Se c’è la mela, è Jobs

Come d’abitudine, trascrivo (e rivedo) un mio commento ad un post di Stefano QUINTARELLI1.

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Io non so se tu hai delle entrature dirette in Apple in modo da poter senza tema di smentita dire che si chiede tutto a Jobs, decide tutto Jobs, sa tutto Jobs.
Svariate migliaia di lavoratori che pendono dalle labbra di Jobs, non mi pare realistico.

E poi dipende da quello che s’intende per prodotto.

iPod HiFi? Una buca. iWork.com? Una buca. Ping? Una buca. Aperture? Una buca. iWeb? Mobile.me dopo Mac.com? Una buca con stupidissimo parallelo: “M$ has .net, we are introducing today .mac” che non c’entra davvero un iCazzo, come dire che Sun ha Java noi presentiamo iPhoto.
iTunes? Ecco, se Jobs avesse voce in capitolo e una maniacale fissa per estetica, dettagli e progettazioni UCD, ecco iTunes è un tumore cui vengono aggiunte metastasi, un casino incomprensibile, dove a volte devi fare drag’n’drop, altre volte scegliere l’app e poi aggiungere documenti poi sincronizzarli.
La sincronizzazione dei documenti tra iPad e Mac? Impossibile, fai prima a mandarteli (avendoli entrambi sulla scrivania, intendo) per posta via WiFi. L’ha deciso Steve? Ne ha infilate di cazzate ‘sto genio.
È Steve che ha deciso di togliere la possibilità di bloccare la rotazione dello schermo da switch esterno su iPad e poi rimetterla?
Non solo: è Jobs che ha sbagliato la progettazione dell’antenna di iPhone 4? È Jobs che ha scelto il fornitore sbagliato per i pulsanti di accensione degli eMac CRT?
O vogliamo parlare di Xcode? L’ha deciso Steve? Il passaggio tra Single Window e Multiple Window Layout come default, l’ha deciso Jobs?
Decide lui le API delle nuove versioni dei S.O.?!
Sono prodotti, e credo che di molti di questi non conosca nemmeno l’esistenza.
Xserve? un successone.
Dell’iMac G4 a lampada il cui braccio metallico non regge lo schermo dopo un po’, che ne sa?
Forse ne sa qualcosa del PowerMac G4 Cube, che si spegneva se allungavi un dito quando inserivi un disco nel lettore perché aveva il tasto d’accensione dipinto ed a sfioramento?
Dei PowerBook G3 Lombard e Pismo, le cui tastiere si cancellavano dopo qualche mese, e i cui fermi in plastica bronze (centrale con vite in plastica in primis) si rompevano come niente, ne sapeva qualcosa? Peggio: le aveva decise lui?
Del fatto che ogni giro di angolo le Apple Keyboard abbiano un layout diverso dei tasti funzione, colpa sua?
Della vite a brugola troppo lunga dei Plus che finiva sullo chassis interno in lamiera e trasmetteva scossa o fotteva le piastre per elettricità elettrostatica, è responsabile lui?

Non credo.

Credo che partecipi alla catena decisionale e faccia pippa quando i conti non tornano.
Penso che abbia avuto ragione in un numero alto ma normale di casi relativamente al focus aziendale, abbia voluto e spinto alcune tecnologie (ad esempio quelle tattili), ed abbia una visione dell’acquirente americano casalingo che altri non hanno avuto nemmeno per scherzo.

Ma non scordiamo che Andy HERTZFELD2 ha raccontato che Jobs volesse uccidere il progetto Macintosh in favore di Lisa III (del quale furono *interrati* 32.000 esemplari invenduti3 – A Greener Apple) che vision! Quello che ha voluto eMate con sistema Newton, tutto da solo?

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A me pare che a volergli per forza ricondurre tutto si rischia di farne un imbecille almeno quanto un superfantagenio©
Se invece gli si riconosce un ruolo di rilievo nella corta catena di comando (che considero un pregio), si deve almeno riconoscergli di essere parte del valore di un’azienda che stava per fallire ed ha bruciato in valore tutte le altre aziende del pianeta.
Chapeau, per la sua parte intendo.

Vorrei solo far notare che i materiali di marketing che Apple distribuisce alla fine degli eventi sono sempre del tutto identici per toni, frasi e contenuti ai keynote.
O li trascrivono su una versione stenografica di InDesign in diretta, oppure li studiano e lui li impara.
O fa pure marketing e comunicazione?

E soprattutto: tutti tutti gli altri che lavorano la dentro, tutte zappe?

Non un dio, non un superman, non una merda, non un pazzo scemo.
Uno bravo a fare il suo mestiere di frontman e come tale un parafulmine.

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È già partita l’agiografia di Cook: ne ho già letto come di un pacato stakanovista4 che ti fa sentire importante e come di un pazzo con gli occhi iniettati di sangue che passa le sue giornate a demolire le persone con domande a trabocchetto, a lotti di dieci al giorno poi nove *dopo un anno*, ma solo se le azzecchi; sennò in serie di Tartaglia finché non muori5.
Ovvero uno che non avrebbe un cazzo da fare, pagato per rompere i coglioni.

Bah.

Forse l’unica cosa vera che sapremo di Jobs è che ha avuto un tumore, sempre che dopo anni dalla sua morte, che avverrà prima o poi, non si dica che in realtà ha solo finto per raggiungere Elvis, Jackson, Morrison e la Winehouse e che se la spassano assieme con un’età media di centotrent’anni.

