Non fate gli originali

Ho scoperto di recente Time Machine.

Non ne ho scoperto l’esistenza, ne ho scoperto l’utilità.
Quando uscì, io, come faccio ormai da anni non installai il Mac OS X 10.5 ed attesi il 10.5.3; oggi sono con il 10.5.8 e me lo tengo stretto almeno fino al 10.6.4, ovvero almeno finché non hanno risolto i problemi che non posso tollerare in un sistema operativo.

Ricordo che Time Machine aveva dei problemi grossi, tipo che perdeva i dati copiati ed anche gli originali; che per essere un programma di backup mi pare che non gli si potesse rimproverare nulla…

Poi con i vari aggiornamenti pare li abbiano risolti.
Adesso funziona ed è anche molto utile, a parte il rumore del disco esterno cui non sono più abituato; usato con costanza sviluppa dipendenza.

Il problema è che esiste VirtualBox, una delle tante cose inspiegabilmente gratuite cui Sun ci ha abituato nel corso degli anni compresa la sua acquisizione da parte di Oracle, che ha anche comprato e rilasciato come open source parti del kernel di Amiga.

Virtual Box mette i dischi virtuali delle macchine virtuali (che abbiamo noi della speciale™) in file purtroppo fin troppo reali.
Cosa accade se si lancia una macchina virtuale in Virtual Box?
Che la data di modifica del relativo file dell’HDD cambia.

VOV, ZABOV! -dice Time Machine – ma questo file è cambiato dall’ultima volta, ovvero un’oretta fa: fammelo copia’.

E ogni ora so’ dieci giga di backup di un cazzo.
Non vi dico se poi aveste l’ardire di lanciarne due di macchine virtuali in meno di un’ora…

E di chi è la colpa di tutto questo?
Di nessuno; è così.

Kwindows 7

Chiedo ad un collega, notoriamente patito e patente di cose redmondiane al limite del fanatismo religioso cosa lo abbia spinto a passare a Linux e poi ad usare il KDE come ambiente desktop.

Lui mi dice che “veramente questo sarebbe Windows 7”.

Beh, era ora che smettessero di copiare del Mac OS X.

Sono i fatti che contano

23 dicembre 2009
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Cento di questi giorni…

Quel paraculo dell’integrale indefinito

Questa applicazione per palmari Apple altro non è che la versione mobile ed a pagamento di Wolfram Alpha.

Come sia stato possibile giudicarla

9+ per Raro/moderato Profanità o umorismo crudo

solo un dio che gioca a dadi lo sa…

Carta argento

La Mercedes gioca una buona carta, soprattutto dal punto di vista del ritorno di immagine, riportando Schumacher alle corse.

Certo, non uno di primo pelo, ma quanto a pelo tra lui e Brawn ne hanno sulla panza.

Come ebbi modo di scrivere quando Ferrari gli chiese di sostituire Massa, se Schumacher fosse tornato alle corse, l’avrebbe fatto a modo suo. Probabilmente il preavviso fu troppo breve oppure il programma d’allenamento appena iniziato in vista della stagione 2010, e quindi il rifiuto. O forse il rifiuto (ah, non ce la raccontiamo con la rinuncia, eh…) fu dovuto al fatto che chiese di essere lui al posto di Räikkönen il prossimo anno, dopo aver fatto il Fisichella per puro allenamento.

Sul fatto che un quarantunenne non possa tornare a correre dopo anni e vincere, credo che Lauda potrebbe risentirsi, e forse Prost potrebbe confermare il motivo del risentimento; magari di mezzo punto.

Schumacher è un calcolatore, se torna sa di poter dire qualcosa.
Ad esempio alle pupe che il conto corrente di papà aumenta di 60 – 70 milioni di euro.

Comunque complimenti; ai clienti Mercedes vorrei invece ricordare che sul costo delle loro cassapanche l’ingaggio inciderà in maniera non trascurabile.

CupoVision

Da quando ne ho letto in giro non dormivo la notte in attesa della nuova meraviglia tecnologica di TI, CuboVision; non solo è autoevidente che non entrerà mai in casa mia, ma anche che coloro che avessero repulsioni simili, non potranno comunque ignorare questa novità.

Tutto il servizio, infatti, graverà sulla solita dorsale TI che, come sappiamo, non è seconda a nessuno.

Immagine da http://faberp.tripod.com/Envision.htm.

Mecojoni!!!

Tre punti esclamativi e un’Edizione Speciale. Fosse agosto, capirei pure…

Prezzo alla pompa

Una volta questo paese era in mano ai comunisti, oggi solo la magistratura.

