Semipresidenzialismo alla cantonese

Trasformo in post un mio commento ad un post di Massimo MANTELLINI1

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Un paio di considerazioni sull’educazione civica e sulle sue conseguenze sulla capacità di ragionare.

1) l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, è sbagliata, ed ha lo stesso rapporto con la logica che ha il metodo dell’autocastrazione per dispiacere il partner. Siccome non ha funzionato, fatto male com’era finora, invece che migliorarlo lo leviamo.

Già, ma la politica non solo non vive d’aria, ma in questo modo diventa una qualcosa che alcuni possono permettersi, ed altri no.
Non mi piace il fatto che dopo aver demolito lo stato sociale, adesso si demolisca anche la possibilità di cambiare lo status quo. Non a caso chi lo sostiene con più vigore va in giro sbavando di parlamentari come dipendenti2.

Il che oltre ad essere un’aberrazione in uno stato democratico, è pure incostituzionale in forza dell’articolo 67 della Costituzione.
Tutte cosette che si possono facilmente inferire avendo studiato educazione civica e che sono quindi sconosciute ai più nelle generazioni successive alla mia3.

E non perché i giovani siano deprimenti via via che ci si incammina verso la vecchiaia (e comunque un po’ lo sono, ma non tutti; nelle stesse quantità in cui lo sono gli esseri umani in generale), ma per il semplice ovvio fatto che non avendola imparata a scuola, questa roba qua gli è sconosciuta.

Esattamente come quelli che girano con le macchinine senza patente e contravvengono l’impossibile del codice della strada: e grazie al cazzo, non lo hanno nemmeno dovuto annusare…

2) Il semipresidenzialismo, se veramente si vuole abolire il finanziamento pubblico della politica (e ribadisco, sono contrario), è necessario.
Sempre in virtù della nostra Costituzione, il presidente della repubblica è un potere di controllo e garanzia, e viene eletto dal parlamento più varie frattaglie.

Ora, se i parlamentari divengono veramente dipendenti da coloro che li finanziano, e lì stiamo andando, a partire delle grandi aziende passando per la malavita più o meno organizzata (cumulativamente o meno intese) passando per lobby e logge, capite bene che se nemmeno il presidente dovesse essere eletto a suffragio universale, ci troveremmo in una condizione di mancanza di democrazia spaventosa, con pupazzi che votano il capo dei pupazzi.

E quanto ai pupazzi, ne avete avuto un esempio proprio dopo che a Grillo hanno sbagliato la posologia della terapia4, quando pochi giorni dopo aver indicato Gabanelli, Rodotà ed altri non si sa bene con quale criterio, ha prima vomitato addosso a quanti non l’hanno sostenuto in questa pagliacciata, e poi agli stessi candidati da lui indicati, per motivi che i più ignorano, a partire forse da Grillo stesso, pover’uomo.

Quindi, i due temi, finanziamento pubblico della politica e semipresidenzialismo non sono cose da stadio o da bar, ma sono due cose intimamente connesse e sommamente delicate sulle quali sarebbe bene che almeno chi può, chi ha gli strumenti, rifletta.

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