Time (Super)Capsule

Ieri, ormoni a parte, software a parte e DRM a parte, Apple ha presenziato al Macworld Expo ed ha presentato alcuni prodotti; alcune cose sono degne di menzione.

MacBook Pro 17″ Unibody

Questo dice la scheda del 15″:

Apri il tuo nuovo MacBook Pro e sarai accolto da un’incredibile luminosità a tutto schermo. Ma è solo una delle brillanti qualità del display widescreen lucido a retroilluminazione LED. Le immagini sono luminose e nitide da un angolo all’altro. Tutto quello che vedi (incluso lo schermo ultrasottile) è semplicemente spettacolare. Il rivestimento in vetro ultraliscio lo rende più robusto e resistente.

Ora scopriamo che sul 17″:
1) lo schermo non è in vetro
2) si può avere con finitura antiriflesso (“Antiglare”)

Due notevolissimi passi indietro, con buona pace di coloro che hanno comprato un Unibody negli ultimi 60 giorni.

Sempre lo schermo:

Perfetto per lavorare in studio o sul campo, lo schermo offre una gamma di colori del 60% più ampia rispetto alla generazione precedente

Cos’è Una gamma colori del 60% più ampia?!

La batteria del MacBook Pro 17″ sopporta fino a 1000 cicli di ricarica

Ma non è la batteria del MacBook Pro ad aver beneficiato di questa rivoluzione, ma solo quella del 17″. Con buona pace di coloro che hanno comprato un Unibody negli ultimi 60 giorni.

Non lo dico io, lo dicono loro:

Di più, la nuova batteria, non sostituibile e quando sarà ora bisognerà mandare la macchina in assistenza, priverà l’acquirente della macchina per giorni, per fare una cosa che oggi si fa in 8 secondi netti, stando comodamente a casa propria.

Ancora.
Le nuove batterie, non essendo fatte impaccando batterie stilo, hanno rivoluzionato la geometria, vediamo come:
prendiamo un cerchio di diametro unitario ed un quadrato di lato unitario.
L’area del cerchio è raggio al quadrato per π, quella del quadrato è lato al quadrato, ovvero:
0,5 * 0,5 * 3,14 = 0,785 contro 1 * 1 = 1.

Il cerchio ha un area che è il 78,5% di quella del quadrato.
Sul pianeta Terra, ma dentro il nuovo MacBook Pro 17″ questa differenza sale al 40%.

Nei MacBook, fino ad oggi, non solo si poteva sostituire la batteria in otto netti, ma anche il disco fisso in un paio di minuti. Non più. Evvai!

A proposito di ormoni, mi pare che il marketing on steroids di Apple abbia dei problemi di strategia; non è l’unico ad avere problemi, visto che quelli maggiori li hanno quelli che danno loro retta, nel tempo.

* * *

Immagine da http://www.macitynet.it/immagini/visitaconnoi/mwsf09mbp2/source/image/img_3253.jpg

R 20101008 1903

Seduti sul Peri (Wallerloo)

Oggi non vi parlo di Alessandro, ma di Luca Cordero.

La Great Wall (che fantasia, ‘sti cinesi) può produrre la Peri, copia della Panda (ma che gusti ‘sti cinesi), con sentenza definitiva.

Questa cosa fa ridere davvero.
Sono anni che tutto quanto viene delocalizzato in Cina, ed adesso ci si accorge che ormai il manifatturiero mondiale è in mano ai cinesi. Anche ammesso che si decidesse di ricominciare a produrre, costi quel che costi, altrove in occidente, scopriremmo che ormai non siamo nemmeno più in grado di farci le pippe con le nostre mani.

E non dimentichiamo le leccate di culo delle nostre delegazioni con al seguito acrobati e ballerine (letteralmente) che accompagnati dal presidente del consiglio di turno vanno a prostituirsi con i vertici dell’industria locale per spuntare prezzi di fabbricazione più bassi in cambio di indifferenza verso la schiavitù che questi prezzi comportano, e verso la colonizzazione dell’Africa da parte della Cina.

In un paese in cui l’essere umano è una macchina economica, non è un grosso impegno spremerla meglio per accontentare il buffone di turno che delocalizza.

Intanto l’occidente non ha più manifatturiero, fa solo buffi comprati coi soldi del Monopoli dai cinesi (che stampano soldi a livello industriale e comprano buffi, tanto…), ma.

Ma ci pregiamo di scrivere sui prodotti fatti in Cina “Designed in California” o “Styled in Italy”.

Ora succede quello che è ovvio e che è già successo.

I cinesi, che costruiscono su progetto di stile occidentale fanno 100 pezzi per noi e 1000 per sè.
Ovvero vendono a noi i loro prodotti fatti su nostri progetti e sul mercato interno i nostri prodotti, aumentando la rendita marginale dei prodotti e senza sostenere le spese di progettazione.

Poi blindano il mercato interno, da tutti considerato un mercato dalle potenzialità enormi, a partire da loro.
Il cinese è felice di poter comprare a 39 euro l’iPhone, designed in California, ma non glielo vende Apple, glielo vende il produttore che lo fa per Apple.

Non è geniale, sono dei poveracci quelli che non sanno fare due più due e siedono nei “boards” delle “company”.
Cosa possono fare adesso questi geni napoletonici?

Possono fare come i ragazzini che vojiono ir gelato: frignare e prendere schaffi dai grandi.
E la Cina è grande.

Arriverà il giorno che questi impareranno a fare design and style, e a noi non resterà che fargli le pippe.
Ma che sia charo che questo non è un merito loro è un demerito nostro.

Strategia, chiarezza delle idee, determinazione, forza…

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