Comunismo, quindi il prezzo di tutto era da ricondurre al governo ed allo Stato; anche e sopratutto quello dei beni che in una economia di mercato ed in un paese liberale nessuno si sarebbe sognato di tariffare per decreto.

Cose voluttuarie come l’acqua, il pane (il famoso prezzo imposto della ciriola) e la benzina.

Quando un ministro delle finanze con gli occhiali con una vistosa montatura nera andava in tivvù e digeva (sì, in genere con la g) che la benzina aumentava di 60 lire al litro, gli italiani attaccavano subito a lamentarsi (vicendevolmente) nei bar dicendo che era uno scandalo, che era una vergogna.

Il soviet supremo finiva col cedere alla pressione della piazza ed il prezzo del carburante aumentava “solo” di 30 lire/litro.

Vista con le capacità critiche odierne la situazione pare quasi incredibile: un intero popolo che si faceva prendere per il culo da un’informazione asservita al comunista di turno il quale, ben sapendo che un aumento di 25 lire/litro sarebbe stato necessario e ben sapendo che nessuno avrebbe voluto pagarlo, sfruttava gli spazi che la televisione (di Stato) gli metteva a disposizione per spararla grossa, spaventare tutti e poi fingere di dimezzare in estremis l’imposizione. Ricavandone introito per fini sconosciuti ai più e riconoscimento personale per la flessibilità dimostrata.

Per non parlare del sottobosco che fu di questo comunismo reale, ovvero di imprenditori che professavano il libero mercato e facevano fortune grazie alla politica, che si vedevano innalzare le tariffe per decreto, imporre tasse a loro piacimento, riconoscere il diritto o la delega alla riscossione di tributi e facevano il 99,9 periodico percento di bilancio con le forniture pubbliche.

* * *

Massimo MANTELLINI dice che i giornali italiani stanno diffondendo una notizia non vera, ovvero che alcuni paesi europei starebbero per imporre una tassa sulla rete a compensazione degli utili persi dai detentori del copyright a seguito dell’uso fraudolento (ammesso che ne possa esistere uno diverso) dell’infrastruttura.

Notizia che si palesa non vera se le si rapporta con i fatti, ad esempio chiedendo ai tedeschi se a loro risulti.

Ma nel paese in cui paghiamo una tassa sui supporti vergini come compensazione per l’uso fraudolento cui sono inevitabilmente destinati, tassa poi estesa ai player come l’iPod per gli stessi motivi, e dove devi bollinare i CD con le distribuzioni GNU-Linux in modo da tutelare Mogol dall’uso che facciamo di Gimp, la gente che legge cosa pensa?

Magari, se non verifica, pensa che il giorno che dovessero imporre una tassa sul PC e sui cellulari per due-tre euro a pezzo che vengono motivati con la necessità di tappare il buco dell’evasione del diritto d’autore, ci si stia finalmente adeguando all’Europa.

E che se magari l’imposta finale fosse di un euro e mezzo, questo sia stato frutto dello sdegno con cui una simile proposta è stata accolta dal gruppo creato ad hoc su Facebook.

R 20110326 1128

Spinolature (Atto II)

Berlusconi:
“Io ho le palle”
Fini:
“Parole non condivisibili, adesso chiarisca”

100% Retorica, 0% Robusta

Pur avendo fatto il banconista per un paio d’estati, in me il concetto di bar non evoca alcuna positività, ma un posto dove cafoni urlano, sorpassano o tentano di farlo, spintonano, pretendono varianti idiote in tazza grande fredda panciuta, non cedono il posto nemmeno dopo aver consumato al bancone malgrado il locale sia per il resto deserto.
Un posto dove l’estrazione sociale non conta, il titolo di studio non aiuta se non la protervia, il sapere diventa saccenza.
Chiacchere (“da bar”, appunto), che si fondano sul nulla e terminano a meno infinito, asserzioni che nemmeno le sciampiste, commissari tecnici o mister, che non hanno agilità nemmeno nel grattarsi le palle, ma simulano tuffi e parate che avrebbero evitato l’unoazero fuoricasa.
Fuoricasa che simulano l’essersi allontanati di loro sponte, perché “le mogli devono pulire” o cacciati perché invero non se ne sopporta più la fiatella; gente che vive nel bar e che quando muore muore sempre di cuore e nel giorno di chiusura settimanale.
Gente ambosessi che al di qua ed al di là della stigliatura ha litigato col sapone e coi detersivi decenni fa.
Caffè che se fosse fatto con la cicoria almeno varrebbe metà del suo prezzo.

E mi telefonano, malgrado non abbia mai acconsentito al trattamento, per offrirmi, con la seguente argomentazione preparata da gente che di retorica ne deve sapere molto, una macchina per caffè che tutto il piacere del bar a casa sua.

Mavaffanculo, va’.

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