Pliz shot our country

SEMPLIFICAZIONI BENI CULTURALI
FOTO LIBERE NEI MUSEI, PAESAGGIO, ARCHIVI

(Misure urgenti per la semplificazione in materia di beni culturali e paesaggistici)

Sono libere, al fine dell’esecuzione dei dovuti controlli, le seguenti attività, purché attuate senza scopo di lucro, neanche indiretto, per finalità di studio, ricerca, libera manifestazione del pensiero o espressione creativa, promozione della conoscenza del patrimonio culturale:

1) la riproduzione di beni culturali attuata con modalità che non comportino alcun contatto fisico con il bene, né l’esposizione dello stesso a sorgenti luminose, né l’uso di stativi o treppiedi;

2) la divulgazione con qualsiasi mezzo delle immagini di beni culturali, legittimamente acquisite, in modo da non poter essere ulteriormente riprodotte dall’utente se non, eventualmente, a bassa risoluzione digitale.”.

Al fine di semplificare i procedimenti in materia di autorizzazione paesaggistica il termine di efficacia dell’autorizzazione decorre dal giorno in cui acquista efficacia il titolo edilizio eventualmente necessario per la realizzazione dell’intervento, a meno che il ritardo in ordine al rilascio e alla conseguente efficacia di quest’ultimo non sia dipeso da circostanze imputabili all’interessato.

Facilità di accesso ai documenti e alla loro consultazione presso gli archivi di Stato: consultazione dei documenti degli organi giudiziari e amministrativi dopo trent’anni invece che dei precedenti quaranta.

Bene.
Sempre che non si nasconda qualche cetriolo tra le pliche delle norme tutt’attorno.

Curiosità: Rutelli aveva chiarito che esattamente tutti quelli citati qui sopra erano diritti inesistenti in Italia.

* * *

Da: DISPOSIZIONI URGENTI PER LA TUTELA DEL PATRIMONIO CULTURALE, LO SVILUPPO DELLA CULTURA E IL RILANCIO DEL TURISMO.

2 thoughts on “Pliz shot our country”

  1. Il divieto di uso per stativi e treppiedi lo posso capire “dentro” ai musei… a me è capitato di dover discutere un buon quarto d’ora (alle 4 di notte) con dei poliziotti che non hanno voluto sentir ragioni.

    1. Adesso c’è il diritto di panorama, che prima non c’era.
      Il panorama non è un bene culturale.
      Ergo puoi usare quel che vuoi.

      Capisco, ma una volta che ne azzeccano una, diamogliene atto. E non per le foto in sé, ma per il fatto che hanno finalmente riconosciuto che beni culturali, paesaggio e tutto il resto sono roba nostra.

      Nei limiti del buon senso, ne facciamo quel che vogliamo.
      Prima, andavi al museo, pagavi, e se ti piaceva un quadro, dovevi prendere il catalogo. Adesso se vuoi fargli una foto la fai.
      Se ti trema la mano, compri il catalogo.

      spero solo che facciano alla francese, ovvero che si inculino a martelletto quelli col flash.

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