Make Pontida Great Again

Secondo l’ultimo bilancio del partito, chiuso pochi giorni fa, la Lega Nord ha a disposizione liquidità per appena 165 mila euro, beni patrimoniali per 5 milioni e 671 mila euro, soprattutto sotto forma di immobili come le sedi di partito, mentre i debiti sono pari a 1 milione e 569 mila euro. A causa di questa situazione, la Lega ha licenziato cinque dipendenti, che sono passati così da 34 a 29, per i quali ha chiesto la cassa integrazione anche per il 2017 (lo erano già dal 2016).

Sono sotto processo per truffa ai danni dello Stato, per 49 milioni di euro.
E questi vorrebbero amministrare una nazione.

Da La Lega rischia di dover restituire 49 milioni di euro allo Stato – Il Post.

Das Kartell

“La vicenda diesel non è un fallimento delle singole società. È il risultato di anni di intrallazzi dell’industria automobilistica tedesca. Audi, BMW, Daimler, Volkswagen e Porsche hanno parlato fra loro per più di mille incontri. Lo smascheramento di un cartello”. Sostiene il giornale che, per circa 20 anni, oltre 200 manager di queste Case hanno avuto riunioni per coordinare congiuntamente lo sviluppo di modelli, determinare i costi e scegliere i fornitori: “Hanno cooperato in segretezza, come se fossero divisioni della stessa azienda, la German Auto Inc.: un vero e proprio cartello”1.

Bene, vi ricordate di questo? Una in tutta la Germania? – eDue

* * *

  1. Il cartello tedesco – Der Spiegel: “Vent’anni di accordi sottobanco” – Quattroruote.it

Ius suole

Zaytsev, uno dei giocatori più forti della Nazionale, non ha chiesto un permesso e non è nemmeno infortunato: la sua convocazione è stata revocata per dei disaccordi che riguardano le sue scarpe, per cui è intervenuto anche il presidente del CONI Giovanni Malagò, ma senza successo. Ivan Zaytsev ha 28 anni, è figlio di due pallavolisti russi ma è nato e cresciuto in Italia ed è cittadino italiano dal 2008.

E lo chiamano sport.

Da Il problema delle scarpe di Ivan Zaytsev – Il Post

Animated Sheet Music: “Giant Steps” by John Coltrane

L’inarrivabile John Coltrane – Il Post

L’ultima riga della favole

Qualche giorno dopo Gramellini ha letto il pezzo sul Resto del Carlino, non si è penato di telefonare a Ortichi per chiedere come stavano le cose (me l’ha detto lui stesso, Ortichi) e ci ha fatto direttamente un pezzo in prima pagina del Corriere riassumendo quello del collega locale e aggiungendo di suo che per trovare una cameriera “l’albergatore le ha provate tutte”, mentre non aveva messo neppure un annuncio se non sulla sua bacheca Facebook.
Fine della storia.

Gramellini ha letto su un giornale un pezzo inventato, ci ha aggiunto un po’ di sociologia al suo livello e poi l’ha scritta sulla raccolta quotidiana di favole che dalle sue parti chiamano giornale.

Da La vera storia della “cameriera scomparsa” – Piovono rane – Blog – L’Espresso

Argent de poche

Nel 2015, quando sindaco era Ignazio Marino, i cinque stelle avevano presieduto una commissione speciale e spulcia qui, spulcia là, recupera l’Imu, adegua gli affitti, chiedi i tributi al Vaticano, rivedi le concessioni balneari, sistema gli introiti dalle associazioni sportive, fai pagare per i tavolini dei bar, e insomma bastavano questi risparmiucci per recuperare un miliardo all’anno. Solo coi risparmiucci. Poi tutto il resto. E perché Marino e i suoi predecessori non lo facevano? «Nel migliore dei casi sono conniventi, nel peggiore corrotti». Dopo, dicevano i cinque stelle, si finisce col pretendere «l’immancabile finanziamento salva-Roma». Facile no? Però, porca miseria, dei risparmiucci non si è saputo più nulla, e invece si è saputo dell’immancabile richiesta di finanziamento salva-Roma. Rimane una domanda: conniventi o corrotti?

Da Sette miliardi di complotti – La Stampa

Vede, è scritto qui

non dovremmo essere sorpresi dal successo dei movimenti populisti. Uno dei risultati più robusti della teoria economica è che in seguito alla liberalizzazione degli scambi almeno un fattore di produzione sta peggio di prima. In altre parole, è impossibile godere dei benefici creati dalla liberalizzazione degli scambi senza creare dei perdenti.

D’altronde la base di tutto è il vantaggio competitivo, no?

