Piazza Sempione, tra Las Vegas e Paradise

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Ci sono personaggi in rete, che solo per il fatto di stare in rete da prima, spiegano, pontificano, illuminano, svelano.
Questi hanno la parola chiave del momento tatuata in fronte, girano per la rete con quella e la applicano a tutto.
Adesso va molto smart city, e loro: piove e dicono che grazie al cazzo, perché non si sono realizzate le smart cities.
Le fogne traboccano, perché non si è voluto investire sulla smart city; dicono che i negri ci invadono, perché mancando l’open data alla città in cui gli esperti si sono installati (altri ci vivrebbero, ma loro no, loro si decompattano in in città e dopo fanno make install), ci siamo accorti troppo tardi di quanti fossero (cioè quasi zero).

Se il comune mettesse i dati relativi agli assalti malavitosi divisi per quartieri sul sito come fanno in USA (dicono costoro), la città sarebbe più sicura e s’avvierebbe sulla strada della smart city. Solo che i dati li leggono anche le gang e quando questi cambiano loro s’adattano di conseguenza; in compenso crolla l’immobiliare in zona e i capi delle gang speculano.
Molti hanno dei grossi dubbi sul fatto che ci sia una rapporti causa-effetto diretto o inverso, ovvero che le gang usino i dati manipolandoli ad hoc con gli assalti per fini di speculazione immobiliare… there’s always someone smarter.

* * *

Quello che vedete in cima questa pagina è un esempio di comunicazione istituzionale che vorrebbe venire incontro ai cittadini, e finisce per prenderli a testate sul naso.

Oggi a Roma c’è il blocco del traffico, tanto di cazzi ne abbiamo pochi, e poi ha piovuto tutta la notte, ma dev’essere stata una smart rain le cui gocce hanno evitato gli inquinanti colpendo solo le molecole d’azoto rendendo comunque necessario il blocco del traffico.

La notizia non sta sul sito del comune, che praticamente non esiste più, ma su quello di Roma Servizi per la Mobilità, che rimanda ad una cartina interattiva sulla quale sono state indicate fascia verde e fascia blu.
Siccome Roma è grande, potete cercare una strada e vedere dov’è.

Ecco, Piazza Sempione sta tra Las Vegas e Paradise, fortunatamente abbastanza lontana dalla Nellis Air Force Base.

* * *

Ora, tornando a quelli che parlano di smart cities e sperando che prima o poi questa parlatori vengano marginalizzati (attualmente si costruiscono una reputazione essendo osannati da persone che non capiscono ciò che dicono), il problema resta sempre lo stesso e né leggi ben fatte e né i relativi decreti attuativi possono o potranno alcunché: manca una cultura di servizio, e tutto quanto ruota attorno al web x.0 (x > 2) ha una usabilità di merda.

E il motivo è che o serve a dimostrare le capacità di programmazione dell’originale di turno, o crea ghetti per dare senso di comunità a chi li partecipa o serve come la linguetta della lattina nei nidi degli uccelli durante il corteggiamento: deve luccicare.

Cosa ci sarebbe di più smart di una città inzeppata di sensori i cui dati possano essere liberamente fruiti da chiunque per farne prodotti che non hanno spesso alcun valore scientifico e altrettanto spesso non servono ad un cazzo?
Ci sarebbe, per sempio, una città che quando comunica, come nel caso “domenica blocco del traffico in fascia verde”, ti dica quale cazzo è la fascia verde.
Cominciamo a mettere semantica nella comunicazione istituzionale, se vogliamo essere un po’ più smart, rispettando i cittadini.

* * *

Vedi Fascia verde e Anello Ferroviario Roma Servizi per la Mobilità.

2 thoughts on “Piazza Sempione, tra Las Vegas e Paradise”

  1. La “fascia verde” è una bizzarra entità astratta che delimita “amministrativamente” un territorio. Io mi metto nei panni del turista norvegese, bretone o slovacco difronte ad un divieto di accesso che ha sotto il cartellino con la scritta “escluso anello ferroviario”. Siamo vicini ad assuefarci…

    1. Tranquillo, ad Amsterdam c’è una piazza con un divieto di sosta senza simbolo e la scritta in fiammingo (o olandese).
      La gentilissima, biondissima addetta alla riscossione mi ha detto in un italiano piuttosto buono che è tutto fatto per inculare i turisti.

      Io quello che dicevo qui, è che mi offri un servizio, mi porti per mano fino ad un certo punto e poi alzi le mani e dici che è colpa di chi ti fornisce l’embed della mappa e che comunque fa fede la determinazione sindacale.
      Cioè il pensiero che faccia fede la ceralacca e che il sito non sia un servizio, ma un passatempo che anzi, pure troppo eh…

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