensibile».

Erano, anche, drammaticamente cialtroni.

Da Morte di un matematico francese – Massimo Cirri

Che contempli anche l’abbandono del progetto

Il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli del Movimento 5 Stelle, soltanto pochi giorni fa aveva inserito la Gronda tra le infrastrutture destinate «a una revisione complessiva, che contempli anche l’abbandono del progetto». Lo stesso aveva detto Luigi Di Maio,

Da È crollato un ponte dell’autostrada a Genova – Il Post.