Porte spalancate a ripetitori e antenne i condomini non potranno opporsi – Repubblica.it

ROMA – Nessuna lite possibile se arriva una compagnia telefonica e piazza un’antenna o un ripetitore non graditi sul proprio palazzo. Almeno non più. Nel decreto Sviluppo 2 – per ora solo una bozza – all’articolo 29, nella sezione dedicata al digital divide da azzerare per rendere gli italiani ancora più “connessi”, spunta una norma che non farà molto piacere ai cittadini. “Il proprietario o il condominio – si legge nel testo che modifica il Codice delle comunicazioni elettroniche – non possono opporsi all’accesso dell’operatore di comunicazione al fine di installare, collegare o manutenere gli elementi di rete quali cavi, fili, riparti, linee o apparati”.
Antenne nuove incluse. Addio dunque alle interminabili e fumose assemblee di condominio, ma anche alle carte bollate. D’ora in poi, sempre che la norma resista, l’appartamento o le parti comuni dell’edificio saranno territorio libero per i giganti delle tlc. In cambio, un’indennità al proprietario stabilita dal ministero dello Sviluppo economico, “in base all’effettiva diminuzione del valore del fondo”.

La dove Berlusconi non era riuscito con Gasparri, là dove la modifica delle norme sulle modalità di rilevazione delle emissioni in radio frequenza (ovvero rendere inutili le ARPA, in pratica) non aveva potuto, laddove il Comune di Roma pareva essere arrivato eliminando con delibera comunale l’unanimità nelle assemblee condominiali relative alle parti comuni, beh adesso potrebbe arrivare il governo Monti.
E badate che è ovvio che la banda mobile non porta nessuno sviluppo reale al paese, vista la sua limitatezza intrinseca, ma ricordo che a giugno si vota e non tutti i tecnici vorranno tornare ad essere riposti negli scaffali delle università. E ovviamente di connettività vera, quella in fibra, nemmeno l’ombra…

Da Porte spalancate a ripetitori e antenne i condomini non potranno opporsi – Economia e Finanza con Bloomberg – Repubblica.it.

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