C’è solo una cosa che mi sento di dire su tutto questo: che sono l’unico a non sapere dichiaratamente un cazzo sulla storia segreta di Apple, sulla vera storia di Steve P. JOBS, e di tutto quanto gira attorno. Unico sul pianeta e stelle limitrofe.

Fortunatamente chi dovrebbe sapere, per ragioni meramente lavorative, dice che6:

And despite Jobs’s obvious success at Apple, the company’s growth is not due to Jobs alone, says Dhuey.

“The media likes to create this impression that Steve is the only one who does anything at Apple, but the whole company isn’t run by one man.”

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  1. QUINTARELLI, Stefano – Jobs si dimette
  2. HERTZFELD, Andy – Folklore – Macintosh Stories
  3. CARLTON, Jim – Apple: The Inside Story of Intrigue, Egomania, and Business Blunders
  4. GROTHAUS, MichaelTim Cook: my first-person impression of Apple’s new CEO su TUAW
  5. TREMOLADA, Luca – Chi è Tim Cook? che cita DE PONTE, Fabio
  6. SINSKY, Regina – Why Apple employees avoid getting in the elevator with Steve Jobs: Michael Dhuey, 53, had two opportunities to experience the real Jobs through working with him

La chiamavano Continuità

Una funzione è una macchina da calcolo che dato un valore in ingresso restituisce un valore in uscita. Un macchina che dato un valore in ingresso ne restituisce ad esempio due, non è una funzione.
Uno pensa che un esempio di macchina che non sia una funzione sia una cosa davvero complessa, invece la radice quadrata di 4 restituisce sia 2 che -2 e quindi NON è una funzione.

Una funzione continua è una funzione il cui grafico può essere disegnato senza mai staccare la penna dal foglio.
Problema: abbiamo definito la funzione, poi abbiamo definito la funzione continua dando per scontato il concetto di grafico. Ma il concetto di grafico non è così scontato.
Facciamo finta di sapere cosa sia un grafico, oppure accettiamo per buona la definizione di segno su un supporto; ma giusto per fare finta, perché se il grafico di una funzione va ad infinito, siccome infinito non è un luogo, non sappiamo dove fare il segno.

Ma tanto per: OK, una funzione continua è quella il cui grafico non ha interruzioni.
Come si scrive in termini matematici il fatto che una funzione sia continua?
Beh, nello stesso modo:

f(x) è continua nel punto x0 se dato un qualunque ε > 0 possiamo determinare un δ > 0 tale che per tutti gli x per cui |xx0|< δ si ha |f(x)-f(x0)| < ε(1).

Non sembra che sia la stessa cosa eppure è proprio così.
Quello che dice l’espressione qui sopra è che se f(x) è continua nel punto x0, se la distanza tra un generico punto x e il punto x0 si mantiene sotto un certo valore δ, allora la distanza tra il grafico del punto f(x0) e quella del generico punto f(x) si mantiene sotto un certo valore ε.

In altri termini se la distanza tra x e x0 è piccola a piacere anche la distanza tra f(x) e f(x0) si mantiene piccola a piacere.
Cioè che non ci sono salti nel grafico intorno al punto f(x0) del grafico.

Ora, basta dimostrare che vale per tutti i valori in ingresso per la macchina f(x).
Questi però potrebbero essere infiniti.
Pallosissimo.

Il vantaggio di cose che vanno ad infinito in matematica, è che spesso basta trovare il comportamento comune a queste cose e invece di inseguirle le si rende prevedibili qualunque cosa facciano, ovunque siano.

Invece di cercare tutti gli x per cui f(x) è continua, notiamo che sappiamo che “dato un ε qualunque (“qualunque”?! Uhm…) possiamo trovare δ…”.
Ah. Possiamo trovare delta.

Ad esempio: consideriamo la funzione f(x) = 3x – 2. Supponiamo |xx0| < δ, allora

|f(x) – f(x0)| = |3x – 2 – 3x0 + 2| = 3|xx0|

Ora, siccome abbiamo supposto |xx0| < δ, sarà 3|xx0| < 3δ.
Siccome abbiamo detto che ε può essere un positivo qualunque, possiamo immaginare che sia più grande di 3δ, no?!
Quindi

3δ < ε ovvero δ < ε/3.

Se quindi δ dev'essere minore di ε/3, facciamo che

δ = ε/4(2).

In questo modo, dato ε, per tutti gli x tali che |xx0| < δ, preso δ = ε/4 si ha

|f(x) – f(x0)|< 3ε/4 < ε

E con questo abbiamo dimostrato che quella funzione è continua in tutti gli infiniti punti del suo grafico, perché è continua in x0; ma x0 è un suo punto qualunque.

Bello, no?
Qualche riga di calcolo e abbiamo dimostrato una proprietà che vale per un’infinità di punti.
Voi direte: ma come bello, ma che ce ne frega a noi del fatto che questa funzione è continua.
Ah, ma a noi di lei non ce ne frega nulla. A noi ci frega del nostro tempo.

È questo che molti che incontrano la matematica non capiscono: conoscerla significa non solo essere pigri, ma esserlo in maniera inattaccabile.

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Quanto sopra è una traduzione non letterale di Latest news from Plus magazine – http://plus.maths.org/ del 23 agosto 2011.

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  1. Non solo, ma nell’espressione in termini matematici qui sopra, non è nemmeno necessario definire né conoscere il concetto di grafico, basta quello di funzione. Il che dimostra pure che il linguaggio della matematica è molto ma molto potente, per non dire paraculo.
  2. Notiamo che ε > 0, δ > 0 per ipotesi