Sì Logo

Oggi per puro caso e per motivi chiaramente diversi mi sono imbattuto in due aziende che mettono a disposizione il proprio logo sul sito:

e non una cosetta in GIF 2×2, i vettoriali con tanto di indicazione dei Pantone™.

Ora, non so perché lo fanno, ma quelle che non lo fanno, sono avvertite1.

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  1. Brands of The World (US)

Responsabili on AppleStore

Mi piace lì

Nelle piccole cose, come nella ricerca Spotlight che se riconosce un’operazione la passa direttamente alla Calcolatrice.app e ti dà il risultato.

iPhone 5 Rumors

Da quanto si può apprendere in rete il prossimo iPhone 5 dovrebbe arrivare a giorni, al massimo mesi se non anni. Dovrebbe essere più grande, più piccolo ed uguale all’iPhone 4. Idem per il 3G e il 3G S.
Dovrebbe comunque avere uno schermo Retina™, come l’attuale, ma più grande quindi meno risoluto; sulla risoluzione Apple si è comunque rimessa all’ONU.
Una delle curiosità maggiori è chi fornirà questi schermi.
I più papabili sono Toshiba, LG, Samsung, Motorola, Nokia, Sony, Ericsson, NEC o Frontoni, che potrebbe creare uno spin-off del panificio per questa commessa; l’altra resterebbe dov’è.

I colori, neanche a dirlo, saranno il bianco come il vecchio iPhone 4 dell’anno scorso che esce domani, il nero e solo il nero, quest’ultimo forse affiancato dal bianco. Le due versioni potrebbero chiamarsi iPhone #000 e #FFF.
Sicure ormai le Smart Cover per iPhone, nei classici colori Flower Power e Blue Dalmatian, ad attacco magnetico o colloidale grazie al tubetto di Attack® in dotazione insieme alla lametta Wilkinsons™ iRelease per spiccicarsi poi le dita.
Infine il processore: sarà l’ormai famoso A5 dual core dell’iPad 2 ma a singolo core e si chiamerà A4 come quello dell’iPhone 4 o dell’iPad 1 e sarà grande 21 x 29,7 cm.

Alcuni dettagli trapelano anche sull’iPhone 6 senza antenna che si chiamerà iPod G7: lo faranno a L’Aquila, per non rischiare di avere solo fornitori giapponesi.
Tra tante novità una conferma: tutte queste minchiate servono ad attrarre clic sui banner pubblicitari nei siti di Rumors.

Comunque Rumore tanto ma segnale scarso, e non è per l’Antenna Gate che lo dico.

(r)esistiamo

Da http://iconoplastica.tumblr.com/post/4918583800/facciamoci-gli-auguri-che-ce-ne-bisogno.

Ricordiamolo così

Faccio un eccezione pasquale alla moratoria sulle minchiate rotanti de La Repubblica.it per un caso umano1.

Non c’era proprio una foto in cui non se la fosse fatta sotto, eh?!

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  1. La Repubblica.it – Addio a Vezio, nel suo bar la storia del Pci (22.04.2011)

Prealpinella – Atto I

Ecco un esempio di come col federalismo aumenteranno le tasse per i cittadini; lo dico a beneficio di quelli che mandano qui a Roma (ladrona) al Parlamento i pastori delle prealpi col pallino per la politica:

L’imposta più iniqua che c’è non lascia, anzi raddoppia. Con il decreto sul federalismo regionale, un’altra tegola sta per piombare sulla testa degli automobilisti italiani: l’imposta provinciale di trascrizione, il balzello che si è costretti a pagare alla propria provincia ogni volta che si acquista un’auto nuova, invece di essere abolita sarà equiparata a quella che si paga quando si acquista una macchina usata. E quindi non sarà più di importo fisso, compreso, a seconda delle province, tra 151 e 196 euro (ogni amministrazione può aumentarla fino al 30% in più rispetto all’importo base fissato dalla legge in 151 euro), ma in base al seguente “meccanismo”: fino a 53 kW di potenza nulla cambierà e l’imposta resterà compresa, a seconda delle province, tra 151 e 196 euro; da 54 kW in su l’imposta sarà proporzionale alla potenza e sarà compresa, sempre a seconda delle province, tra 3,5119 € e 4,5655 €/kW.1

Ecco, la destra da quando è al governo non ha fatto altro che diminuire i servizi ed aumentare le tasse.
Con una sola eccezione: quando non ne ha introdotte di nuove2.

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  1. Aumento dell’Ipt: UN’ALTRA MAZZATA AGLI AUTOMOBILISTI da Quattoruote.it
  2. eDue – Linux Magalli Edition

Una vita punteggiata senza segni

Ilvo DIAMANTI ha avuto un infarto1. Come lo so? L’ha scritto lui sul giornale.

È un racconto di una persona che ha vissuto un rischio e l’ha superato, e come tale non va commentata; ma può essere commentata come articolo giornalistico, visto che è stato pubblicato su un giornale.

Due cose: la prima è che pensare che un infarto sia un segno, che sia un segno non casuale e che il fatto che si abbia il culo (prima che il cuore) per superarlo sia un segno e non un caso, non è del buon giornalista. Sarà probabilmente sconvolto, lo dice anche, ma ripeto l’ha scritto su un giornale non sul suo diario.
La seconda è che, pare, una delle conseguenze dell’infarto sia l’affaticamento a fronte di uno sforzo minimo. Ad esempio quello di arrivare. A fine. Frase. Oppure. L’articolo. È punteggiato. A cazzo.

Auguri di pronta guarigione, che pare già in atto, e di superare mentalmente questo accadimento, che non è un segno, è un po’ una sfiga, finita con la fortuna di poterla raccontare.

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  1. DIAMANTI, Ilvo – Quando il cuore si ferma da La Repubblica.it

(Cala)trava nell’occhio

Se nel 2013 Roma non sarà vincitrice della candidatura alle Olimpiadi del 2020, la tomba dell’imperatore Veltroni resterà incompiuta. Doveva essere pronta per il 2009, ma sai, nel dubbio che non servisse ad un cazzo hanno rallentato i lavori.

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Da La Repubblica.it – http://www.repubblica.it/sport/2011/04/19/foto/caltrava-15126538/1/?ref=HRESS-16 del 19.04.2011

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Programma al suo interno:

Il dubbio che siano scrittine buttate lì senza motivo aumenta.

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