Semplicemente fisica

Giovanni TONZIG
Semplicemente Fisica
Maggioli Editore
ISBN 978-88-387-6001-2
€ 13,00

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Si dice che quando Alessandro Magno chiese a Menecmo di indicargli la strada per impararla, questi rispose: “Non esiste una via regia per la geometria”; quella geometria di allora oggi la chiamiamo matematica.
Non esiste una via regia per la matematica, e nemmeno per la fisica.
Ma esiste un via accessibile ad entrambe.

Nell’attesa che qualcuno voglia costruire quella per la matematica, ecco un libro che tutti vorremmo aver letto prima di iniziare a temere che la fisica non fosse per noi.

Qui la fisica c’è semplicemente tutta,
Qualcosa manca nell’introduzione, semmai.

Manca il riaffermare quello che Tonzig, Stallings1 e pochi, pochissimi altri hanno: voglia di farsi aiutare ad insegnare.
Perché insegnare è faticoso, ma farlo con supponenza è talmente faticoso, che tutto il resto finisce in secondo piano, anche l’insegnare in sé, per non dire delle necessità dei discenti.

Adattare la materia a chi la impara è insegnare.
Il resto è supponenza, arroganza.

Chi sono i supponenti, gli arroganti?

Quelli che insegnano per marcare una differenza, per dimostrare il delta incolmabile tra sé ed il mondo, invece che per colmare quell’epsilon che ti manca per capire.
Quelli che partono dal presupposto che la loro materia non la capirai mai, perché è la loro materia, non la tua.

Insomma gente che ha faticato, forse ingiustamente, per imparare; e che adesso si vendica.

In altri termini gente che non impara, insegnando.
Quindi una vita di comunicazione a senso unico nel vuoto, dove il suono non si propaga, un continuo monologo che, come tutti i monologhi, ne fa gente afflitta da una noia terribile.

Oppure quelli che per insegnare diventano meno rigorosi invece che più chiari, e quindi alla fine producono ignoranza.
Oppure quelli che non sanno la materia, ma pensano che insegnare prescinda da quel che si sa e sia comunque meglio che lavorare.

Tutte cose che non si applicano all’autore, per nostra fortuna.

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Note

Nota (1)

Stallings è l’autore del più famoso libro di Sistemi Operativi (assieme a Tanenbaum2 ed a Silberschatz3): non mi ha mai né visto né sentito, ma quando gli ho scritto la prima volta che avevo trovato un errore nel suo testo, invece che incazzarsi come farebbero la maggioranza dei suoi colleghi, mi ha ringraziato ed ha aggiunto quanto gli avevo segnalato all’Errata Corrige sul suo sito.
Non s’incazzò e non si risentì nemmeno quando gli contestai un errore concettuale dietro una contraddizione a distanza di tre pagine tra due affermazioni:

Mr. STALLINGS,

in your Operating Systems, Fifth Edition, International Edition book, ISBN 0-13-127837-1, EAN 9 780131 278370 (90000), at page 442 at third point describing Multiprocessor Systems (paragraph 10.1), is stated:

– Thigtly coupled multiprocessing: Consists of a set of processors that share (…)
It’s this an example of “multiprocessing” and in that case the phrase is correct, or could be better used
“Thigtly coupled multiprocessor”
expression, meaning that the “coupling” refers to processors, not to their usage?

In fact at page 445, there’s a discussion on

The use of Multiprogramming on Individual Processors

and so it seems that is not obvious at all using the multiprogramming technique policy applied to a processor in a multiprocessor environment.

Am I wrong?

Risposta:

no, you are right!

Anche qui, nessun attacco e nessuna supponenza: “no, ha ragione!”.
Aggiunse che la correzione sarebbe stata riportata nella sesta edizione.

E si noti che io ero uno studente, italiano, di una università italiana che non aveva nemmeno il suo libro come testo consigliato.

Nota (2) http://it.wikipedia.org/wiki/Andrew_Stuart_Tanenbaum

Nota (3) http://en.wikipedia.org/wiki/Abraham_Silberschatz

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