#salaattesa

App Stole

App Stole

SAN FRANCISCO — Hackers have found their way into Apple’s App Store.

Apple confirmed on Sunday that a tool used by software developers for the company’s devices was copied and modified by hackers to put bad code into apps available on the App Store.

So far about 40 apps with malicious code, or malware, have made it into the App Store, said researchers at Palo Alto Networks, an online security company that is investigating the incident.
(…)
The Chinese online security company Qihoo said it has found more than 300 infected apps.
(…)
The fake developer code “was posted by untrusted sources,” said Christine Monaghan, an Apple spokeswoman. “To protect our customers, we’ve removed the apps from the App Store that we know have been created with this counterfeit software.”1

Bene, eccoci nel fantastico mondo dell’informatica reale.
Non reale nel senso di muffi personaggi buffamente vestiti tempestati di oggetti inutili, spessi dorati, ma…
No, spe’ forse posta così…
OK:

  • era inevitabile, ammesso che non sia già accaduto e non si sia saputo, troppo è durata. quello che colpisce (era inevitabile anche questo) è quanto fosse facile
  • NON è un problema solo cinese, quelle app sono in tutti i mercati; spesso le aziende appaltano in Cina, anche per il software, quindi vedrete che la cosa sarà MOLTO più estesa di quanto sembra
  • il sottoscritto è colpito e affondato: avevo WinZip su tutti i dispositivi iOS. Non l’avevo mai aperto, ma non so se questo possa bastare ad evitare problemi. Perché ce l’avevo: perché tutti gli utenti non proprio monocellulari hanno una cassetta degli attrezzi appresso. Hai visto mai, servisse ce l’ho. E poi, diciamocelo, scaricato dall’App Store dove è tutto supercontrollato…
  • che fare ora? ad esempio io ho cancellato l’app dappertutto e cambiato le password di Store, iMessage, ecc. Però ancora non è chiaro se la sola presenza dell’app era sufficiente a iniettare merda, per via degli script post-installazione, oppure se l’app dovesse essere anche aperta
  • In teoria il sanbdboxing dovrebbe servire proprio a quello; però, appunto, essendo saltato un tassello, in maniera tanto banale, nulla vieta che i buchi non siano anche altrove.
  • e poi, se il sistema fosse infetto, come si fa? Si reinstalla iOS o bisogna piallare il dispositivo?
  • ho come la sensazione che Apple in tutto questo NON ci sarà di aiuto; già il fatto che dicano che hanno rimosso le app delle quali è noto il contenere malware per proteggere i propri clienti – ah, basta con questa storia degli utenti, siamo clienti – dopo anni che ci dicono che l’App Store e le sua regole del cazzo servivano proprio a quello…

* * *

  1. Apple Confirms Discovery of Malicious Code in Some App Store Products – The New York Times

Il titolo del post è una gentile concessione di ©Erix.

La Renpubblica e il paradosso

ACCANTO al paradosso di Zenone sulla tartaruga più veloce di Achille, da ieri è entrato nella storia della filosofia anche il paradosso del Colosseo dove “la chiusura non è chiusura, ma apertura ritardata”. Questa perifrasi in sindacalese da bacheca, questo trucco retorico tra litote ed eufemismo non è solo la spia della vergogna che impedisce ormai agli stessi sindacati di chiamare sciopero lo sciopero e chiusura la chiusura. È la prova definitiva che in Italia c’è un’emergenza Colosseo.1

Tra litote ed eufemismo, tra carta da imballaggio che viene chiamata giornale e vaniloquenti, abbiamo assistito al miracolo del peggioramento qualitativo di un “giornale” che dopo aver perso gran parte del suo appeal con l’uscita di scena di Berlusconi, si è riposizionato sul mercato facendo il Fede di Renzi.

