Il Foeuradiball

Il Recall. La modalità politica con cui si è realizzata la fine della consiliatura è stata dolorosa e controversa. Tutti noi 19 eletti del Pd nell’Assemblea Capitolina abbiamo dibattuto, ci siamo confrontati e alla fine ci siamo assunti una responsabilità enorme. L’abbiamo fatto con l’animo pesante, pressati da una legge che non ci offriva altra strada: eravamo i rappresentanti eletti e dovevamo in quel momento decidere per i nostri elettori. Ma la legittimità della nostra scelta rischia di indebolire in futuro il valore del voto, cosa che rispetto alla crisi della partecipazione democratica è un fattore non secondario. Abbiamo usato gli strumenti che avevamo ed oggi, ancora una volta, non faccio fatica a dire che quegli strumenti sono insufficienti. Introduciamo allora per le grandi città il meccanismo del recall, ovvero la possibilità direttamente agli elettori con specifici procedimenti straordinari di poter confermare o togliere la fiducia al Sindaco. Creiamo le condizioni perché nelle grandi città i cittadini possano, se in via straordinaria si manifesta la necessità come è successo a Roma, confermare o sfiduciare il Sindaco in corso di mandato.

Il messaggio è il seguente: siccome per levarsi Marino dai coglioni hanno costretto noi consiglieri a dimetterci, esponendoci al pubblico ludibrio e ricattandoci al contempo, allora se introduciamo il recall, così in inglese sennò si capisce, quando decidono di togliersi un sindaco eletto col voto dei cittadini dalle palle (anche perché il prossimo potrebbe non essere uno dei nostri, e così pure nelle altre città metropolitane), invece di farci prendere la responsabilità di quello che facciamo, lo fanno i cittadini e noi che possiamo farci?

E poi se i cittadini sbagliano sindaco possiamo sempre ovviare.

Da Roma, tre proposte per una consiliatura costituente | l’Unità TV

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Il titolo (visto che dobbiamo adottare il modello Milano): Sui giornali ho letto una frase in lombardo di Umberto Bossi a proposito degli sbarchi a Lampedusa dal Nord Africa, scritta ogni volta in una maniera diversa (fora dai ball, fèra dei bal …). Ma si può sapere come si scrive davvero in dialetto questa espressione? | Treccani, il portale del sapere

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