New MacBook Cons

Question from David: The lack of a 32GB BTO option for the new MBPs raised some eyebrows and caused some concerns (me included). Does ~3GBps bandwidth to the SSD make this a moot issue? I.e. memory paging on a 16GB system is so fast that 32GB is not a significant improvement?

Schiller’s answer: Thank you for the email. It is a good question. To put more than 16GB of fast RAM into a notebook design at this time would require a memory system that consumes much more power and wouldn’t be efficient enough for a notebook. I hope you check out this new generation MacBook Pro, it really is an incredible system.

Se è per quello, se li tieni spenti consumano ancora meno batteria.
Ma perché chi li compra si ostina a volerli usare?

Da New MacBook Pros Max Out at 16GB RAM Due to Battery Life Concerns

P.S.: Comunque ammazza le cazzate…

Tutto sommato

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Al netto di qualche centinaia di euro di adattatori, considerando che non ci potete attaccare nemmeno una penna USB, beh, dai ci sta.
Chissà che cosa ci faranno con l’Apple Campus 2; forse un concessionario Tesla?

Un bilancio di cartapesta

Nel 2017, poi, le Regioni a statuto ordinario dovranno girare a quelle a statuto speciale 500 milioni, a titolo di “indennizzo” per il taglio dello scorso anno al Fondo, che non doveva toccarle in virtù della loro condizione “speciale”. A proposito di riforme costituzionali da fare.

Ancora con questi che vorrebbero lo jodler o mi votu e mi rivotu come inno nazionale?

Da Un bilancio di cartapesta – Phastidio.net

Michele Aranzulla

Adesso che Michele Serra ci ha spiegato che votare al referendum non si può che fare senza cognizione di causa, se cortesemente dedica un’Amaca a come mettersi i pantaloni (uno per gamba) mi risparmia almeno quindici minuti al giorno.

Grazie.

L’ho preso andando in giro a piedi scalzi

Subito veloce. Per tutto il fine settimana, Alessandro ha avuto i riflettori puntati addosso. Dopo le medaglie paralimpiche, il sogno era quello di tornare in macchina e fare subito bene. Con la sua solita passione capace di muovere le montagne, si è calato nell’abitacolo della M6 GT3 con il chiaro obiettivo di andar subito veloce. Nonostante una condizione fisica non perfetta e un fastidioso mal di gola – che lui stesso ha ironicamente commentato, dicendo “L’ho preso andando in giro a piedi scalzi” – Alex ha registrato un terzo tempo nella prima sessione di prove libere del venerdì, l’ottavo tempo in qualifica per Gara 1 e il terzo tempo nella qualifica per Gara 2

Da Italiano GT – Alex Zanardi vince al Mugello – Quattroruote

Vieni avanti creativo 2

cdm

clpi

Largamente immeritato

Rientro nella categoria di coloro che considerano il Nobel una cosa privata dell’Accademia delle Scienze Svedese, che quindi ne dispone come vuole.
Non storsi quando lo assegnarono a Dario Fo; anzi, lo collego ad un momento spensierato della mia vita, visto che all’arrivo della notizia ero al botteghino del Teatro Carcano di Milano per comprare i biglietti de Il diavolo con le zinne del trio Fo, Rame, Albertazzi.
Però, sempre in tema di trio, il Nobel per la letteratura a Solenghi lo considero largamente immeritato.

Il buco dell’ozolfo

Il nodo del biossido di zolfo. L’iniziativa dell’UE va anche nella direzione di spingere verso una riduzione progressiva ma drastica di emissioni. Il boom delle elettriche, però, potrebbe avere come conseguenza proprio quella di aumentare le emissoni, in particolare quelle di biossido di zolfo. L’Agenzia europea per l’ambiente, infatti, in un recente report ha illustrato come l’aumento di biossido di zolfo conseguente ai processi di produzione dell’energia, in presenza di centrali elettriche a carbone, da qui al 2050 potrebbe essere cinque volte superiore rispetto a quello di uno scenario privo di auto elettriche. Il report ipotizza anche che l’incremento delle auto a batteria potrebbe gravare l’attuale capacità elettrica complessiva e per questo potrebbe essere necessaria la costruzione di 50 nuove centrali in tutta Europa. “Il numero crescente di veicoli a batteria avrà bisogno di sempre maggiore energia e diventerà quindi cruciale la fonte di approvvigionamento”, ha dichiarato il membro dell’Agenzia europea Martin Adams, spiegando che è sì auspicabile che venga fatto uso di fonti rinnovabili, ma è anche importante avere coscienza dei limiti strutturali di alcuni Paesi UE. Per questo, ha detto, “è necessario sviluppare un sistema di energia più sostenibile”.

Eggià, la corrente non la fa lo spirito santo, e produrla inquina.
E l’infrastruttura in un paese fatto di paesini sui cucuzzoli come il nostro sarà un bagno di sangue e provocherà necessariamente un cambiamento nella demografia.
Oltre al fatto che senza metodi di produzione alternativa, ed adeguamenti legislativi che li legalizzino, sarà sempre più difficile produrla.

Da Veicoli elettrici – L’UE vuole punti di ricarica in ogni nuovo edificio dal 2019 – Quattroruote

Mi spiego meglio

È chiaro cosa intendo con

i voti dell’America (America, poi, statunitensi, cazzo) migliore1

?!

* * *

  1. eDue – Pesa più un pelo di fica

O la spina o la canna

In Germania stanno cercando di rifarsi una verginità provando a mettere al bando le auto con motore endotermico entro il 2030.
Lasciamo perdere se sia vero e se la questione sia davvero in questi termini.
Lasciamo anche perdere la tecnologia, perché a fronte di richiesta (o, parimenti, di disincentivi) l’industria ha sempre dimostrato di avere capacità di tirare fuori tecnologie a costi formati in modo da essere vendibili.
Siccome voi sapete che a me piacciono molto le macchine, ma che le considero comunque un qualcosa di tecnologicamente fermo agli ultimi anni del diciannovesimo secolo (e in parte mi piacciono per quello, sia chiaro), non ho problemi ad immaginare una macchina spinta da uno o più motori elettrici alimentati da batterie che si carichino in 5 minuti e garantiscano un’autonomia di 500/600 km.
Solo che perché questo accada, è necessario che uno abbia modo di ricaricarle.
Ecco, se non sarà il 2030, sarà il 2035, ma non è molto tempo, sopratutto in un paese in cui non c’è alcuna infrastruttura di ricarica da nessuna parte, e che dipende per la produzione di energia per più del 60% da non rinnovabili (ebbene sì, il Italia il 30 e rotti percento dell’energia che serve attualmente è prodotta da rinnovabili, non siamo messi niente male).
Se non cominciamo subito, oggi pomeriggio, domani, a pensate una politica energetica che consenta di sostenere questo cambiamento e progettare e realizzare un’infrastruttura che lo implementi, la Terra continuerà a girare lo stesso, e noi saremo quelli che cent’anni fa erano la patria dell’automobilismo.
Potremo anche tirare fino al 2040 con ciuf ciuf, ma prima o poi questa vera rivoluzione (altro che minchiate 4.0, qui parliamo di logistica e trasporto, la spina dorsale di un paese, mica chiacchiere) ci collocherà tra i paesi del terzo mondo anche in questa classifica.
Oggi non lo siamo, ma appunto, il pianeta di noi se ne fotte.
Quello elettrico è un treno che non possiamo perdere; ahr, ahr… ma ce la faremo. Cof, cof.