Un precessore (Sintatticamente irraggiungibile)

L’altro giorno alla radio c’era Sabatini.
Quel Sabatini, quello del Sabatini-Coletti, il Vocabolario della Lingua Italiana.

Gli viene chiesto se precessore e predecessore siano sinonimi.

Lui salta sulla sedia e esclama: “Ma no, non propriamente!”

Io salto sulla sedia e penso: “Ah, esiste il termine precessore?!”

Il Sabatini, quello proprio lui, spiega e definisce i due lemmi da par suo.
Alla fine viene fuori che predecessore è colui che ci ha preceduto nel fare un qualcosa, precessore è colui che ci precede nel farla, un apripista, un qualcuno che ci precede nella stessa direzione.

Rifletto sul fatto che se non si conosce un termine E la sua definizione esatta, si resta ignoranti per sempre. Nella definizione del Sabatini (il cruscante) non c’è il termine “apripista“, l’ho usato io qui, è figurato e forse nemmeno propriamente usato.

Ma se ho chiaro un concetto, come “colui che ci precede nella stessa direzione“, ma non ne conosco la definizione esatta, ma quando lo trovo?!

Ecco che ho avuto chiaro il ruolo del Sabatini e della sua vittoria a mani basse verso qualunque motore sintattico: persone come lui sono il motore semantico della nostra cultura.

Non c’è alcun dubbio che nozione e cultura siano cose diversissime e non c’è alcun dubbio sul fatto che sia inutile cercare le parole per significato sul vocabolario. Così come non ho dubbi sul fatto che se chiedeste al Sabatini (che oltretutto presiede l’Accademia della Crusca) come direbbe di qualcuno che “ci precede nella stessa direzione”, lui non ci farebbe finire la domanda, direbbe “precessore” e aggiungerebbe: “Badi, è una forma arcaica”.

R 20102208 1706

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