iLavagnetta per iDiti

Ballmer ha fatto una furbata che levati, un po’ come fece la Renault con la Fiat.
Ricordate? La Panda si sarebbe dovuta chiamare Gingo. Brutto brutto brutto.
Qualche settimana prima della commercializzazione per fortuna (o per piacere) la Renault minacciò causa perché il nome Gingo sarebbe stato troppo simile a Twingo.
La Fiat disse che gli dispiaceva assai, che scusassero e Panda fu.
Con buona pace di Piero Fassino che di Gingo ne voleva comprare una.

Poi avrebbe dovuto essere MiLaNo; ma visto che a Milano di Alfa non c’è più nemmeno la strada, ‘ché ad Arese pensano intanto di chiamarlo Viale Filiberto Alfaromeo, poi Viale Filiberto fra un po’ ed infine Avenue Filibert Carrefour, allora Giulietta.

Apple come tutti sanno e qualcuno scopre ogni tanto, sa fare comunicazione.
Fare comunicazione significa non solo farla, ma anche farla fare.
Sono giorni che tutti parlano del fatto che Apple abbia registrato il dominio iSlate, che è davvero un nome brutto per un prodotto.
Intanto perché suona male (slèit) poi perché suona simile a Slave; ed in USA puoi anche fare fuori migliaia di bambini con le guerre chirurgiche, ma non essere politicamente scorretto.

È talmente tanto vero che in alcuni libri di testo all’espressione client-server per il mercato interno viene sostituita l’espressione client-supplier o client-provider, ma poi esistono delle ditte di pulizie che costano di più perché hanno solo dipendenti non sindacalizzati che puliscono magari male, ma inginocchiate a terra, pratica vietata ai sindacalizzati; donde venne il Mocho.

Insomma Apple ha messo in giro la voce (perché quello che non vuole mettere in giro, non va in giro) che avrebbe posseduto il dominio iSlate.

E tutti a dire che il tablet si chiamerà iSlate. Che è un nome brutto e che comunque suona come iLavagnetta che non evoca davvero un cazzo.

Redmond (si noti l’assonanza con La Régie Auto) ha presentato ieri un coso che si chiama Slate, è un tablet, e fra venti giorni sarà allegramente dimenticato.

* * *

Ed ora lo scoop: quella dei tablet Apple non sarà un prodotto ma un linea di prodotti, come iPod; siamo in grado di anticiparne alcuni:

iChalk – con schermo a quadretti di quinta
iChoke – per le situazioni imbarazzanti
iCrack – con struttura in vetro
iCocaine – con schermo specchiato
iCandy – tutta una presa per iLculo
iCount – multitouch a dieci dita
iCoke – programmabile con le API Carbon
iCookie – versione impermeabile al caffellatte
© Erix
iSlut – per streaming a LED rossi.
iSlot – per i giocatori d’azzardo.
iSlam – per i giocatori di bridge online.
iSlurp – per ricette sempre aggiornate.
iSleep – perché i tablet dopo un po’ vengono a noia.
iSlip – versione R-rated di iSlut, priva di antiscivolo.
iSplat – garanzia nulla in caso di caduta.
iSlay – per i giocatori di FPS.
iChicken – per chi ha paura di comprarlo.

iCeland – versione nord europea
iCecream – per quella cifra solo tre gusti.
iPee – da usare come vassoio per le bevande.

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