Che in Italia si continuino a sovvenzionare con fondi pubblici giornaletti e spedizioni a tariffe agevolate, per dirci quanto era santo Padre Pio e quanto fa bene il governo nella sua ennesima zingarata contro i lavoratori, ricomprendendo nottetempo i musei nei servizi essenziali, senza fare cenno ai tagli cui questi sono sottoposti e senza dotarli di tutti gli strumenti che questa classificazione imporrebbe se non per coerenza, almeno per logica, appare paradossale.

Quei “lavoratori” che ieri hanno indetto assemblea hanno creato un disagio. I turisti si saranno risentiti. Le “centinaia” di guide turistiche che il sottosegretario ha evocato forse pure.

Ma quei “lavoratori” stavano manifestando il disagio di non percepire parte dello stipendio.
E se quelle persone hanno le virgolette attorno al loro essere lavoratori, è perché i lavoratori sono quelli che vengono pagati per il lavoro che fanno.

Già i soliti sindacati dicono che bisogna protestare ma senza creare disagio. Siamo l’unico paese al mondo dove il sindacato è un gran parte filo-governativo eppure è attaccato dal governo.
Tutto già visto.

L’unica vera novità sarebbe eliminare il finanziamento pubblico di questa “carta per il pesce che non è carta per il pesce” perché è inchiostrata, e destinare i fondi ai musei, a partire da coloro che ci “lavorano”, perché ci lavorino.

* * *

  1. Colosseo, il paradosso nazionale tra assemblee e centurioni – Repubblica.it

Applicazioni Mobile McDonald’s Italia

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“Non so cosa scegliere!”. Quante volte ti trovi indeciso davanti a tante cose buone! Ad aiutarti ci pensa la nuova sezione dell’app McDonald’s: è arrivata “Cosa ti va?” Basta inserire l’orario della giornata e un sapore che stuzzica il tuo appetito. “Cosa ti va?” ti consiglierà in un attimo il prodotto che fa per te in quel momento, tra le tante delizie dell’offerta McDonald’s.Allora, cosa ti va?

Tipo 13:35, pollo.
E l’app ti dice: mangia il pollo!
Grazie!

Poi c’è l’app “Non sai dove andare?” che, vabbeh.

Comunque l’idea c’è: tu non sai cosa scegliere è per impostare l’app scegli; non è l’app che è idiota, sei tu.

Da: Applicazioni Mobile | McDonald’s Italia

P.S.: Ah, la famosa… M gialla… su… ehm… sfondo verde

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Equo compenso

Il dm specifica, anche, che entro il 30 novembre e il 31 maggio di ogni anno il Servizio Polizia Stradale provvede a verificare le spese di accertamento e di notifica dei verbali di contestazione dovute a Poste, così da assicurare l’idonea copertura economica delle suddette attività. Con tali somme, si legge nel decreto, si rimborsa la società Poste Italiane per la fornitura degli adeguamenti dei software, già nella disponibilità della Polizia Stradale, nonché per i costi relativi all’hardware e al software di base necessari a supportare tali applicativi.1

Domanda: il rimborso è determinato o più multe si fanno e più costa ‘sto software? I software di base per supportare tali applicativi significa un sistema operativo da installare in poste per ogni applicativo per le notifiche, per ogni multa da inviare?

Mi tornava in mente questo:

Qualcuno di voi avrà senz’altro letto, su Quattroruote di febbraio, la mini inchiesta sulle spese di notifica delle multe. Non sto qui a ripetere i risultati di quel viaggio tra 60 comandi di polizia municipale (e provinciale, in alcuni casi) di tutta Italia che hanno mostrato come le spese di accertamento e notifica possano variare dai dieci euro della municipale di Genova ai 22 euro della provinciale di Bologna.2

E pensavo a quanto potessero rosicare quelli della municipale di Genova che non sono ancora passati a nuovi software di base e restano con vecchi applicativi e relativo hardware. E pure a quelli di Bologna a Poste Italiane rimborsano già l’adeguamento del 2020.

* * *

  1. Multe, dal 16 settembre rincari su sanzioni .. – Asaps.it Il Portale della Sicurezza Stradale
  2. Ma quant’è sospettosa (a volte) la polizia « AutoDifesa

iTVTB

Per ora ho aggiornato a iOS 9 solo un vecchio iPhone 4s.

