Sony v. Hotz

For years, EFF has been warning that the anti-circumvention provisions of the Digital Millennium Copyright Act can be used to chill speech, particularly security research, because legitimate researchers will be afraid to publish their results lest they be accused of circumventing a technological protection measure. We’ve also been concerned that the Computer Fraud and Abuse Act could be abused to try to make alleged contract violations into crimes.

We’ve never been sorrier to be right.

Da https://www.eff.org/deeplinks/2011/01/sony-v-hotz-sony-sends-dangerous-message

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Io darei quindi anche un occhio agli sviluppi di ACTA.

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Immagina da https://www.eff.org/press/logos

3 pensieri riguardo “Sony v. Hotz”

  1. Sono d’accordo che se io compro un computer è mio e posso farci ciò che “voglio”.. ma se – non in caratteri minuscoli e con evidenza nulla – il venditore mette delle clausole d’uso che mi proibiscono di fare ciò che “voglio”, è sgradevole, spiacevole, forse anche disdicevole… ma non trovo ci sia da scandalizzarsi. Basta avvisare – chiaramente – prima..

    1. Il problema non sono le clausole. Che qui non c’entrano proprio.
      Il problema è la sicurezza.
      Se è vietato studiare un oggetto in termini di sicurezza e per di più se è vietato pubblicare i risultato dello studio, allora saremo tutti più insicuri.

      Cosa che non sorprende essendoci statunitensi di mezzo.
      Sorprende (un po’) che l’Europa (e qui parlo dell’ACTA) recepisca senza battere ciglio, visto che in molti hanno fatto presente alle istituzioni europee i rischi.

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