Mi son-no rovina-ta, co’ le mie stes-se mano

Ultimamente, sia dal lato autoriale che da quello degli ascoltatori, c’è stata una certa levata di scudi contro la decisione di sopprimere alcuni programmi radiofonici in favore di altri. Se la stessa cosa accadesse quando viene tentato lo smantellamento dello stato di diritto saremmo un paese quasi normale.

Qualche giorno fa la Signora Orga, sarta boteriana, s’è data per morta alla radio, e da allora è sparita.
Abituati alle storie al limite dell’autostop galattico del suo interprete, l’abbiamo messa lì come l’ennesima battuta.
D’altro canto tanto Teresa nostro quanto Aurelio davviareggio erano sempre lì, anche se quest’ultimo ha aperto un sèssi shòppe, e sa perché lo fa.
Taniele perpetuava la Ghijottina come picco t’ascolto, il Signor Cherubini prometteva il divuddì della Chanta’ a’ primi dièci che telefona.

L’avvocato Amilcare La Timpa seguiva Carmela senza intoppi, e nessuno dei due è parso avesse nulla di nuovo da dire.

Marcorè continua a non far ridere nemmeno sotto tortura, Sopratutto ripensando ai vari Peppìco, pùpùpùpuppippùropuppìppì e Chiorch di Fazio; il tutto si chiudeva come sempre con qualche verso di una poesia.

Poi la scorsa domenica, l’unica che non mi sarebbe mai e poi mai mancata, e che anzi da tempo era l’unica nota stonata nel tutto con ben cinque minuti cinque abbondanti di nulla, leggasi la Signora Simona, ha smesso i panni del personaggio.
E senza che nessuno si accorgesse minimamente della differenza ha fatto una dichiarazione alla nazione alla fine della quale ho pensato: ma c’avrà voluto di’?!

* * *

Vorrei ringraziare Pierfrancesco Poggi, Francesca Scrivano ed Enrico Vaime.
I primi due per la bravura nell’interpretare e nella signorilità nel salutare.
Il terzo per la bravura con cui ha sopportato per anni la Marchini, e sopporta dopo tanto allenamento la dappochezza dei nuovi compagni di viaggio. Anche se non so perché lo faccia.

Ecco un caso in cui chiudere il programma e sostituirlo con una qualunque vaccata sarebbe stato meglio.
E quindi non s’è fatto.

It’s the business, companion.

Oggi finalmente sappiamo perché il vertice di Copenhagen è fallito: perché non essendoci comunisti nei negoziati, non c’erano inquinatori e quindi nulla di cui discutere.

La rivelazione è venuta oggi dal papa.

R 20110326 1129

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