Diffamazione percepita

Se una persona viene accusata di voler entrare in politica, come se fosse una colpa1,2, c’è qualcosa che né Grillo, che pure la sfrutta, né altri sembrano comprendere.
Il fatto che fare politica sia una cosa sporca, una colpa, l’aspirazione massima del malavitoso, il vertice della parabola del malaffare, non fotografa una realtà perché sono tante le persone che fanno bene politica, amministrano bene la cosa pubblica e lo fanno a costo di sacrifici personali e familiari perché vogliono farlo e farlo bene.

Costoro finiranno male (e spesso lo fanno già) travolti dal qualunquismo che pare inevitabilmente travolgerà l’attuale classe politica.

Ora, per un briciolo di esperienza personale familiare, so che in genere chi butta merda addosso agli altri lo fa per sostituirvisi; chi volesse contrastare un fenomeno che ritiene negativo deve impegnarsi molto, fare percorsi tutt’altro che lineari e piani e dare molto nella speranza di ricevere solo il giusto.

Invece dipingere tutt’intorno semplicemente invertendo il flusso della pompa dell’autospurgo non serve a risolvere le cose; ma giova molto a quelli che sono in attesa che qualcosa accada.
Non è dietrologia ne complottismo, badate; è semplice logica.
Se invece che cercare di identificare il male e tentare di curarlo si abbatte il paziente, l’unico che può prendere in carico la situazione, da lì in poi, è il becchino.

Fuor di metafora?
Alla fine di questa lunga stagione di disonestà, saranno le persone oneste a farne le spese; e sapete come lo so?
Semplice, sono molte di più.

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  1. L’Espresso.it – Saviano: ‘Io, la politica, i partiti’
  2. L’Espresso.it – Saviano: ‘Perché non mi candido’
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