Lungotevere Diaz

Ha torto il ministro che afferma

Su questo punto – avverte la Cancellieri – non ci sono né se, né ma. Il monopolio della forza è democratico se la forza è esercitata nel rispetto della legalità. Altrimenti diventa un’altra cosa”.

Sono anni che questo paese non riesce a diventare un’altra cosa.
Inaugura, drappeggia, commemora, ricorda, depone, ed osserva minuti ma finisce col riproporre dinamiche che sembra prescindano dal governo in carica e dalla maggioranza che lo sostiene.
Sembra come se a prescindere dalle regole che ci siamo dati a fatica dal secondo dopoguerra ad oggi, esista e persista uno stato parallelo, fatto di figure varie che a tutti i livelli perseverano in uno stesso copione di stampo fascista.

E lo fanno in due modi: alcuni ordinando ai loro sottoposti per i quali l’obbedienza è un obbligo, ricordo, atteggiamenti ed azioni di quel tipo. Oppure avallandoli anche se opera di pochi (e poi ‘sti pochi, ma quanti cazzo so’? sembra che questo paese sia composti da una stragrande maggioranza di pochi), e proteggendoli da eventuali azioni punitive, a scapito e gettando merda su quanti fanno onestamente e correttamente il proprio lavoro.

È dai tempi della scuola Diaz di Genova che stiamo aspettando di capire cosa succeda in questo paese.
Anzi stiamo aspettando che qualcuno ammetta chiaramente quel che appare evidente ai più, ovvero che c’è uno strato di Stato che fa quel che vuole, scollato da tutto il resto.
Questo è preoccupante davvero.

Perché se davvero un ministro ordina il massacro di gente che non ha colpe né responsabilità se non il manifestare le proprie idee, OK funziona: un ministro ordina e l’apparato che dipende da quel ministro esegue. Può essere brutto, ma funziona ed è chiaro.
Ma se un ministro deve lui per primo meravigliarsi di quello che accade (ed io credo che sia così), allora la cosa è davvero preoccupante, perché qui c’è qualcosa che non funziona più: ci sono pezzi di Stato che fanno quello che vogliono, quando vogliono, perché così gli tira il culo.

E poi basta rompere i coglioni con le frange violente che si infiltrano.
Lo so pure io che le frange violente si infiltrano.
E io non posso farci nulla, perché loro sono violenti ed armati, io nessuna delle due cose.
Visto che dall’altra parte dovrebbero esserci persone armate e preparate, mi aspetterei che fossero queste a mettermi in condizioni di sicurezza.

Senti che ti dico: va bene manganellare a sorpresa da dietro come le manate sui coglioni alle medie (poi un giorno ne parliamo), va bene prendere a calci in faccia uno a terra (a terra però, sei mica Van Damme), va bene strappare piercing con le pinze, va bene dire troia ad una cui hai appena rotto i denti e qualche osso perché ti piace il rumore che fa, va bene tutto, ma come cazzo è che non succede mai, nemmeno per sbaglio, nei confronti dei violenti-che-s’infiltrano?

Chessò un caso isolato di un tutore delle FF.OO. che sbrocca e riduce in fin di vita un violento-che-s’era-infiltrato; niente, mai successo.

E non si venga a dire che questi pochi episodi rischiano di far passare in secondo piano il vero motivo delle manifestazioni, perché il motivo delle manifestazioni è forte e chiaro; questi pochi episodi portano in primo piano il modo in cui si pensa di fare fronte a queste proteste.

Ovvero non eliminandone le cause, che sarebbe compito della politica, ma eliminandone gli effetti; è che non capiamo chi si sia assunto l’onere di farlo, ma capiamo benissimo perché.

A proposito: Alemanno pare si sia lamentato ancora per il fatto che le manifestazioni avvengono sempre a Roma: fate un piacere, andate a protestare sotto il Ministero dello sviluppo economico a Favignana.

Infine invito a riflettere coloro che ad ogni occasione del genere vengono elogiati a prescindere dai soliti parlamentari: domandatevi come mai vi difendono sulla stampa ma in dieci anni vi hanno ridotto i fondi ad un terzo, e chiedetevi se per caso non vi stiano mettendo in mezzo tra i cittadini e loro, togliendo ai primi la speranza in futuro ed a voi i mezzi per contenerne la rabbia. Così, tanto per.

* * *

  1. Rainews24.it
  2. Lungotevere Maresciallo Diaz – Wikipedia
  3. eDue – Ovunque
  4. eDue – I nazisti del Ventunesimo secolo | Presseurop (italiano)
  5. Mantova, picchiato e lasciato sull’A22 dagli agenti: uno è segretario Coisp – Il Fatto Quotidiano.

2 pensieri riguardo “Lungotevere Diaz”

  1. I predecessori della Cancellieri, così come (chi più, chi meno) quelli che hanno occupato Palazzo Chigi negli ultimi 40 anni, hanno lasciato che il “sottobosco” crescesse a dismisura… chi per ignavia, chi per convenienza politcia, chi per semplice stupidità. Ma quando il sottobosco cresce a dismisura a rimetterci sono le piante che formano il bosco.

  2. Quando l’Italia era eterodiretta da Washington, quella scollatura di una parte dello Stato, pur ingiustificabile, era comprensibile: il partito comunista più grande dell’Europa occidentale andava fermato in ogni modo e con metodi tanto più violenti quanto più questo sembrava avvicinarsi al governo. Negli anni ’50 bastavano i manganelli e la Celere di Scelba per fermare gli scioperanti o un’alzata di sopracciglio dell’ambasciatrice americana Luce. Negli anni ’60 furono necessari il “Piano Solo” e il “golpe” Borghese diretti contro il centrosinistra (quello DC – PSI – PRI). Quando si cominciò a parlare di compromesso storico ecco apparire lo stragismo, il terrorismo rosso e quello nero infiltrati dalla CIA e dai servizi segreti italiani, Gladio e la P2. Caduto il muro di Berlino tutto questo apparato non è scomparso e non è nemmeno rimasto silente, ha continuato la sua opera indisturbato, a volte solo tollerato, altre addirittura favorito senza nessuno che vi ponesse mano, forse per ignavia, forse per convenienza (trattativa Stato-mafia, nascita di F. I., Diaz).

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