Capite perché non riusciamo a venderla?

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“Copertina d’autore”, ecco Walter De Silva (VIDEO)

Visto il video, ecco cosa dicevo della 156 e di Walter De Silva1:

La 156 è una delle cose più belle che abbia girato sul pianeta.
E gira ancora.
Per quanto mi riguarda De’Silva può andare a lavorare anche alla Hyundai, restando uno dei più grandi designer della storia dell’automobilismo; La 156 è una macchina che dimostra chiaramente un’enorme cultura di marchio e di design. Pur essendo moderna ed avendo probabilmente salvato l’Alfa (assieme alla 147 il cui frontale è ripreso dalla 6C 2500 villa D’Este) nel dopo 155 (brrrrrr), aveva forti e chiari richiami alla storia della Casa.

Ad esempio i fori ovali attorno alla mascherina, e tutta l’impostazione del frontale sono presi dalla 2900 B.

Eppure non sono copie, non sono Fiat 500 o VW Beetle; sono evoluzioni in chiave moderna; riportano tutti gli stilemi di vetture di ben sessanta anni prima eppure proiettano il marchio in avanti.

Ecco, uno così è un grande, uno con una cultura del design enorme ed una non comune capacità di sintesi.

E oggi Carlo Cavicchi su suo blog2:

E ho pensato alla cara Alfa 156, più vecchia addirittura di sette anni, che ha ancora una purezza irraggiungibile. E ho fatto il più facile dei 2+2: disegnata dalla stessa mano. Vorrà pur dire qualcosa.

* * *

  1. eDue – Detailing su Alfa Romeo 156 SportWagon
  2. CAVICCHI, Carlo – Invecchiare bene, la scommessa difficile di troppe auto.
  3. Ruoteclassiche –La “Copertina d’autore” di walter De Silva (video)
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3 thoughts on “Capite perché non riusciamo a venderla?”

  1. Ammazza quanto è invecchiato… finora ho sempre creduto che fosse praticamente fuggito da VW a causa del dieselgate, ma ora che lo guardo – e pure da quello che NON dice nel video – direi che semplicemente si è rotto le scatole e vuole godersi la pensione.
    Spero almeno che abbia lasciato un’eredità da portare avanti, dopotutto anche la seconda generazione di A5 è assai graziosa…
    Comunque sia, respect: mi è sempre piaciuto il suo stile pulito ed equilibrato, perfetto contraltare alle sfrontatezze (sempre belle) del collega Giorgetto.

    1. A me Giugiaro non è mai piaciuto, ma non significa che non ne riconosca il valore.
      Alcune delle macchine che ha disegnato sono semplicemente una parte di me: l’Alfasud, l’Alfetta GTV, per dire.
      Anche 159 e Brera (forse sarebbe meglio dire Brera e 159), se non fossero stati dei furgoni Opel con meccanica Holden, e se la Fiat di allora non si fosse ridotta alla canna del gas facendo monnezza.
      Però Giugiaro m’è sempre sembrato di bocca buona, che per chi deve vivere del suo lavoro va anche bene e ci sta, si è spesso accostato a brutture veramente inguardabili: Schighera e Visconti per dirne due così senza cercare.
      Ma non dimentico nemmeno la 33 Iguana che però ha subito smentito con la (Sud) Caimano.
      Insomma uno che non è riuscito a mantenere il livello costante anche se nessuno sa davvero perché.

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