Cibi sala(ria)ti

Finora Expo, se si parla di rapporti di lavoro, più che una fiera è stata una giungla. L’estate scorsa Expo Spa, ministero del Lavoro, enti locali e sindacati avevano siglato un accordo per il tipo di contratto da utilizzare nei padiglioni stranieri: quello nazionale del commercio, uno dei più flessibili (ed economici) dell’intero panorama giuslavorista italiano.

Regola che doveva essere applicata soprattutto dalle agenzie interinali che avrebbero dovuto reclutare i lavoratori per i vari paesi. Solo che alla fine si è scoperto che in molti – con Manpower in testa, l’agenzia che aveva vinto il bando per la società Expo – utilizzavano il Cnai, un contratto sì del commercio ma non firmato da Cgil, Cisl e Uil, più ‘vantaggioso’ del 20-30 per cento per i committenti. Solo venerdì scorso sindacato e agenzie hanno trovato un nuovo accordo grazie al quale a 800 lavoratori del sito verrà riconosciuto un rapporto di lavoro concordato tra le parti.

Da Expo, se ne vanno i lavoratori del ristorante del Belgio: "Non rispettati gli accordi sui salari" – Repubblica.it.

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