C’è Palta Per Te

Stavo leggendo questo: My favorite apps of 2014: Victor Agreda | TUAW: Apple news, reviews and how-tos since 2004 ed a un certo punto tra le applicazioni preferite dall’autore, c’è una certa Inbox, che pare essere un’app di Google per la posta.

Però nell’articolo c’è un link che non porta a nulla che sembri quell’app, ma a una pagina di un certo framework di sedicente software libero che permette di scrivere applicazioni di posta che sincronizzano tutti gli account possibili: Inbox – The next-generation email platform.
E dove non si parla mai di Google.

A questo punto uno si chiede:
1) come mai un articolista (che pure dovrebbe essere esperto di quel che scrive, almeno pratico, tiè) è convinto di linkare una cosa e ne linka un’altra (seppure omonima)?
2) C’è un nesso tra le due?

Sul sito di questo framework non si capisce mai bene chi siano costoro; il link alla privacy policy è il seguente: http://www.___________.com/ (testuale, eh?!). Nella pagina Inbox – Terms Of Use non si cita mai una sede (salvo una generica California, potevano mettere Terra) e pare una pagina copiata da altrove, in cui il nome della società (Inboxapp Inc.) viene subito associato al termine Company, e da lì in poi sparisce fino all’ultima riga, in cui viene associato ad un indirizzo di e-Mail.

Uno dice: vabbeh, ma chettefrega.
Beh, insomma, intanto questi, per non si capisce bene quale motivo ti chiedono 99 USD/anno per del software libero più un tot a applicazione che lo usa.
Fermi.
Lo so benissimo che il software libero può essere venduto, ma perché qualcuno lo compri dev’essere ben più che non una cartella di sorgenti (che comunque, in quanto software libero, sono a disposizione di chi li compra, che li potrebbe anche rivendere a sua volta), ma qui non c’è licenza.
Eggià, software libero rilasciato sotto una licenza che non c’è, salvo questa citazione qui

Unless otherwise indicated, the Terms of Use and all Content provided by Company are copyright © 2013 InboxApp, Inc. All rights reserved.

Ora, un software libero, per esserlo, dev’essere accompagnato da una licenza di software libero; se tutto quello che mi dai è sotto copyright e in più ti riservi tutti i diritti, beh, ecco a me di libertà ne resta poca.

A un certo punto, infine il free software, diventa open source.
Ah, beh.

Infine Inbox FAQ.

Why does Inbox store mail data? Inbox stores a local copy of your mailbox in order to provide fast and efficient access to messages, threads, and attachments. Mutable operations will update the local datastore immediately, and queue changes to sync back to your mail provider. This design is necessary in order to achieve the level of performance expected on modern developer platforms.

Insomma, o questa società ha tanta ma tanta confusione in testa, almeno quanta ne ha il redattore di TUAW, e vuole fare BlackBerry 2 la Vendetta, oppure il tutto è un tentativo di farvi pagare olio di serpente. O, peggio per farsi un po’ (parecchi) cazzi vostri a spese vostre.

E Google c’entra o no?
Parrebbe di no, e comunque la sua Inbox la trovate qui: www.google.com/inbox‎.

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