Down The Tube

Che la situazione politica del paese sia messa male è chiaramente espresso dal messaggio di Gianfranco FINI su Youtube.

Dal messaggio non nel messaggio.

In una situazione meno grave (avevo scritto normale) non sarebbe servito Youtube per rilasciare una dichiarazione. Si sarebbe fatta una conferenza stampa.

Se la scelta di Youtube è ovvia, perché tecnicamente è l’unica infrastruttura che avrebbe retto al numero di contatti che si potevano presumere, la scelta di usare internet come mezzo di diffusione di un comunicato da parte di un esponente politico (incidentalmente presidente della camera dei deputati), è il segno della gravità della situazione.

Indipendentemente dal contenuto (in verità puerile, ma non nuovo nella sua puerilità e non superiore a quello che “se scopre chi gli ha comprato una casa…”), il fatto che giustamente si sia evitata la televisione, la stampa, la radio e preferito un mezzo come internet, e per di più non un sito italiano ma statunitense, è la vera notizia.

È una brutta giornata per il nostro paese, e temo che altre ne verranno.

6 pensieri riguardo “Down The Tube”

  1. Ha fatto bene ha usare internet e il tubo. I confini sono già illusioni. La realtà è che i Italia non siamo competitivi, in più siamo anche lenti. La dichiarazione mi è sembrata poco incisiva. E’ scivolata via come acqua.

  2. purtroppo ragazzi l’uso del web non è stato dettato da voglia di fare l’alternativo o di evolversi, o ancora rivolgersi ad un pubblico maggiore. semplicemente i grandi media appartengono a qualcun altro, la dittatura è subdola e invisibile…

  3. iMHO, se ha usato YouTube al posto della tivù, è un brutto segno (e, d’altra parte, non puoi fare una Mirabello al mese).

    Se, invece, è solo l’inizio ed è la volta buona che si decide a usare la Rete per davvero, allora io le cose le vedo più rosa.

    1. Se si decide ad usare la rete per davvero, senza metterci dentro altro che suoni, come quelli in argomento, siamo inguaiati il doppio: perché il giornalismo è stato malamente interpretato, ma il concetto di giornalismo non solo non è né inutile e né sorpassato; è stato semplicemente ignorato. O spacciato per altro. Questo potrebbe far passare l’idea che sia e sia sempre stato inutile. Da lì a trasformare la rete in un omologo della TV il passo è breve.

      Poi perché la rete è il veicolo, come la carta, il video, la parete della caverna, il segnale di fumo. Non aggiunge nulla e nulla toglie; una minchiata in rete non è migliore di una minchiata su carta o scritta nei cessi del metrò. In questo senso spostare in rete le cattive abitudini prese altrove non la migliora. Con buona pace di McLuhan.

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