E per ora non posso dirne né bene né male, perché su quella macchina non cambia praticamente nulla rispetto a iOS 8.
Se leggete recensioni riportanti crimini contro l’umanità di iOS 9 su iPhone 4s, ecco no.

Però è di ieri l’altro un’intervista di Tim Cook in televisione (non metto link, tanto CBS non vuole che vediate il Late Show in Italia, e poi sticazzi), in cui diceva che è al corrente che il bloatware, ovvero le app messe di default e non rimovibili che non servono ad un cazzo, come Borsa, Bussola, Suggerimenti sono odiose e faranno per renderle rimovibili prossimamente.

Infatti.

Su iOS 9 hanno tolto Edicola e non hanno messo (per ora, in Italia) News.
Quindi se avevate comprato delle riviste e queste stanno in Edicola, pouf, niente riviste e niente soldi indietro.
Chiaro? Non dite che non lo sapevate, eh?!
Ah, non ve l’ha detto nessuno prima?
Pazienza, dai.

Edicola è ridiventata una cartella, con dentro le singole app (se le avete, se girano su iOS 9) delle riviste.

E poi, coerentemente con quanto detto da Cook, ha reso di default e non rimovibile Trova amici.

Trova amici. Cazzo.
Ti immagini sull’iPad Pro Trova amici?
Non manderemo più e-Mail aziendali ai colleghi, ma i ciaoni all’amicetti dell’uffi.

iBC by Jonny Hive

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Quando uscì l’iPad io dissi che non sapevo che farmene.
Poi uscì iPad 2 ed io nel frattempo avevo riempito l’ultima libreria in casa.
Con più di duemila libri e non so quante riviste (i primi li censisco, le seconde no, ma ad esempio l’intera collezione di Ruoteclassiche sono circa tre metri lineari) in casa o io o loro.
In effetti la soluzione fu che nuovi libri (ad eccezione di quelli in cui il testo non fosse prevalente) e tutte le riviste possibili da iPad 2 in poi sarebbero stati solo digitali. E così fu.
Poi usci l’iPad Air, che adesso ancora lo vendono insieme ad iPad Air 2 (dello scorso anno) iPad mini 2 (di due anni fa), il nuovo iPad mini 4 (presentato la scorsa settimana) e l’iPad Pro (disponibile da novembre prossimo con la copertina con la tastiera e la penna da attaccare al connettore Lightning, sembra di essere tornati allo Spectrum con Interface 1).

Vabbeh.

iPad Pro ha delle caratteristiche da computer desktop, dicono loro, perché ha una grafica da simulatore Ferrari, un processore a 64 bit (anche la Mefistofele della Fiat aveva un sei cilindri avio da 21.706 cm3) e ben 4 GB di RAM (ma che non si sappia troppo in giro). E ci si fa esattamente quello che ci si fa con tutti gli altri iPad, e non ha l’antispam nel sistema operativo.

Ma, sopratutto, NON ci si fa tutto quello che NON ci si fa con tutti gli altri iPad.
Ad esempio NON ci si fa drag-and-drop di un cazzo di PDF. Ma nemmeno ci attacchi un drive USB, eh. No, devi passare per il Montana (USA) e riscaricartelo via WiFi o 4G anche se lo tieni attaccato al Mac sulla stessa scrivania.
Certo puoi utilizzare iTunes; d’altronde chi non guarnirebbe una torta con le mani sporche di merda?

Per dire cosa?
Che alla fine se uno non vuole la versione con tastiera non staccabile dell’iPad Pro, ovvero il MacBook (spoiler: non compratelo adesso, il MacBook 2 lo faranno anche Oro Rosa), ecco l’unico modo che hai per farti i cazzi tuoi con la roba tua e portartela appresso è prendere un MacBook Air i7 da undici pollici.

