Fuori dai Cancelli

Come largamente annunciato, nelle regionali dei giorni scorsi tra il centrodestra e la destra, ha vinto la destra.
L’avevo già scritto in varie occasioni, quindi non ne scriverò ancora.

Andare l’ultimo giorno fuori dai cancelli della Fiat, non essendoci mai passata prima nemmeno in tassì, avrà persino fatto perdere qualche voto al centrodestra a favore della destra.

Vorrei richiamare la vostra attenzione sul perché parlo di centrodestra e destra.

La Corte Costituzionale è intervenuta su una legge regionale del Piemonte. Che disponeva la non applicazione del diritto d’autore al software libero. Bocciandola: le licenze, anche open, vanno rispettate

Piemonte governato, fino a ieri, dal centrodestra.
Appunto.

Repubblicate (Anno I, Vol. VIII)

Prestazione maiuscola di Alonso e della Ferrari che su 20 e 36 punti massimi a disposizione in due gare:

Detto questo, la prestazione delle Ferrari di oggi ha portato Alonso in vetta alla classifica mondiale, a quota 37 punti seguito dal compagno di squadra Felipe Massa che, salito sul podio a Melbourne, può contare su 33 punti. Subito alle spalle la McLaren del campione del mondo, Jenson Button che sale a 31 punti. La Ferrari è in testa anche nella classifica costruttori con 70 punti, inseguita dalla McLaren a quota 54.

Repubblicate (Anno I, Vol. VII)

Redattori contro:

Votàtece

Credo sia la campagna localizzata per il Lazio.

No, eh?!

Ve lo ricordate l’iPod Hi-Fi?

Non ne sbaglia una…

Repubblicate (Anno I, Vol. VI)


Non riesco a supercapacitarmi. Mr.Beam me up, Scotty.

Imamgine da http://it.wikipedia.org/wiki/File:Scott_gip.jpg

Il Partito dell’Amore Bello

Da oggi è in vigore la nuova tassa SIAE sui supporti di archiviazione.

http://www.macitynet.it/macity/aA42875/siae_e_dispositivi_di_memorizzazione_ecco_il_peso_della_tassa.shtml

Se comprate un disco esterno (nudo, eh, senza contenitore e cavi) per fare backup delle vostre foto delle vostre vacanze, mettiamo da 1TB, da oggi, vi costa il doppio per le tasse aggiunte.

Adesso piantala

La terra non è sferica, ma è comunque una superficie chiusa.
Grande quanto si vuole, ma chiusa.
Scappare, ma anche solo spostarsi, ha un senso se tu scappi, o ti sposti, e gli altri stanno fermi.
Ma anche così, a forza di muoverti, lento quanto vuoi, prima o poi torni dov’eri all’origine; il vettore spostamento ha modulo nullo.

A scuola, pubblica, ci hanno fatto studiare (all’epoca accadeva) che i nostri antenati, nomadi, erano pochi e sarebbero rimasti pochi perché la condizione per cui il loro stile di vita fosse sostenibile era che fossero una piccola quantità di persone.
Erano più “naturali” di noi, ma erano pochi e vivevano camminando.
E facevano una vitaccia, sopratutto dal punto di vista logistico.
Fossimo tutti nomadi, chi farebbe le strade per muoversi? Chi farebbe l’infermiera professionale o il chirurgo? Chi farebbe il barista? E il ristoratore?
Nessuno, saremmo tutti dediti alla pastorizia, ci sposteremmo stagionalmente in cerca di campi da pascolo, ci ammazzeremmo a coltellate o a colpi di pietra (chi avrebbe perso tempo a sciogliere i metalli sul fuoco?!) per rubarci le pecore.

Ci sarebbe un fatto apparentemente positivo.
Invece di stare a guardare la TV, che non avremmo inventato, la sera scoperemmo come ricci.
Certo, meglio che guardare la TV; ma a forza di scopare come ricci, non c’entreremmo più, perché ognuno di noi invece di avere bisogno di un appartamentino di 45mq in periferia, avrebbe bisogno di ettari di prato da pascolo.
Sarebbe tutto una copula ed una lapidazione.

Poi abbiamo inventato l’agricoltura.

