I conti della serva

Come d’abitudine, trasformo in post un mio commento ad un post di Massimo MANTELLINI1:

Che succede adesso?

La premessa è che ci sono tre forze politiche in parlamento che si dividono in parti uguali (con buona approssimazione, tanto non è importante) i seggi.
L’ago della bilancia è il M5S, ma costoro non vogliono governare, e forse non possono.
Mi augurerei che non vogliano, ma temo la seconda.

Quindi staranno lì a fare i scherzi, a parlare di tuttimorti, con le margheritine con la pompetta ad acqua sulla giacca, in attesa che mancando il loro terzo, e dovendosi dare per forza un governo al paese si finisca inevitabilmente con un governo tricolore PD – PDL – Monti; questo darebbe loro la possibilità di dire che gli altri fanno inciuci e ricominciare subito la campagna elettorale.

A scanso di equivoci Grillo ha già detto che non voterà la fiducia a nessuno.
Il problema è che anche avendo il 75% dei seggi in entrambe le camere costoro non vorrebbero governare e forse non ne sarebbero capaci.

Il PD per senso di responsabilità, il PDL per questioni di attitudine alla colonizzazione istituzionale e Monti perché tutto sommato ritiene che il governo gli spetti e forse gli sia dovuto anche il presiederlo, sono pronti ad assecondare questa moina.

Avrei tanto voluto metterci un punto interrogativo.2

Questo scrivevo il 27 febbraio 2013.

Solo che l’esperienza recente friulana insegna che a volte si sbagliano i conti, ovvero Grillo potrebbe aver riconsegnato l’Italia a Berlusconi (ed i cavalli fatti senatori – l’analogia con i ministri dovrebbe essere chiara – significa aver riconsegnato l’Italia a Berlusconi) per nulla.

Da questo punto di vista, visto che il PD si era chiuso nell’angoletto a prendere botte da tutti, quella del Letta Jr, nel gioco della politica, è stata una mossa ben fatta: uscire dall’angoletto e iniziare a coinvolgere gli altri: così non potranno dire che questo governo (ed i suoi inevitabili fallimenti) saranno responsabilità del PD, perché ne fa parte il segretario del PDL ed il portavoce di LC.

Ed in questo ha perfettamente ragione Massimo: si tratta del ripetersi dei un rito in cui il bene pubblico non ha alcuna rilevanza.

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  1. MANTELLINI, Massimo – Il governo del meno peggio – manteblog
  2. eDue – Post Suffragium
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