MinPan

La copertina del settimanale Topolino, circolata in questi giorni in Rete sui principali siti di informazione e attribuita all’uscita n.3089 del 4 febbraio 2015, non corrisponde all’immagine definitiva selezionata tra una serie di creatività preparata all’uopo di cui l’immagine divulgata faceva parte. Il numero in oggetto, infatti, si presenterà nelle edicole con una creatività differente (che potete trovare in allegato). La scelta di non pubblicare la creatività erroneamente circolarizzata è stata determinata dalle modalità di utilizzo dei personaggi del settimanale.

La prossima volta che qualcuno mi viene a parlare di linguaggio arcaico e convoluto della PA, gli ricorderò questo snello pezzetto di comunicazione aziendale del Ministero della Panini.

Da Topolino ha rinunciato alla copertina per Charlie Hebdo – Il Post.

Inutilitarie

Come entrambi sapete ogni tanto trasformo in post un commento in blog altrui.
Qui Carlo CAVICCHI parla dell’approccio al mercato da parte di BMW con la i3:

Fatto sta che la domanda che mi ha tormentato non appena ho fatto il cambio di vettura è “ma quando ci perdono su ogni auto che vendono?1”.

La vendita sottocosto non è una novità; ci sono società che praticamente fanno solo quello: Amazon, ad esempio, non ha mai generato utili e pare funzioni. Pare.

Dal punto di vista tecnico, a parte i simpatici integralisti del “mai una macchina…” ed aggiungete una cosa a piacere, il problema delle elettriche è infrastrutturale.

Considerato che la stessa BMW smette la trazione posteriore sulle auto dei segmenti bassi perché quasi nessuno di coloro che le comprano sa non già di averla, ma nemmeno cosa sia, parimenti in molti non avrebbero nessun problema a comprare un’auto elettrica.

Se solo potessero non doversi preoccupare di restare per strada semplicemente usandola. Se solo non dovessero pianificare i rifornimenti prima di partire per un viaggio medio, come le locomotive a vapore con acqua e carbone. Se solo la ricarica non durasse ore. Se solo le batterie durassero quanto la macchina. Se solo tutti abitassimo in luoghi in cui il posto auto (e quindi le colonnine relative) fossero la normalità, invece che i parcheggi lungo le strade.

Se solo.

Quindi, motivo di immagine a parte, se solo vivessimo nel Mulino Bianco tutti quanti, non avremmo problemi a comprare macchine elettriche.

Quindi il mio parere è che BMW lo faccia per motivi di immagine, perché il pianeta non è attrezzato (ancora, si badi) perché la macchina elettrica possa essere altro che non un’eccezione.
E poi, sopratutto, per fare esperienza per quando sarà, perché nessun CAD, nessun simulatore, nessun software può simulare realisticamente il coglione che sale al volante e fa cose senza senso; per parare quelli (clienti come tutti gli altri) ci vuole l’esperienza. Idee brillanti sulla carta si sono dimostrate fallimenti epocali non perché fossero sbagliate, ma perché sono finite in mano a persone che non erano i progettisti.
Giustamente.

Ai simpatici integralisti vorrei dire che per quasi tutti i patentati del mondo la macchina è un elettrodomestico; e quelli, da sempre, vanno a corrente.
È lì che si andrà.
Per fortuna.

* * *

  1. CAVICCHI, Carlo – Bmw i3, un gioiello sotto costo? | Il blog