Scelta Cinica

Monti esce di scena1 nel peggiore dei modi ovvero attribuendo alla congiuntura astrale2 la scoperta della sua dappochezza politica, il fatto che quelli che gli hanno chiesto di essere candidati adesso lo caccino dal campetto tenendo il pallone.

Lui che ha salvato l’Italia e l’Europa come un Berlusconi qualunque e continua ad apostrofare l’Annunziata con un dottoressa, a ricordare che lui è professor, non si capacita di come lo abbiano usato (eppure è facile, hanno trovato posto nel suo ego ipertrofico come brodo di coltura) per restare in parlamento personaggi che, ritiene, non potrebbero nemmeno lustrargli le scarpe. Poi se la prende con Gasparri (dico, Gasparri…) che lo cogliona.

E per marcare la differenza con quanto ha trovato e quanto ha lasciato (“Se non era per me adesso avreste – avreste, è emigrato? – Berlusconi al Quirinale”), nel tentativo di ricordare che per meriti ignoti è pure senatore a vita chiosa con “sulla decadenza di Berlusconi non ho ancora deciso”.

Il tutto è accaduto la prima volta che si è dovuto confrontare con qualcuno; a quell’età dev’essere dura ricredersi su sé stessi.

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  1. Non sono stato io, è stato il cane | Wittgenstein.
  2. The Piano Has Been Drinking – Tom Waits.