Signore e signori, buonanotte

16.05.1915 – 29.11.2010

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Immagine da http://www.mariomonicelli.it/biografia.htm

An e-book, is an e-book, is an e-book, isn’t a book

Gli e-book non vanno.
Perché gli e-book non vanno?

Bah, io a leggere un e-book mi rompo le palle in un modo pazzesco. E sono uno che legge, forse anche più della media nazionale.

Il problema è che gli e-book non possono essere la versione e di un book, ma vanno pensati (e forse anche scritti) ad hoc.

Spiego: nessuno si sognerebbe di mettere un indice in un rotolo di pergamena, perchè non saperebbe quale grandezza associare alla posizione dei contenuti:
giro?
metro?
staio?

L’indice è stato possibile dal momento che la tecnologia del libro ha proposto la rilegatura.
Inoltre il libro è un oggetto che ha avuto secoli di tempo per evolvere.

Siccome il libro elettronico è alla fine un sitino web e siccome i siti uno non li legge volentieri, fare un libro su uno schermo significa ignorare tutto quanto la tecnologia del libro ha creato in centinaia di anni.
Ma certamente trovo molto migliore un sito di un libro quando si tratta di rapida consultazione, come ad esempio nel caso di manuali di riferimento per la programmazione.

Allora, ribadisco, meglio un’app specifica per ogni titolo perché almeno puoi personalizzare l’esperienza.
Il rischio qual’è? Che non conti più solo il contenuto ma anche il contenitore?
Ah, beh…

Un atlante tascabile non e’ utile come un atlante A3: perché pretendere che una cosa che va bene su carta, forse l’oggetto più bello che l’uomo abbia inventato, vada bene su un cazzetto da 3,2″?!
Per il cazzetto, anzi iLcazzetto, There’s An App Fot That™.

Inoltre ho la netta sensazione che il grosso degli sforzi di progettazione degli e-book e di quanto ci gira attorno, oggi, sia rompere i coglioni a chi li dovrebbe comprare.
Non propriamente il metodo migliore di progettazione centrata sull’utente.

Lady Gaga, Heather Brooke e gli Half Inches

Se non fossi tanto depresso per la quantità di cazzate che leggo intorno alla pubblicazione dei dati confidenziali ma non segreti su Wikileaks, dovrei parlarvi di questo articolo de Il Fatto Quotidiano in cui si racconta:

  • come cancellare un CD di Lady Gaga in modo che “Nessuno ha sospettato nulla. Mentre facevo finta di ascoltare e cantare Telephone (una delle hit di Lady GaGa, ndr)”
  • il rapporto stretto stretto tra il CD suddetto ed una “chiavetta USB lunga mezzo pollice” essendo la lunghezza in pollici, notoriamente, un parametro fondamentale
  • che “A dare una mano al Guardian c’era anche Heather Brooke, nota attivista britannica per la libertà di stampa” sperando sia solo omonimia
  • che in USA un analista di intelligence ha questo profilo: “23 anni, analista di intelligence dell’esercito americano, ha approfittato dell’allentamento dei codici di sicurezza del sistema informatico interno (…) è soddisfatto. Ma parla troppo.”
  • la password di accesso all’intranet dell’intelligence USA, scadrebbe ogni 150 giorni – mecojoni!

A questo punto è certo che i documenti di WL abbiano scatenato un inferno, dimostrando la dappochezza dell’informazione in questo paese destinata a gente che paga per averla.

Trullinet

Nichi Vendola ha risposto sul suo blog a coloro che lo hanno criticato in merito all’accordo con Microsoft™ sottoscritto dalla Regione Puglia.

La colpa di tutto è la mancanza di fibra ottica in Italia.
E poi, è vero che qui una volta era tutto telnet, ma fra un po’ sarà tutto cloud computing.
E poi ha scritto manicheo.

Nulla sulla zanzara tigre, e sui chiodi di garofano nel sugo; un po’ deludente come risposta elusiva.

Repubblicate (Anno I, Vol. XLVI)

La forza della crittografia
di ARTURO DI CORINTO

La forza tecnologica di Wikileaks sta tutta nell’uso della crittografia, l’arte e la scienza delle scritture segrete, e di una variante informatica della crittografia, che è la cifratura a doppia chiave, pubblica e privata. Con un meccanismo a chiave e serratura, se non hai la prima chiave, non puoi aprire la porta solo con la seconda chiave. In genere la chiave privata viene scambiata in modo informale, di nascosto, con metodi tradizionali, anche al bar su un foglietto di carta, o a una festa. La chiave pubblica invece può essere anche inscritta nel documento da proteggere, magari su un cd, spedito per posta. Se qualcuno intercetta il cd con la chiave pubblica e non ha la chiave privata, il contenuto non può essere decifrato, ma solo decrittato, come? Con un attacco di forza bruta, mettendo migliaia di processori a lavorare in parallelo per tentare i miliardi di combinazioni alternative della chiamiamola così, “password” del documento. La variante cruciale qui diventa il tempo a disposizione per farlo, calcolato in anni luce informatici.

