E dei corpi che ne facciamo?

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“Fuga cervelli” in crescita: dal 7 al 1,9%

In crescita secondo il Rapporto il fenomeno della “fuga dei cervelli”, che l’Istat preferisce definire “mobilità intellettuale”. «Tremila dottori di ricerca del 2008 e 2010 (il 12,9%) vivono abitualmente all’estero», spiega l’Istituto di statistica, sottolineando che «la mobilità verso l’estero è superiore di quasi sei punti a quella della precedente indagine (7% dei dottori di ricerca delle coorti 2004 e 2006)». Sotto il profilo delle specializzazioni, la spinta ad andare fuori confine risulta più forte per fisici, matematici e informatici.

Forse è raddoppiata la fuga di cervelli, ma i corpi li hanno lasciati qui.

Da Anche l’Istat «vede» i primi segnali di ripresa. Cresce la fuga dei cervelli, occupazione in lieve salita – Il Sole 24 ORE.

5 thoughts on “E dei corpi che ne facciamo?”

  1. Quello di cui non riesco a capacitarmi è come – nonostante le misere condizioni delle nostre università – un’alta percentuale dei nostri laureati che riescono ad arrivare in un centro di ricerca estero riceve offerte di lavoro in loco. I nostri “cervelli” pesano più di quelli degli altri…

    1. È che i nostri laureati in discipline scientifiche sono molto ricercati perché avendo raggiunto la laurea in un ambiente ostile, hanno una capacità di “Improvvisare, adattarsi, raggiungere lo scopo” che altrove è oggetto di studio – ingegneria gestionale, ricerca operativa, ecc. – ed a noi viene naturale.

      * * *

      La citazione è da Gunny

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