E pensare che c’era gente che si chiedeva a cosa potesse mai servire.
Ecco, serve a fare quello che vorresti fare con i tuoi dati nel 2015, senza far sapere tutti i cazzi tuoi ad Apple, Google, Dropbox, GnikGnok, ecc. con un’adeguata potenza di calcolo, un’adeguata capacità di memoria e, appunto la possibilità di portarti appresso un oggetto piccolo, potente e non lobotomizzato, con dentro quello che vuoi grazie alla magia del prendo-una-penna-USB-e-ci-passo-i-cazzi-miei™.
E se ho fretta e tanta roba lo faccio partire come disco e lo collego Thunderbolt 2™.

Una roba da 2015, insomma.

* * *

Immagine da B.C. Comic Strip, July 25, 2015 on GoComics.com

Ti conosco, mascherina

Non so se avete notato, ma lo stile delle automobili è ciclico.
E non va quasi mai nella direzione di quelli che sanno e anticipano; un esempio famoso furono le concept degli anni ’80 in cui i fari tendevano a diventare sempre più sottili. La realtà la conosciamo tutti: non solo i poliellissoidali non hanno portato a fari sempre più affilati, ma hanno semmai portato a frontali quasi tutti occupati da fari, quasi tutti occupati da plastica cromata e qualche punto luce qua e là.
Negli anni 2000 non erano inconsuete auto con l’anteriore composto dai due fari con in mezzo un logo.
Però negli anni ’80 questo vaticinio del faro filiforme e delle conseguenti vetture UFO faceva molta presa perché la auto di produzione in serie erano in realtà della scatole che davanti avevano un buco rettangolare riempito da due rettangoli (i fari) con in mezzo un rettangolo in plastica nera, la mascherina.

La linee affusolate si sono andare a fottere con le normative per l’urto pedone, che hanno privilegiato non macchine alte 40 pollici, ma 40 piedi, semmai. Quindi dopo le rotondità di primi anni ’90 sono arrivati i furgoni.
La fantasia del designer s’è buttata sui fari a parete; metri e metri quadri di fari più o meno storti hanno ornato questi parallelepipedi con le ruote nel tentativo di dare loro una grazia che poi non ha visto nessuno.

E siccome appunto nessuno ha visto né grazie e né bellezza in questi costosissimi Picasso di luce, alla fine, con buona pace dei visionari, le case automobilistiche hanno ripreso a fare del frontale un buco rettangolare riempito di rettangoli col logo al centro.

Ha iniziato la VW, prima con la nuova Passat

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ed oggi con la Tiguan

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Ora, non so voi, ma a me ricorda tanto questo

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E le chiamano novità.

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Immagini da

  1. Volkswagen Passat (2014) – Quattroruote
  2. Nuova Volkswagen Tiguan – Prime Foto E Informazioni Ufficiali – Quattroruote
  3. A.R.O.C. Alfissima » Alfa 90

Come vado? Posso?!

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Camera Restricta is a speculative design of a new kind of camera. It locates itself via GPS and searches online for photos that have been geotagged nearby.
If the camera decides that too many photos have been taken at your location, it retracts the shutter and blocks the viewfinder. You can’t take any more pictures here.

Da: Camera Restricta by Philipp Schmitt, Interaction Designer

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Immagine da https://commons.wikimedia.org/wiki/File%3AMona_Lisa_moustache.jpg

3 GBP = 2 EUR

Secondo i sondaggi realizzati prima del voto, Corbyn è riuscito a vincere sfruttando il sostegno dei nuovi iscritti al partito, soprattutto i cosiddetti “membri da tre sterline”, cioè coloro che si sono iscritti pagando una quota ridotta in occasione delle primarie di partito (un meccanismo vagamente simile a quello di diverse primarie passate del Partito Democratico italiano, dove anche i non iscritti hanno potuto votare pagando due euro). Un’altra ragione della sua vittoria è stata la modifica delle procedure di voto alle primarie introdotta lo scorso anno.

Da: Jeremy Corbyn è il nuovo capo dei laburisti britannici – Il Post