I nomadi, oggi, sono sempre pochi ma non sono pastori, quasi più nessuno.
Girano in furgoni, vivono nelle periferie (o nei parcheggi del centro dove vengo attirati e poi cacciati sotto elezioni) e credo lavorino duramente impegnati in mestieri che noi non vogliamo fare più.
Ma per arrivare hanno percorso strade che non hanno costruito e non hanno contribuito a costruire con le tasse, guidano furgoni che non hanno contribuito a progettare e li stipano di vestiti tradizionali dai colori (spesso bellisimi) che le stronze nostrane in X5 sfoggiano in riviera.
Porsi fuori dal sistema, suppone che il sistema esista; andarci contro è come andarci insieme, ne suppone l’esistenza.

Il sistema schiavizza?
Bah, forse. Ma starne fuori o schiavizza peggio, o è pura finzione.

Possiamo decidere di fare downshifting.
Vi parla uno che l’ha fatto.
Decidere di avere in tasca trecento euro al mese al netto di tutto, ma con una qualità della vita molto maggiore.

Prima guadagnavo 4.400,00 euro/mese per 22 giorni lavorativi 09:00 – 17:00 e spendevo 4.100,00 euro al mese in minchiate.
Minchiate di pregio, s’intende, ma minchiate.
E tasse.

Lavoravo molto? No. O forse sì, ma non facevo nulla.
Sopratutto lavoravo per chi mi pagava? No.
Circa l’80% del mio tempo era autopromozione, perché allo scadere del contratto corrente avrei dovuto probabilmente cambiare indirizzo di lavoro e forse persino città. Del resto per fare l’upshifting (o come cazzo si dirà) ero dovuto andare a Milano.
Quindi una volta conseguito il risultato, ovvero firmare il contratto di consulenza con quello di turno cui non servivo affatto, dovevo darmi da fare per il prossimo, avendo come tempo massimo la durata di quello in vigore.
Perché questa scadenza cogente?
Perché nessuno vuole uno che non lavora già, sembri un fallito o un reietto.
Devi per forza andare a parlare con il tuo nuovo datore mentre sei col vecchio.
Non puoi togliergli il gusto di fottere la concorrenza, privandola di un pilastro. Di cosa chissà, ma non è importante.

Non è importante nemmeno per quelli che fanno selezione dei consulenti in questi ambienti, e che sono dei dipendenti che guadagnano più dei consulenti. Come fanno? Prendono una percentuale sui contratti che fanno stipulare, e lo fanno alla luce del sole essendo parte del loro incentivo. Incredibile?
Avendo firmato contratti per incarichi inutili ed avendo fatto finta di lavorare in alcuni casi, sì direi che è incredibile.

* * *

Non ho scritto un libro per raccontarlo.
Anche perché tutto quanto c’era da dire l’ho scritto qui sopra; riempirci un libro sarebbe tosto.
Lo sarebbe per chiunque, lo è anche per Simone PEROTTI, l’autore del libro “Adesso basta. Lasciare il lavoro e cambiare vita. Filosofia e strategia di chi ce l’ha fatta” (ISBN 9788861900851), che pure nella sua prima vita faceva lobbying e comunicazione.

E si vede, perché a parte ripetere all’infinito che tutti ce la possiamo fare, che tutti abbiamo virtù nascoste, che tra il dire ed il fare c’è di mezzo il volere, che i sogni aiutano a vivere e la vita è un sogno, quando poi si va al dunque, si scopre che tutti possono permettersi di comprare il libro, ma quanti sono quelli che possono seguirne i consigli?
È bene che siano davvero pochi.
Perché?

Beh, perché intanto i tre esempi concreti sono di uno che guadagna 34.000 euro e rotti netti l’anno, ed abbia metà delle sue necessità pagate dall’azienda; il secondo è di uno che, ceteris paribus, ne guadagna 56.000.
Il terzo è quello di uno che compra due mele a 1 euro, ne mangia una e rivende la seconda a un euro, con il quale compra due mele belle ed una brutta ma buona. Mangia quella brutta e rivende ad un euro l’una le altre due. Poi viene a sapere che è morto uno zio e che è beneficiario unico del suo patrimonio.

Quindi, ragazzi, cattive notizie: se guadagnate 750 euro/mese, fate il secondo lavoro per arrivare a 1000, vi restano quattro ore per il resto compreso il sonno e l’ultima vacanza è stata nel 1977 in colonia a Riccione, beh, il downshifting non è per voi.

