Torio, TV, Trizio ed altre cose divertenti…

In questi giorni si fa un gran parlare di energia atomica.
Come sempre accade, ne parlano in gran parte persone e personaggi che non ne sanno un cazzo.
E continueranno a farlo finché non ricomincerà la stagione dei pitbull.

Ne parleranno i pro, ma anche i contro.

L’energia atomica è pericolosa.
No, se si pensa che a Černobyl’, a seguito dell’evento del 26 aprile 1986, sono morte nel frattempo solo 4400 persone1.

Nel frattempo sulle nostre strade ne sono morte centinaia di migliaia e nessuno ha mai proposto un quesito referendario contro le autovetture.

Certo, che un incidente stradale faccia 4400 vittime non è comune, ma tant’è.

Ora, il problema è che le centrali elettriche sono pericolose.
Quelle a carbone ad esempio sono responsabili del 23% delle emissioni di particolato e nanoparticolato del pianeta. Fanno certamente più morti delle pippe.

Quelle a gas, a biomassa, ed altre cose, sono cagione del buco nell’ozono, che però non è persino dimostrato esistere, secondo alcuni2.

Sono intrinsecamente insicure o dannose, dunque?!

* * *

Pare che il presidente della società che gestisce (gestisce, poi…) la centrale di Fukushima3, abbia ammesso di non aver tentato prontamente il raffreddamento dei reattori con acqua di mare perché questa avrebbe definitivamente compromesso la funzionalità dell’impianto, e l’abbia fatto poi su ordine del premier (il loro, quello nipponico), con ormai incolmabile ritardo.

Lo ha detto alla giapponese, ovvero con viso contrito solcato di lagrime, in TV.
E come sempre in questi casi, si scopre che intanto il giapponese fa come cazzo gli pare e poi si pente, esattamente come tutti gli esseri umani sul pianeta.

Pare anche che da anni si sapesse che quelle centrali non erano gestite nemmeno secondo gli standard di sicurezza dell’epoca in cui furono concepite. Tanto dopo si sa sempre che si sapeva qualcosa da anni.

* * *

Ora, le pippe, una cosa sulla quale ho certamente competenza e dimestichezza maggiore rispetto alla fisica nucleare, hanno il vantaggio di avere un bilancio energetico notevole con tecnologia relativamente semplice; non solo, ma sono delle forme produttive che anche non presidiate non sono in grado di nuocere al alcuno. Eseguite in pubblico o nel chiuso di un cubicolo, preparate per ore con un’apposita navigazione in rete o improvvisate, con la consueta convenzione della mano destra per l’orientamento del vettore in argomento o con l’altra mano (detta anche “del sogno”), non cambia nulla.

Ragionieri di Usmate (MB) o camalli genovesi ci riescono con o senza perizia con o senza ordine, compostezza, dignità, tanto quanto contriti professori di estimo o parlamentari d’ogni schiatta.

Possono farne tutti, i risultati sono gli stessi.

La produzione di energia no.
Essa suppone una gestione accorta, slegata da interessi preponderanti (come quelli economici, per dire), retta e incorrotta.
Qualunque sia il combustibile, fissile o volatile, ligneo o metallico, merda o ambrosia.
Le sue emissioni, i suoi scarti, devono essere parimenti gestiti, in tutta la loro vita futura post produttiva, siano essi barre, fumi o cubetti.

Quindi o la gestione la diamo in mano ai vulcaniani, oppure speriamo che nessuno faccia l’onda.
La domanda è allora: ci tuffiamo anche noi?

Beh, in questo non siamo diversi dagli altri che pure ci circondano, faremmo le stesse zozzerie.
Varrebbe certamente la Legge delle tre N in caso di incidente: negare, negare, negare.
Vale certamente la Legge del quadrato della distanza e si noti che in base alla sua inversa si misura la pericolosità.

Di tutto, pippe comprese.

* * *

  1. Wikipedia.it – Disastro di Černobyl’
  2. Wikipedia.it – Buco nell’ozono
  3. Wikipedia.it – Fukushima

Immagine (per quanti ne colgono il doppio senso) da Repubblica.it
Immagine da http://www.internazionale.it/wp-content/uploads/2011/03/giappone14.jpg

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