Scuderia Ferrari SF15T – La Monoposto con il marchio Alfa Romeo

cq5dam.web.1280.1280

Spunta il logo Alfa. Una delle cose immediatamente balzate all’occhio è la scomparsa del marchio FIAT dalla monoposto del Cavallino e l’introduzione del logo di Alfa Romeo, posizionato nella parte terminale delle pance. Bisogna tornare indietro fino alle origini, negli anni ’30, per trovare il nome di Alfa Romeo associato a quello della Ferrari, quando Enzo Ferrari gestiva la propria Scuderia correndo proprio con vetture da competizione della Casa Automobilistica italiana. Per ora è solo una mossa di marketing, ma non è assolutamente da sottovalutare, perché la dice lunga sulle operazioni che Sergio Marchionne ha in mente per rilanciare il marchio del Biscione, anche – e soprattutto – in prospettiva del lancio della nuova Giulia, il modello che aprirà ufficialmente un nuovo futuro, si spera radioso, per l’Alfa.

Testo e immagine da Scuderia Ferrari SF15T – La Monoposto Di Vettel E Raikkonen Con Il Marchio Alfa Romeo – Quattroruote.

Riceviamo e malvolentieri pubblichiamo

Schermata-2015-01-29-alle-16.14.28

Giovedì, 29 gennaio 2015, 16:13.

Non è un paese per lavoratori

Ricordo quando, ventenne, andai a parlare con quella che sarebbe stata la mia docente di Analisi II ad Ingegneria Elettronica (all’epoca informatica non c’era) per dirle che, poiché lavoravo non avrei potuto frequentare assiduamente. Allora la frequenza era un requisito piuttosto cogente per poter sostenere un esame, appena meno dell’acquistare libri inutili che il docente si peritava di siglare ad inizio corso, datando il momento dell’autografo in modo da renderli invendibili come usato.
Ricordo che la luminare disse che “se lavora è un problema suo, qui si viene e si viene per studiare”.

Col tempo, in effetti, hanno cancellato del tutto la figura dello studente lavoratore, ed hanno ridotto le ore di permesso per motivi di studio ad otto giorni l’anno.
Ore, giorni.
Non è problema metrologico, non è un cavillo in termini di unità di misura: puoi prenderle solo a giornate intere, non ad ore, e devono essere giustificate per iscritto previa domanda e dietro rendicontazione con adeguato giustificativo.

Poi per farla completa, hanno anche posto un limite massimo alla durata degli studi.
Quindi uno che lavora (cazzi suoi, poteva benissimo restare a vita da mamma e papà, ad averceli, e condividere con loro lo stato di indigenza) se lavora davvero e di tempo per studiare gliene resta poco, si fottesse: ad un certo punto arriva uno che ti dice che ci metti troppo.

A questo punto, per tentare di porre rimedio a tutte queste storture, l’unica era tentare di ridurre i lavoratori resistenti con operazioni a tappeto, cominciando a demolire lo Statuto dei lavoratori.

* * *

Ma i lavoratori non hanno solo questo problema, che pure ho rappresentato in tutte le sedi istituzionali.
Il lavoratori hanno anche il problema che tutto quanto gravita loro attorno non funziona per il semplice fatto di essere lavoratori.

Quante volte vi è capitato di aver trovato l’avviso del corriere che è passato mentre eravate al lavoro?
E poi che succede?
Succede che ripassa mentre eravate al lavoro (ma che cazzo, ma sempre al lavoro?! e staici un po’ a casa, no?) e vi lascia il secondo bigliettino.
E che cambia?
Cambia che nel secondo bigliettino c’è scritto che loro sono passati ma non passano più; adesso te lo vai a prendere tu il pacco.
E siccome il corriere ci ha i cammi e li ricovera in grandi spazi, il corriere sta fuori città.
Sicché tu devi prendere permesso in ufficio (e dai! c’hai sempre un pensiero…) per andare a prendere un pacco presso colui il quale avrebbe precipua ragione di esistere nel portarteli.
Il sabato e la domenica il corriere non lavora; manco tu, forse. Sicché non puoi nemmeno andartelo a prendere (ripeto: vai tu a prendere una cosa che dovrebbero portarti) di sabato e domenica.
Se invece stai a casa, e non hai soldi per comprarti un cazzo, allora puoi aspettare il corriere.
Però non lo aspetti, perché non compri nulla.
Quindi il lavoratore oltre ad essere un dispettoso privilegiato, non è quello che guadagna dei soldi da spendere per far lavorare gli altri, è uno che si diverte a far loro perdere del tempo.

