Non per i costi di traduzione, pare…

Se il dito indica la luna il cieco guarda il DIT

Come al solito prendo un commento fatto in casa altrui e lo trasformo in un post.

La questione parte da un commento di Massimo MANTELLINI ad un articolo del Corriere (anche a questo preferisco in genere Geppo o Tiramolla), che afferma con toni (non giornalistici, sono d’accordo) che il documento del salasso finanziario varato dal governo sia stato reso disponibile come PDF composto da immagini tratte da scansioni del decreto, e non in testo liscio, risultando in uno slideshow di circa 14 MByte.

Lasciamo perdere, per un momento, il peso del documento.

Quel documento, prodotto in proprio e distribuito attraverso tecnologie web da parte di un ente (che non può non definirsi una pubblica amministrazione) è del tipo, ovvero un PDF composto con pagine scansionate, che viene riportato come massimo esempio di inaccessibilità quando si parla di arroganza, superficialità e disprezzo per il cittadino da parte di una PA.

Quando si fanno corsi sui collegati tecnici della L. 4/2004 (1), uno dei casi da manuale per spiegare come NON vanno gestiti gli allegati scaricabili alle pagine web in modo da renderli conformi all’Allegato A del DM 8 luglio 2005 è il PDF composto da TIFF e possibilmente bloccato, in modo che la persona disabile non possa nemmeno darlo in pasto ad un OCR e tentare di sentirne alcune parti.

Certo qui le singole pagine non sono bloccate.

Ci si può anche divertire a coglionare uno che pensa che un file da 14 MByte sia “enorme”, ma il governo s’è comunque divertito a coglionare coloro per i quali un suo Dipartimento ha imposto alle PA una legge specifica.

* * *

Il fatto, poi, che il documento, ma diciamo un file, da 14 MByte sia enorme non è un’affermazione ridicola in sé.
Dipende dalla velocità reale della connessione con cui lo scarichi.

Se hai una GBit, è di dimensioni trascurabili; ma se hai una 640 KBit come tutti quelli che hanno Telecom Italia in zona “anti digital divide”, un’espressione questa sì ridicola se si pensa che ti fanno pagare una 7 MBit e te ne servono una di un decimo di picco, allora il tutto lo vedi sotto un’altra luce.

Non solo, ma:

1) era evitabile, perché bastava mettere il fottutissimo sorgente Word, oppure un PDF aperto ma firmato, in modo da garantirsi che il contenuto fosse integro.

2) quella parte della PA, ovvero il DIT (2), ovvero Stanca prima e Brunetta poi lo hanno imposto alla parte restante della PA a pena di nullità di contratti di fornitura, penali e rimozione dall’incarco di dirigenza per chi contravvenisse.

Io trovo curioso che uno come Massimo, che scrive di comunicazioni e connettività, guardi il dito; forse distratto dalla Bruni?!

Conformance level

Riferimenti

(1) Legge 9 gennaio 2004, n. 4 – “Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici” pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 13 del 17 gennaio 2004.

(2) Ministero per la pubblica amministrazione e l’innovazione – DIT: (omissis) Cura la predisposizione e l’attuazione della normativa primaria e secondaria per lo sviluppo della società dell’informazione, con particolare riferimento al Codice dell’amministrazione digitale ed alla normativa sull’accessibilità (omissis) (Art. 3 del D. M. del 16 aprile 2007 come modificato dal D.M. 3 agosto 2009).

Aggiornamento

Ci scusiamo con i nostri lettori che oggi non hanno potuto scaricare il testo della manovra finanziaria a causa degli straordinari accessi alla rete internet.
Al più presto sarà disponibile una nuova versione del testo, con tutti i requisiti di accessibilità.

Da http://www.governo.it/Notizie/Palazzo%20Chigi/dettaglio.asp?d=58099

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