Díaz, uhm… sarà

Il relatore speciale dell’Onu per il diritto alla libertà di associazione e di riunione pacifica, Maina Kiai, ha invitato i legislatori spagnoli a sospendere la legge, dicendo che “il diritto di protestare pacificamente e di esprimere collettivamente un’opinione è fondamentale per l’esistenza di una società libera e democratica”.

Ma niente di tutto questo ha fatto cambiare idea a Mariano Rajoy e al suo ministro dell’interno, Jorge Fernández Díaz, un membro dell’Opus dei che aveva già fatto intuire il suo senso di cristianità quando ha difeso i sedici componenti della Guardia civil che hanno usato mezzi antisommossa contro un gruppo di immigrati e rifugiati mentre cercavano di raggiungere a nuoto la Spagna dal Marocco, causando la morte di quindici persone.

Da La legge che imbavaglia la Spagna – Miguel Mora – Internazionale.

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