Racket 4.0

To avoid the draconian locks that John Deere puts on the tractors they buy, farmers throughout America’s heartland have started hacking their equipment with firmware that’s cracked in Eastern Europe and traded on invite-only, paid online forums.

Tractor hacking is growing increasingly popular because John Deere and other manufacturers have made it impossible to perform “unauthorized” repair on farm equipment, which farmers see as an attack on their sovereignty and quite possibly an existential threat to their livelihood if their tractor breaks at an inopportune time.

Dedicato agli estimatori incondizionati dell’auto elettrica e dell’industria 4.0

Da Why American Farmers Are Hacking Their Tractors With Ukrainian Firmware – Motherboard

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9 thoughts on “Racket 4.0”

  1. Osserverai che il grosso di quello che il software illegale fa, è in realtà una serie di modifiche EFFETTIVAMENTE illegali, tipo cambiare il conteggio delle ore di funzionamento, i limiti di velocità ed i parametri di iniezione e compressione (che sono stati impostati, si suppone, nel miglior compromesso tra prestazioni, consumi e emissioni).

    Il tutto coperto dal teorico “The nightmare scenario, and a fear I heard expressed over and over again in talking with farmers, is that John Deere could remotely shut down a tractor and there wouldn’t be anything a farmer could do about it”. Un po’ come quando lagggente diceva che la protezione dell’audio nel negozio di iTunes impediva di usare l’audio su dispositivi non Apple, la Apple a tolto la protezione ma lasciato un marchio (per vedergli il bluff), e lagggente è partita a dire che levava il marchio perché “se per caso mi rubano l’iPod e poi il ladro mette la musica che c’è dentro su un sito pirata, finisco in galera”.

    1. Il software fa fare quello che chiunque abbia un Fiat 700E può fare; ripararlo.
      E, volendo, anche prepararlo, perché no, in termini di limiti di velocità (in aratura) e dei paramatri di iniezione e compressione.
      Dura di meno? Lavora peggio? E si scasserà di più, pazienza; è mio.

      Il grosso dell’articolo, osserverai, parla di

      A license agreement John Deere required farmers to sign in October forbids nearly all repair and modification to farming equipment, and prevents farmers from suing for “crop loss, lost profits, loss of goodwill, loss of use of equipment … arising from the performance or non-performance of any aspect of the software.” The agreement applies to anyone who turns the key or otherwise uses a John Deere tractor with embedded software. It means that only John Deere dealerships and “authorized” repair shops can work on newer tractors.

      “If a farmer bought the tractor, he should be able to do whatever he wants with it,” Kevin Kenney, a farmer and right-to-repair advocate in Nebraska, told me. “You want to replace a transmission and you take it to an independent mechanic—he can put in the new transmission but the tractor can’t drive out of the shop. Deere charges $230, plus $130 an hour for a technician to drive out and plug a connector into their USB port to authorize the part.”

      Ovvero del diritto di risparmiare.

      E mi sfugge il perché questo debba essere illegale, al punto che in alcuni parlamenti federali statunitensi, si stanno discutendo leggi che esentano i mezzi agricoli da qualunque imposizione in merito.
      Detto in altri termini, se io compro un trattore, perché mai dovrei chiamare solo te per ripararlo?
      Chiamo chi voglio.

      Sarebbe diverso il discorso di qualcuno che invece di comprare un trattore lo noleggi con un pacchetto di interventi di manutenzione: intanto perché appunto non l’hai comprato (e quindi non è tuo, nei hai il possesso a fronte di un contratto e lo usi nei limiti del contratto), e poi perché chi ne ha la proprietà e te ne concede il possesso, decide giustamente chi deve metterci le mani.

      Ma se il mezzo è mio (proprietà e possesso, intendo), allora ne faccio quel che voglio.
      Anche romperlo a martellate per passatempo o mettere la cinghia servizi rossa per motivi estetici.

      In Europa, segnatamente, esiste una legge (la c.d. Direttiva MONTI, recepita col Dlgs 20/2002) che impone alle case di riconoscere la garanzia anche sulle riparazioni effettuate da officine indipendenti e con ricambi equivalenti.

      Quella in argomento è una imposizione che non consente di riparare un mezzo nemmeno con pezzi originali.

      1. E qui casca l’asino, come si dice.

        Perché la maggioranza del software in questione (e basta leggere la descrizione), con la legge sulle riparazioni non ha praticamente nulla a che fare. Il tizio parla di un problema (la legge che impedisce le riparazioni artigianali), ma il software indicato fa tutt’altro (ed è ben descritto cosa).

        Inoltre, no, non puoi cambiare i parametri del motore come vuoi, per dire, perché potrebbero rendere il trattore illegale in termini di emissioni.

        Il “diritto di riparare” è una onesta cazzata. Non sono più i trattori del 1920. E non c’è nemmeno più la GENTE del 1920.