Telefono isolato.
Chiami il 187 di domenica, e dici che il telefono è isolato.
Al primo punto della checklist dell’addetto, c’è:

– fare la battuta: ma allora da dove mi chiama se il telefono non va? Ahr, ahr.

Mandato a fare in culo l’addetto che l’ha detto, con astio, con la cattiveria di quello che paga per una cosa che non ha, e che per pagarla deve pure andare a lavorare solo per acredine coi corrieri, gli dici che sei sul cellulare.
Ah, bene, stacchi tutti i telefoni che devo fare una prova da remoto.
Beh, sì, vedo dei problemi, le apro al segnalazione.
Aperta la segnalazione (ah, UNA segnalazione, quella dell’ADSL che non va semmai dopo che hanno risolto questa), comincia il cinema.
Martedì alle 11:35, ti chiama sul cellulare un Numero Sconosciuto che ti dice che è il tecnico di Telecom che sta davanti alla porta ma in casa non c’è nessuno.
Ennò, non c’è nessuno, stamo a lavora’.
Abbeh, ma io ccosì ‘n posso fa’ gnente.
Eggià.
Poi siccome è gentile ti chiede quando ci siete.
Domani mattina, posso prendere un permesso in ufficio (lo sapevi, eh?!) e restare a casa nell’attesa della vostra venuta.
Nnno, no, domani no, che stamo artrove.
Va bene, allora dopodomani?
Ecco, sì, dopodomani.

Solo che l’indomani, il giorno prima di dopodomani, ti chiama una voce registrata del 187 per dirti che da controlli effettuati in centrale, hanno chiuso il guasto come risolto.

Richiami il 187, facendo presente che risolto no, perché il telefono è muto.
Ti dice: possiamo aprire una segnalazione.
Ennò, cazzo, non è una nuova segnalazione da aprire (sapete quelle statistiche che trovate in bolletta? Tempo medio di risoluzione dei guasti, Difettosità media, ecc.) è la stessa segnalazione di domenica scorsa, non avere risolto un Sirio di niente.
Si risente. Lei, non il telefono, intendo.
Se il tecnico mi ha chiuso la pratica non posso riaprirla.
Posso farne una nuova e basta.
OK, telefottiti tu e Telecom, apriamone un’altra.

Adesso in pausa pranzo, in ufficio (yeah!) mi squilla il cellulare.
È il tecnico Telecom che dice che è il tecninco di Telecom che sta davanti alla porta ma in casa non c’è nessuno.

* * *

E ancora ci vengono a scortecciare la fodera dell’ucello col fatto che l’Italia è un paese poco digitalizzato.
Ancora ci scalpellano i coglioni col fatto che la fibra creerebbe posti di lavoro ed il digitale crea indotto.

Ecco, no: il problema di questo paesone è che lavoriamo.

* * *

  1. eDue – La caffettiera del fancazzista
  2. eDue – Il cavo orale
  3. eDue – Omeopatia sociale
  4. eDue – Presto e male
  5. eDue – Appunti per una riforma del lavoro

All About Apple lancia la sua campagna di crowdfunding

all-about-apple-crowdfunding

All About Apple lancia la sua campagna di crowdfunding.

Sempre di mezzo il mare al ginocchio se vuoi testo che amica sei divi

Schermata 2015-01-28 alle 12.22.56

Poi

pietra ligure come direbbe gazzettino parlavecchio semplice e veloce

Attivate i sottotitoli.
Tanto per l’accessibilità dei video ci pensa Youtube, no?

