La Renpubblica e il paradosso

ACCANTO al paradosso di Zenone sulla tartaruga più veloce di Achille, da ieri è entrato nella storia della filosofia anche il paradosso del Colosseo dove “la chiusura non è chiusura, ma apertura ritardata”. Questa perifrasi in sindacalese da bacheca, questo trucco retorico tra litote ed eufemismo non è solo la spia della vergogna che impedisce ormai agli stessi sindacati di chiamare sciopero lo sciopero e chiusura la chiusura. È la prova definitiva che in Italia c’è un’emergenza Colosseo.1

Tra litote ed eufemismo, tra carta da imballaggio che viene chiamata giornale e vaniloquenti, abbiamo assistito al miracolo del peggioramento qualitativo di un “giornale” che dopo aver perso gran parte del suo appeal con l’uscita di scena di Berlusconi, si è riposizionato sul mercato facendo il Fede di Renzi.

Che in Italia si continuino a sovvenzionare con fondi pubblici giornaletti e spedizioni a tariffe agevolate, per dirci quanto era santo Padre Pio e quanto fa bene il governo nella sua ennesima zingarata contro i lavoratori, ricomprendendo nottetempo i musei nei servizi essenziali, senza fare cenno ai tagli cui questi sono sottoposti e senza dotarli di tutti gli strumenti che questa classificazione imporrebbe se non per coerenza, almeno per logica, appare paradossale.

Quei “lavoratori” che ieri hanno indetto assemblea hanno creato un disagio. I turisti si saranno risentiti. Le “centinaia” di guide turistiche che il sottosegretario ha evocato forse pure.

Ma quei “lavoratori” stavano manifestando il disagio di non percepire parte dello stipendio.
E se quelle persone hanno le virgolette attorno al loro essere lavoratori, è perché i lavoratori sono quelli che vengono pagati per il lavoro che fanno.

Già i soliti sindacati dicono che bisogna protestare ma senza creare disagio. Siamo l’unico paese al mondo dove il sindacato è un gran parte filo-governativo eppure è attaccato dal governo.
Tutto già visto.

L’unica vera novità sarebbe eliminare il finanziamento pubblico di questa “carta per il pesce che non è carta per il pesce” perché è inchiostrata, e destinare i fondi ai musei, a partire da coloro che ci “lavorano”, perché ci lavorino.

* * *

  1. Colosseo, il paradosso nazionale tra assemblee e centurioni – Repubblica.it

2 thoughts on “La Renpubblica e il paradosso”

  1. Non so, fossimo a S. Donato Milanese, chiuso il Colosseo non ci sarebbe più niente da vedere. Siamo a Roma. Chiuso il Colosseo ci sono altre settordicimila cose da visitare, molte gratuite, tipo le chiese. Se il turismo diventa servizio essenziale, allora lo è qualsiasi cosa.

    Su Repubblica non mi esprimo, che hai detto tutto tu.
    :-(

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