        Cosa succede se usi il tuo “diritto di riparare” il trattore, fai una qualche idiozia ed il trattore va in fiamme? Ti dico io cosa succede: Succede che i giornali si riempiono di “Il trattore della John Deere ha preso fuoco ed ha ucciso il tizio sopra”. Come succede ai minorati che, dopo aver speso cinquecento euro di telefono, vogliono risparmiarne cinque sull’alimentatore, e poi il telefono gli prende fuoco sul comodino. Solo molto, MOLTO più grave.

        1. Il software fa tutto quello che può, lo usi come vuoi.
          Anche il software che usi sul PC potrebbe essere usato per scrivere virus informatici, e non per questo i compilatori e gli IDE sono illegali.

          Se in USA, oggi un mezzo ha problemi di emissioni, non frega davvero un cazzo a nessuno ed è un argomento davvero risibile alla luce del fatto che l’amministrazione Trump contesta perfino che l’inquinamento esista e che seppure fosse abbia un qualche impatto sul pianeta.
          Mi rendo conto che l’inquinamento è come la pelle de li cojoni, lasciamolo stare, va.

          Cosa succede se il trattore va a fuoco?
          Niente, succede che JD dice che il trattore era truccato pure se non è vero; USA, hai presente?

          I caricatori di terze parti per l’iPhone non sono vietati.
          Se ti prende a fuoco mentre lo usi ti dicono “cazzi tuoi” e lì finisce, non che sul giornale scrivono che Apple è piromane.

          1. C’è una grossa confusione qui: non è un compilatore. non è un “software qualunque”. non fa “tutto quello che vuoi”. È un software specifico per manomettere la centralina del trattore. Una delle “manomissioni” riguarda il post-servizio. Le altre riguardano un sacco di altre cose che, guarda caso, sono tutte illegali.

            Le leggi sulle emissioni esistono, e un qualcosa che modifica le emissioni del veicolo è illegale. Inutile buttarla giù sul fatto che Trump è Satana.

            Se il trattore va a fuoco, John Deere si trova nei guai, se non c’è un modo ragionevole di capire se era truccato.

            I caricatori non sono vietati. Per ora. Ma a forza di “l’iPhone ha preso fuoco, è tutta colpa di apple”, non mi stupirei se lo diventassero — o meglio, se la apple mettesse una qualche autenticazione.

  2. Sulla confusione hai ragione: perché continui a pretendere di avere ragione e quindi continuiamo a girare attorno al nulla. Non hai ragione, hai forse un’opinione diversa. L’ho capito e non la condivido.

    Non ti fissare sul fatto che il software (che viene dell’Europa dell’est) possa fare 100 cose, può fare tutto ma nell’articolo si parla del fatto che di quel software la parte interessante per i riparatori indipendenti è il keygen che consente loro di fare manutenzione. Le altre riguardano un sacco di cose che pure sticazzi, qui si parla del fatto che non puoi cambiare una cinghia se non hai il keygen.

    Le leggi sulle emissioni in USA se le sbattono al cazzo da prima di Trump, e se ne sbatteranno i coglioni dopo; l’amministrazione corrente contesta solo che l’inquinamento abbia effetti sul pianeta e sulla salute.
    Lasciamo stare l’inquinamento, a JD non interessa un pianeta più sano.

    Se il trattore va fuoco JD ha tutti i mezzi per far partire una campagna stampa da volgere a suo favore in questa vicenda, quindi probabilmente se lo augura; e questo a prescindere se il software sia o meno originale.

    Apple mette una qualche autenticazione, è passata a Lightning da Dock Connector per quello.
    Il problema è che l’autenticazione avviene con chip prodotti in Cina come tutto il resto, compresi gli alimentatori ORIGINALI.
    Poi si scopre che gli alimentatori ORIGINALI prendono fuoco ed Apple li richiama.
    Solo che richiama solo quelli in dotazione e non quelli (ORIGINALI) che hai comprato a parte su AppleStore.
    Al triplo di quelli commerciali.
    Mortacciloro.

  3. Permettimi, sono tutte cazzate. Il mercato del software “pirata” per il trattore gira molto più intorno alle funzioni di sabotaggio che al diritto di cambiare la cinghia (perché il software pirata che consente di cambiare la cinghia, sarebbe totalmente irrilevante per l’utente finale). Ha appunto cento funzioni.

    Se ho il trattore (che non costa come un iPhone) in garanzia, è probabile che io voglia fare qualche chilometro in più per mantenerla, piuttosto che andare dal Mio Amico Gggino che sa cambiare il pezzo per cinque dollari e fottermela. È solo una foglia di fico per coprire la volontà di avere accesso agli strumenti di sabotaggio. Come era una foglia di fico sulla volontà di piratare in liberà, la storia del watermark nella musica dell’iTunes store.

    “Le leggi sulle emissioni in USA se le sbattono al cazzo da prima di Trump”. ma con Trump hai iniziato tu. Le leggi sono leggi, si può fare finta che non ci siano, ma ci sono.

    “è passata a Lightning da Dock Connector per quello.” cazzate anche quelle: puoi usare un cavo da USB a lightning “originale” per collegarti all’alimentatore cinese da due dollari senza limitazione alcuna.

    “Poi si scopre che gli alimentatori ORIGINALI prendono fuoco ed Apple li richiama” dove? quando?

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