Cartello in americano

Sapete che Apple è stata condannata per aver di fatto offerto un’infrastruttura agli editori che avessero voluto fare cartello.
Negli USA una cosa del genere prima o poi viene fuori, sopratutto perché la stampa non ha contributi pubblici e quindi deve inventarsi uno scandalo al giorno1 per poter sopravvivere; quando dico inventarsi, spesso va inteso letteralmente, ma nello specifico sia in Apple che presso i referenti l’idiozia è stata tanta e tale che oggettivamente andavano condannati più per coglionaggine molesta che non per tutto il resto2.

Vedete, gli statunitensi hanno bisogno di flusso e tracciabilità per esistere. Panico e crisi isteriche sono le tipiche reazioni dello statunitense tipo che ha finito la carta igenica, ha una mano impegnata e non trova l’app specifica sul da farsi. Quindi hanno sì la fissa della segretezza, quella dello spiare tutto e tutti ma poi non ci capiscono più un cazzo e tracciano tutto quello che dovrebbe restare indicibile, scrivendosi tutto per posta elettronica, e conservandola gelosamente.

Se vuoi incriminarli di qualcosa, scegli un capo d’imputazione qualunque, entri nella loro posta elettronica e lo cerchi per “contiene”3.
Vent’anni sicuri.

Come avranno fatto i segugi dell’FBI a scoprire che Apple faceva cartello sui libri?
Leggendo la corrispondenza intercorsa, in cui la Nostra si vantava di poter offrire strumenti sofisticazzissimi4, e la controparte rispondendole, grazie, con questa faremo cartello che è un piacere, sarà bello concludere affari illegatli tra noi.

Poopii, poopii, poopii: effebiai, siete inarresto, eccetera.

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Oggi ricevo una e-Mail da IBS e da Bookrepubic.
Con lo stesso identico testo, e le stesse identiche cifre in euro, mi proponevano lo stesso affarone (oggi erano segreti erotici dei cuochi, mi pare; dev’essere una cosa tipo come trifolare cazzi) sugli stessi e-book.
E questa cosa va avanti da mesi.

Ora, io non so voi, ma:

1) ne avete letto su un giornale?
2) l’antitrust ha nulla da dire in merito?

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  1. La storia dell’operazione Tailwind | Il Post
  2. Internazionale » Opinioni » Il gioco sporco della Apple
  3. XKeyscore: NSA tool collects 'nearly everything a user does on the internet' | World news | theguardian.com
  4. Si tratta di strumenti sofisticati e cazzutissimi
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