In merito all’arte e la scienza delle scritture segrete, un bel pezzo di divulgazione crittata. Molto.

Immagino che costui, che

con Alessandro Gilioli è autore del lbro “I nemici della rete” (Rizzoli 2010)

abbia imparato tutto quel che sa da libri crittati, in modo da sembrare Le avventure della Pimpa pur parlando, in realtà, di informatica.

Una domanda in chiaro: perché scrivere – ovvero lasciare traccia – di cose che non si conoscono?

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Nota

Con questa 46° puntata, ed alcuni prequel, chiudo il capitolo relativo alle Repubblicate.

Il livello di arroganza con il quale viene imposta ai lettori l’ignoranza, la superficialità ed in ultima analisi la totale mancanza di rispetto per loro, è arrivato ad un punto tale che anche solo scorrerla per poterci scovare la vaccata del momento sia una totale perdita di tempo.

Non si tratta più di scovare le cazzate tra le notizie, ma scovare notiziette tra le cazzate.

Se?!

Se l’articolo è in romanesco, allora Frattini si deve presentare al COPASIRE per un brifi su wichilicchese…

I rubinetti… là

Oggi è il Black Friday.
Cos’è?
È come Halloween, nulla.

Ma in questo giorno, che si riconosce sugli store onine perché essendo il Black Friday è tutto rosso, ecco, in questo giorno vedetela come preferite, si svuotano i magazzini dal vecchiume, o si fanno buoni affari.

Apple Store online, propone oggetti come questo, che mi pare di capire serva agli architetti per orientarsi nella cartografia degli appartamenti in ristrutturazione, visto che si parla di punti di luce:

S’è fatta quell’ora

Direi che è ora di scendere in politica.

Naturalmente per fare qualcosa per questa nostra l’Italia, s’intende.

* * *

È curioso questo costrutto per cui chi entra in politica, scende; no?!

iL diavolo è ne iDettagli

È uscito iOS 4.2.x.
Sì, punto ics finale, perché per qualche motivo sull’iPhone è già 4.2.1.
Comunque per chi come me ha un iPhone 3G non cambia molto.
Non avevo capito prima e continuo a non capire quali motivi tecnici rendano impossibile il multitasking ma possibile iAd su questo telefono, che Apple dice che che nemmeno AirPrint ed AirPlay si posso usare.

Capisco invece perché, sebbene installabile da tutti, Trova il mio iPhone debba essere scaricato da iTunes e non sia già installato su iOS: perché lo usano come un contatore di aggiornamento e come un sensore di interesse verso MobileMe, che forse molti scopriranno in questa occasione.
Se l’avessero infilato dentro iOS, avrebbero perso un dato statistico ed un veicolo pubblicitario.
E poi gli fa contatore pure delle App scaricate da iTunes…

Comunque, a proposito di AirPlay.

Quest’immagine che dovrebbe far venire voglia è del tutto sbagliata:

1) siamo al 26° minuto di film ed ancora ci sono i titoli di testa?
2) i titoli sono in una diversa posizione sullo schermo a secondo non solo del dispositivo (iPad a sinistra in basso, iPhone a destra), ma anche in base al dispositivo sul quale lo mandiamo (sulla televisione è come sull’iPhone, ma potrebbe venire dall’iPad) con AirPlay, appunto.
3) le ondine concentriche di Apple TV sono tagliate.

Qualcuno dirà: dettagli.
Certo, per quello non te l’aspetti da chi vive di marketing.

Victoria dell’asta pubblica siempre

Se riuscite a tirare fuori della semantica da questa frase limpida e cristallina nel perfetto stile di uno che spariglia anzitutto la grammatica, eccovene un assaggio:

Regione Puglia e Microsoft Italia hanno siglato oggi un Protocollo d’intesa che dà inizio ad un rapporto di collaborazione al fine di consolidare l’innovazione e l’eccellenza nell’ideazione, sviluppo e utilizzo delle tecnologie e delle soluzioni informatiche valorizzando il ruolo della Regione nelle relazioni dirette con i più grandi gruppi internazionali del settore.

La collaborazione partirà da un’analisi congiunta delle discontinuità tecnologiche in atto e dello stato dell’arte in materia di ricerca e sviluppo informatico in Puglia, per continuare con iniziative in grado di favorire lo scambio di esperienze e di ‘best practice’ tra le imprese del territorio e gli enti locali. Uno dei punti più importanti del progetto è lo sviluppo di una sinergia per la costituzione di un Centro di Competenza che stimoli la ricerca applicata nell’area delle tecnologie della conoscenza, lo sviluppo delle eccellenze all’interno della Regione e l’adozione di soluzioni moderne per le imprese e le pubbliche amministrazioni.

Evidentemente a parte sparigliare la carte nel centro sinistra e partecipare alle primarie di un partito non suo il compagno Vendola agisce nel segno della continuità in tutto il resto.

Se questo è un punto del programma per le politiche prossime venture, la Große Koalition non mi pare così improbabile.

Vedi quanto ci vuole poco a capire la consistenza dei nostri rivoluzionari?!

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