Femminismo lessicale

Veniamo da millenni di storia in cui il maschio è il centro del mondo. Il fatto che culture diverse dalla nostra in continenti diversi dal nostro dai tempi della Pangea, e con pochissime eccezioni matriarcali, sia centrata sul maschio per meri motivi meccanici (forza, peso, altezza, ecc.) ci ha forse convinto che la natura vuole che il maschio sia il fulcro di una concezione geocentrica.

Nel frattempo l’entropia riconduce il tutto alla parità tra i sessi prima e poi forse al prevalere di nuovo di uno dei due ma stavolta basandosi sull’intelligenza e non più sulla lunghezza dei peli in faccia.
Non ho parlato di inversione di ruoli perché finché c’è gente che fa da madrina ad una rievocazione storica di macchinette per fracichi benestanti aivoglia a lanciare strali contro l’uso dell’immagine della donna come se lo si facesse a sua insaputa 1.
Riflettevo, comunque, sul fatto che anche il femminismo è stato a carico dei maschi, tra gli oneri dell’essere dominanti tra gli alberi o nella fitta vegetazione.

La riflessione deriva da questo:

Cazzo e fica sono due termini che usiamo per denotare l’apparato genitale maschile e femminile rispettivamente.
Bello e brutto, più e meno, OK e KO, up e down, sì e no, eccetera sono i dualismi con cui indichiamo cose che ci piacciono e cose che non.
Il cazzo lungo, duro, rigido, tosto, turgido, eccetera sono dunque positività, piacevolezze, che si contrappongono alla natura fondamentalmente amorfa della vagina, che deriva come termine dalla guaina della spada dalla quale riceve consistenza e forma.

Beh, riflettete su una cosa.

Che fico, che fica, che ficata, fichissimo, eccetera sono termini positivi.
Cazzata, cazzone, cazzaro, testa di cazzo sono altrettanto positivi?
Se dite pezzo di fica di una persona, tutto sommato fuor di galateo le state facendo un complimento; che sia gradito o meno.
Ma se date del pezzo di cazzo ad uno, se dite che non sa di un cazzo ad un altro e se qualcuno vi pare Stocazzo vi sentite sinceramente complimentosi?

Ecco, riflettevo, alla fine lo sappiamo già che dietro certi celodurismi si nasconde solo insicurezza; lo mostriamo quotidianamente parlando.
E comunque quando ci riferiamo a qualcosa di tipicamente maschile non lo facciamo mai in termini positivi.
Una sorta di femminismo lessicale.

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  1. Immagine da La Repubblica.it

2 pensieri riguardo “Femminismo lessicale”

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