Il cavo orale

Si fa un gran discutere di Agenda Digitale per l’Italia; personaggi imbarazzanti raccolgono firme a sostegno, le si sbandiera come conquiste o come patrocini, poi si tirano le righe, si fanno i conti e si scopre che in questo paese Internet era una rarità ed oggi è un miraggio.

Di Internet si parla1, 2 tanto.
Cosa pensate che sia Internet?
Facebook? Twitter? Fica? Home banking? e-Commerce? e-Goverment, e-Procurement?

Dopo, sì.
Ma prima sono fili, fibre, cavidotti; sono contattiere, scavi, pali, Panda, gente.
Sono tanti tanti soldi.

Beh, giusto per dire che oggi al 187 mi hanno detto che sul mio concentratore la linea, che pago come 7 Mb ma va a 640 Kbps nei tratti di cavo in discesa e chiamano anti digital divide, è al collasso. E badate che non è un problema di hardware, è un problema di portata3.
A monte non ce n’è più.

O, se preferite, come dire che non avrò più l’ADSL e che come me non l’avranno più tutti quelli attestati su quel concentratore.
Che se volevo potevo aprire una richiesta d’intervento, accodata alle altre centinaia in zona, sapendo che le altre al momento risultavano tutte inevase.

Ecco, dedicato a tutti quelli che oggi in Italia parlano ancora di Internet.

* * *

  1. MANTELLINI, Massimo – Bene Comune
  2. QUINTARELLI, Stefano – Internet è un bene comune, una dimensione dell’esistenza, un backbone produttivo, l’interfaccia utente del mondo fisico
  3. Wikipedia.it – DSLAM

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