Onestà e pregiudizio

Se non vogliamo essere sessisti, non dobbiamo giudicare le persone in funzione del sesso che hanno, dicono di avere o vorrebbero avere, in base alle preferenze che esprimono quando lo fanno.

Intanto: dobbiamo giudicare le persone?
Beh, sì, se sono persone che ci rappresentano o ci amministrano, se sono persone cui abbiamo conferito un mandato, certo che sì.
Le giudichiamo e poi votiamo di conseguenza.

Le altre persone?
Non è importante, in questa sede.

Ora, nel caso Marrazzo non ha alcuna rilevanza l’attitudine sessuale. Stiamo parlando di una persona che in quanto personaggio pubblico dev’essere giudicata per tutt’altro.
Intanto parliamo di una persona che mente, e lo fa contraddicendo alcune dichiarazioni rilasciate sotto giuramento; e lo fa pubblicamente.
Poi parliamo di una persona ricattabile, e quindi di una persona che non può svolgere serenamente e soprattutto imparzialmente la sua funzione pubblica.
Infine, parliamo di ipotesi, potremmo essere di fronte ad una persona che ha fatto un uso improprio della cosa pubblica.

Ora, una persona così è degna di ricoprire una carica pubblica?

* * *

Alle scorse elezioni, come saprete, il calcolo differenziale non ha aiutato gli infinitesimi in cui i comunisti si sono frammentati e li ha lasciati fuori dal parlamento a litigare su chi fosse più trozkista. Ma alle elezioni precedenti costoro erano in parlamento. La sensazione fu che li avesse portati (decimati e litigiosi) in parlamento una campagna elettorale opportunistica in cui due mesi prima del voto costoro avessero strumentalmente abbracciato (e forse scoperto) temi come il CopyLeft (di cui probabilmente ancora ignorano il significato) e i diritti della comunità GLT.
Certo, farsi latori delle richieste di una parte della popolazione che si ritiene (spesso giustamente) discriminata negativamente può essere un’idea politica o un’idea della politica.
Ma invertire i termini di un problema non lo risolve.
Se quindi partissimo dal presupposto che ogni appartenente della comunità GLT sia degno per definizione di ricoprire incarichi pubblici, in quanto tale, non solo avremmo creato un discrimine odioso verso quella parte (anche fosse minoritaria) di eterosessuali rimanenti, ma avremmo detto una sonora stronzata.

* * *

Chiarito il perché Marrazzo dovrebbe dimettersi e sparire (e non solo la seconda), resta da chiarire perché con i presupposti di cui sopra, un partito che non lo ricandidasse sarebbe “sessista e bacchettone“.
Dovrebbe malgrado tutto ricandidarlo perché gli piacciono i trans.
E questo non è sessismo, anzi è una articolata idea politica per cui, “mentire, essere ricattabili ed essere accusati di un uso improprio della cosa pubblica” s’annulla con “gli piacciono i trans”.

Dante?

Piero, io vorrei che tu Lapo ed io…

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: