Tafazzi://

Mozilla rifà il logo.

Dopo lo scroto stilizzato di Airbnb, annunciano “adesso la parte divertente”; immagino per quelli che li perculeranno.
E poi quell’adesso fa immaginare che, dopo tutti i fallimenti, un po’ di svago prima di chiudere ci sta tutto.

Il più fresco che propongono è roba di vent’anni fa, con i giochetti (Moz://a) che non capisce nessuno nemmeno con un manuale davanti.
E parliamo di comunicazione visiva, eh.

Il resto è tra grafica Atari e disegni del banbino Giggi in seconda elementare.
E tutto, tutto, già visto: Monsters & Co, campeggio o logo turismo regionale, Napster, Zune (mammamia!), MacDraw 2, ecc.
E nessuno con un costruttivo dietro, percarità.

No, non vi metto qui nessuno di questi, andate sul loro blog e vedete voi: Now for the fun part. – Mozilla Open Design

Cazzi vostri

At DEF CON, hackers revealed that connected vibrators keep a diary of their owners’ sex life — and send this data to the developer:

What happened?

The company that produces the We-Vibe 4 Plus is called Standard Innovation. It claims the device is the number one couples’ vibrator in the world. In comparison to the base model, the We-Vibe 4, the Plus version supports remote control through a mobile app that can be installed on the phones of both partners. Users can create “playlists” — basically, sequences involving vibration intensity and frequency.

All well and good, so far. But the devil is in the details: The same app that keeps a diary of your sex life also shares that intimate data with the developer.

Da Leaky Internet of Things, or How hackers invaded my vibrator

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