Meglio un grammo da leone che fino a venti volte il consentito da Agnelli

La decisione di FCA di non presentarsi alle autorità tedesche è stata appoggiata dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, che ieri in serata è intervenuto sulla vicenda. “In una lettera inviata mercoledì al ministro tedesco Dobrint”, ha fatto sapere il ministro in una nota, “abbiamo chiarito che c’è piena disponibilità del costruttore FCA, i cui modelli sono omologati in Italia, nel fornire all’Autorità di omologazione le informazioni sulle emissioni, ma il dialogo ufficiale deve avvenire tra le Autorità di omologazione». «Quindi — ha aggiunto Delrio — per l’Italia il ministero delle Infrastrutture e i Trasporti, e per la Germania il KBA, che è l’autorità competente, «così come previsto dalla direttiva quadro 2007/46/CE, invece che proseguire nell’interlocuzione diretta con il costruttore».1

Fiat Chrysler Automobiles N.V. (naamloze vennootschap) (FCA), azienda italo-statunitense di diritto olandese (dunque sede legale in Olanda) e domicilio fiscale a Londra e quotazione nel NYSE (Wall Street)2, si riscopre italiana.

Le tasse le prendono gli altri, e noi litighiamo coi tedeschi che hanno acceso il ventilatore e ci hanno messo dentro l’ossido di azoto.

* * *

  1. Caso emissioni in Germania – FCA Non Si Presenta Al KBA. Delrio Appoggia La Decisione – Industria – Quattroruote.it
  2. Fiat Chrysler Automobiles – Wikipedia

2 thoughts on “Meglio un grammo da leone che fino a venti volte il consentito da Agnelli”

  1. Il contrario: la sede legale è in Olanda, mentre quella fiscale in UK. Tant’è che nella classifica ufficiale in R&D di Bruxelles sui gruppi industriali risulta proprio che accanto al nome FCA ci sia la bandiera dei Paesi Bassi!
    Per il resto son d’accordo, questo finto orgoglio patriottico è davvero ridicolo da parte di Marchionne e i suoi sodali che parassitano sulle poltrone parlamentari.
    Ma poi mi viene pure un dubbio: se un’automobile è immatricolata in un determinato Stato, a prescindere dalla nazionalità del marchio, quello Stato non ha forse il diritto di farci sopra tutte le verifiche che vuole, tramite i suoi enti nazionali di controllo, ecc. ?

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