Poi perché per fare downshifting ed andare a vivere in una casa con qualche ettaro di bosco attorno, ma vicino al mare, quello che avete nel porcellino non basta. Se avete il problema della quarta settimana, poi andate a chiedere in banca quale insulto fresco di conio abbiano per voi.

Infine perché per dedicarvi alla vostra passione che è navigare (ma potrebbero essere i rally o le ceramiche raku o i voli spaziali), vi serve gente che ha bisogno di uno skipper stagionale.
Quindi di gente che non ha fatto downshifting, ma che anzi è impaccata di soldi, ha preso la barca più lunga come simbolo fallico, ma non saprebbe portarla fuori dal porto e magari soffre pure il mal di mare e odia la puzza di pesce.

Siccome sono questi che potrebbero davvero fare downshifting, è bene che non lo facciano per permettere a qualcuno di farlo alle loro spalle.

Non solo, ma siccome il downshifting è una pratica che riporta l’uomo alla sua condizione naturale, servono:
– un SUV 3000, parco nei consumi e facile da posteggiare nella brughiera antistante il proprio bosco;
– un computer bello potente chissà perché, che comunque va a corrente;
– un’ADSL per tenere il blog per raccontare com’è bello il downshifting, per linkare il proprio canale TouTube con le interviste televisive ricevute in occasione dell’uscita del libro e sopratutto per mandare all’editore le bozze del seguito.

E qui il cerchio si chiude.
Intanto perché vendere il libro è condizione di base per il downshifting, ma sopratutto perché per far funzionare la tua ADSL di downshifter, c’è un esternalizzato che non arriva a 900 euro al mese che gira in Panda rossa.
Per la posta c’è uno che gira in motorino e che se facesse downshifting girerebbe in bicicletta e consegnerebbe una volta al mese.
In questo paese ancora per un po’ la sanità è pubblica e estesa a tutti e gli ospedali sono pieni di persone che invece di fare downshifting fanno turni pazzeschi e si comprano gli zoccoli (obbligatori) con i loro soldi. E ti dovesse cadere in testa un ramo del tuo bosco sarebbero pronti a venirti a prendere in ambulanza e curarti a spese della collettività senza chiederti nemmeno il nome.
E prega che non ti venga una carie.
E se ti si rompe il SUV, che è di seconda mano, spera di trovare un meccanico appagato dalla sua vita, perché se si stesse preparando per il downshifting ti fodererebbe le chiappe con lo stesso tessuto di quello dei babbuini.
E visto che i SUV possono andare ovunque vi sia asfalto, spera che continuino a tapparlo almeno fino al porto.

Il tutto supponendo che i tuoi non abbiano mai bisogno di te, restino autosufficienti fino alla morte, possibilmente improvvisa e nel sonno; o che se la procurino con l’ultimo afflato di vitalità per non pesarti sulle spalle.
Supponendo di non essere costretti a lavorare per la badante che pure sarebbe una tua dipendente, senza la quale non potresti fare altro che dedicarti a tempo pieno alla persona per la quale accedi ai benefìci della Legge 5 febbraio 1992, n. 104.
Supponendo che non ti vengano figli, perché potresti pure lasciarli aggrappare ai rami del bosco fino all’età scolare, ma poi dovresti portarli e riprenderli da scuola, cosa che si concilia male con il fare lo skipper.
E sperando che la madre non ti mandi affanculo e te li lasci, perché sai cosa? mangiano tre volte al giorno e non gli basta alternare il secco con l’umido.
Sperando che non privatizzino l’acqua nel tuo comune perché sennò la pagheresti più di quella minerale.

Sperando cioè che tu sia l’unico a muoverti in questo mondo che fa guerra di posizione e sta in trincea tutti i giorni, perché tutta l’infrastruttura della tua liberazione la fanno gli altri; e sperando anche che il downshifting lo facciano in pochi, e nessun grafomane, perché altrimenti anche la concorrenza in libreria si farebbe serrata.

Onascript

Ma a parte il gusto che ogni masturbazione porta seco, mi dite a cosa serve questa idiozia di funzionalità che permette di vedere, sopra il contenuto originale, ma grande la metà e tagliato ad un terzo, la stessa cosa, ma dopo un lasso di tempo piuttosto lungo?

Lake & Dintorny

Giuro che è vera.

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