Tirannosaurus Red

Ci sono cose che abbiamo talmente tanto spesso sotto gli occhi da non vederle più, e sopratutto da non capirle più.

Nel mondo se c’è un autovelox, c’è scritto (se c’è scritto) “Controllo velocità”. In Francia, per dire, c’è scritto solo “Radar”.
Da noi, dove i divieti sono “assoluti”, come se ce ne fossero altri, il controllo della velocità non basta.
No, dev’essere “elettronico”, per dire che è infallibile, che è sicuro, che è efficace.
E poi c’è il “controllo elettronico del rispetto della segnalazione semaforica”, ed il “varco elettronico d’accesso”.

Anche le calcolatrici da fustino erano elettroniche; dev’essere da allora che abbiamo sviluppato questo senso di stupore verso le cose.

Abbasso i vetri!

Magari per qualcuno sarà la scoperta dell’acqua calda, ma io l’ho scoperto solo recentemente1.

Sulle Giulietta (e quindi immagino sulle Bravo e sulle Delta), tenendo premuto il tasto di apertura (di chiusura) delle porte sul testa chiave (telecomando di serie):

– se i vetri sono giù, si alzano
– se i vetri sono su, si abbassano

Cosa utile in molte circostanze, ad esempio quando la chiudete ed avete il dubbio che qualche vetro sia ancora parzialmente giù, oppure se l’avete lasciata al sole e volete evitare un’emorroide infiammata :)

La cosa divertente è che ho scoperto che la stessa cosa, ma solo a metà, la fa anche l’Alfa 147 dalla II serie (restyling) in poi.
Li abbassa MA NON li alza.

Su nessuno dei due libretti d’uso e manutenzione ce n’è traccia.

Aggiornamento

Confermato sulla Fiat Bravo.

* * *

  1. eDue – Moderno ma non troppo

Bendito Machine IV – Fuel the Machines

Poesia.

Get Asshole Faster

Vorrei consigliarvi il libro di J. Keith Murnighan’s “Do Nothing” for Strange and Fact-Based Advice, anche perché lo consiglia Bob SUTTON.

Tuttavia, se prima il Metodo Antistronzi non viene applicato all’editoria, niente link, OK?!
Cartaceo 17,07, Kindle 19 e rotti.
Mavaffanculo, va.

Cantor and Cohen: Infinite investigators

Suppose you have two collections of objects. Call them collection A and collection B. How could you tell which is bigger, or if the two are the same size? Of course, you could just count all the objects in collection A, then count all the objects in collection B, and compare the two numbers. But it might be easier (and eliminate the risk of losing count), to try to match the two sets up: pair every object from A with one from B, until one or the other runs out. Sets which can be matched up are the same size, and sets which can’t are different. This idea could hardly be simpler, but in Cantor’s hands it yielded an extraordinary discovery: he proved that some infinite sets can never be matched with others. So immediately we have to conclude that there are different levels of infinity, with some bigger than others.

Da: Cantor and Cohen: Infinite investigators part I | plus.maths.org.

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