* * *

  1. ▶ Campagna di comunicazione "Agevolazioni sulla casa" – YouTube
  2. Governo Italiano – "È casa tua, decidi tu".

N’intendo DS

N'intendo-DS

Algoritmi…

TidBITS: Accessibility Showdown: iPhone 6 vs. iPhone 6 Plus

It seems almost comical in hindsight, but when Steve Jobs introduced the first iPhone in 2007, he described its 3.5-inch screen as “giant.” And it was giant — at the time of the keynote, I had a flip phone with a postage stamp-sized display that was difficult for me to use, given that while I can see, I’m legally blind (for more on this sort of impairment, see Mariva H. Aviram’s series, “Computing for the Visually Impaired”). The first time I saw the iPhone in person, I was awestruck by its large, high-resolution screen. Like so many others, I eventually got one.

Sembra un articolo sull’iPhone 6, ma in realtà è un articolo che descrive molto bene le differenze di approccio di un disabile verso le tecnologie e come queste, nessuna, possa essere considerata definitiva o universale.
Il problema dell’accessibilità è sempre stato (e sarà sempre) di approccio.

In larga parte chi fa prodotti, a maggior ragione nell’informatica ma è vero in generale, non se ne cura.

Ma anche coloro che se ne curano, anche in maniera profonda a e scrupolosa, magari coinvolgendo gli utenti disabili nella gestione dei requisiti e nella loro analisi1, rischiano poi di considerare quel percorso non come un qualcosa di ciclico, ma come una qualcosa di lineare, completato il quale, s’è fatto quel che si doveva.

Ecco, no.

Da TidBITS: Accessibility Showdown: iPhone 6 vs. iPhone 6 Plus.

* * *

  1. eDue – Suckurity through obscurity

#verybello lascia #senzawords ma con tante domande. E Franceschini risponde

#verybello lascia #senzawords ma con tante domande. E Franceschini risponde

(…)

Mi permetto infine di aggiungere che tra sabato e domenica la rete si è divisa tra chi ha criticato #verybello a testa bassa e chi invece ha espresso critiche costruttive per migliorarne il funzionamento. Terremo sicuramente conto di queste critiche per perfezionare la funzionalità della piattaforma che è stata rilasciata nella versione Beta e sarà oggetto di significativi miglioramenti già nei prossimi giorni. Anche perché i tanti accessi di sabato e domenica (superiori al milione e mezzo!) hanno già permesso ai tecnici di individuare e superare alcuni problemi di sovraccarico. Nella nottata di sabato il sito ha subito due attacchi hacker.

Da #verybello lascia #senzawords ma con tante domande. E Franceschini risponde – Il Fatto Quotidiano.

26,99

Era la batteria: Unique® Batteria del computer portatile per HP ProBook 4000 4320s 593572-001 4321s 4320t 4420s,Compaq 320 321 325 326 420 421 620 62 HSTNN-Q78C[10.8V 4400mAh 12 mesi di garanzia]: Amazon.it: Elettronica Haccapi’?!

* * *

  1. eDue – Salve, mi servirebbe una batteria

Una storia italiana

E poi arriva anche Bruno, fratello di un amico di Franco.

Tutti nell’istituto creato dal Senatore per il suo pupillo Enrico.

Ma non c’è solo l’amico dell’amico… Arrivano anche Edoardo, figlio di un illustre accademico e Oscar, assistente (volontario) di un Prof. dell’Istitututo Superiore di Sanità, su richiesta del Senatore).

Mancano i quattrini per il gruppo, ma anche a questo pensa il Senatore…

In sede CNR sostiene che bisogna concentrare le risorse sui laboratori più promettenti ed ecco che arrivano fondi dieci volte superiori alla media degli altri laboratori.

Già questa è una storia da libro, ma non finisce qui…

* * *

Da Stefano QUINTARELLI – Una storia italiana – Il Post.