Fratelli che sbagliano

L’intento originario, scrive in due brevi righe la Diocesi di Milano, era esclusivamente quello di conoscere dagli insegnanti di religione il loro bisogno di adeguata formazione “per presentare, dentro la società plurale, la visione cristiana della sessualità in modo corretto e rispettoso di tutti”.

Il ministero finora non ha profferito parola, ovviamente.
Così sono fazioni l’una contro l’altra armate e sembrano checche che si tirano i capelli.
Cosa sono fratelli che sbagliano?

Nessuno che si interroghi sul fatto che a scuola ancora nel 2014 si insegnino cose scritte per un popolo di pastori duemila anni fa. Scuola pubblica, eh.

Da Censimento delle scuole pro gay, la Curia chiede scusa. E parte un esposto al ministero – Repubblica.it.

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