Dove crescono i populismi | F. Panunzi

Chiudere le fontanelle di Roma non serve a risparmiare acqua

Il 3 luglio è cominciata a Roma la chiusura graduale dei nasoni, le storiche fontanelle della capitale costruite nel 1874 e diventate uno dei simboli della città. Si chiuderanno trenta fontanelle al giorno, fino a lasciarne attive solo 85 su 2.800. Non possono essere chiuse tutte insieme perché svolgono una funzione fondamentale per l’intera rete idrica, permettendo di mantenere in pressione le tubature, che sono molto vecchie e danneggiate.

Del resto chi avesse sete può sempre rivolgersi ai venditori ambulanti, che “svolgono un servizio”, no?

Da Chiudere le fontanelle di Roma non serve a risparmiare acqua – Annalisa Camilli – Internazionale.

Fuffa, detto bene

Il messaggio, Renzi lo sa benissimo, è il cuore della comunicazione politica. Ma quello che traspare dai suoi ultimi post su Facebook è a dir poco sconfortante. Renzi sembra chiedere ai suoi elettori di ricordare quanto è stato bravo al governo e di rinnovargli la loro fiducia. Il suo messaggio è umile e dimesso, come quando scrive: «Noi non odiamo nessuno. Noi, semplicemente, proviamo a realizzare i nostri progetti». A quali progetti e a quali idee aspiri, però, non è chiaro. La visione del futuro è totalmente assente dai suoi messaggi. Negli ultimi sei mesi, l’unica proposta concreta che ha portato avanti è stata l’elezione diretta del presidente della Commissione europea, un tema che difficilmente scalda i cuori degli italiani. È questo che ha perduto negli ultimi anni: un progetto, accompagnato da poche idee chiare che siano in grado di dare concretezza alla sua visione.1

Renzi non ha alcuna idea, alcuna visione, fa solo sempre la stessa comunicazione a pippetta. E adesso non è nemmeno più ggiovane ggiovane, quindi i ggiovani lo identificano con uno che sta ancora lì dopo anni.

Vorrebbe fare il sindaco del pianeta, è convito che gli sia dovuto.
La prima volta che ha percepito un leggero calo di consenso ha dato 80 euro di mancia a quelli sbagliati e li ha chiesti indietro a quelli che ne avevano bisogno; dopo le elezioni vinte alla grande di qualche giorno fa (voti dimezzati e crollo nei grandi centri, ma a Sorcasecca l’amo a-sfar-ta-ti), ha percepito un nuovo leggero calo, sta cercando il responsabile ed intanto ha esteso la quattordicesima ai pensionati, a scapito delle prime dodici mensilità dei giovani tra i quali c’è un tasso di disoccupazione inchiodato sopra il 50% da anni.

Se dovesse percepire vagamente che potrebbe perdere le prossime elezioni Cetto Laqualunque je farà una pippa a quattro mani, prometterà un villino a testa.

Tutto arcinoto; capisco meno quelli che, pur sempre in diminuzione, gli danno ancora retta2 “perché gli vogliono bene”.

* * *

  1. Il grosso problema di Renzi con la comunicazione – Davide De Luca
  2. Non ti reggo più – Buchi Neri

Tutti i rosa in Kamčatka

A questo punto ci si chiede da dove nasce la boutade dei carri armati. Facile da spiegare. Dopo la rottura della coalizione tra socialdemocratici e popolari tra cento giorni in Austria si svolgeranno elezioni politiche. E l’immigrazione sarà senz’altro l’argomento principale. I socialisti del cancelliere uscente Christian Kern nonché i popolari di Sebastian Kurz faranno a gara per conquistarsi i favori del partito xenofobo e antieuropeo di Norbert Hofer, che aveva persole presidenziali per un soffio. E Kurz spera di realizzare il suo grande sogno: diventare il cancelliere più giovane d’Europa.
Mercoledì il cancelliere Kern con una dichiarazione ufficiale ha messo fine alle chiacchiere. Al Brennero non ci saranno né soldati né carri armati. Fine della fiaba (elettorale).1

I soliti ancora a scalpellare la minchia con “impariamo dalle grandi democrazie”, visto che facciamo, anzi: fanno le stesse cose.
E continuano a correre appresso ai voti di quelli con l’alopecia e la zampetta alzata, che da qualche anno perdono di un soffio, e prima prendevano dosi omeopatiche di voti.
E poi grandi sospiri di sollievo.

Un po’ come quelli che Macron era la rivincita dell’Europa, e bisognava votarlo per non consegnare la Francia alla destra estrema; che pare di capire avesse i capelli biondi, che sparano troppo con le foto.

Intanto gli USA faranno pressioni per risparmiare ad Apple la multa da 13 miliardi di euro in Irlanda, mentre cancellano l’assistenza sanitaria a 26 milioni di cittadini, e la Spagna ha negato di essere una penisola mostrando una cartina di Magellano in cui si dimostra che il loro territorio sta tutto al di sopra del Danubio.

Intanto il comico fiorentino prepara il prossimo spettacolo

e il nuovo inno di Forza Italia avrà il ritornello “le caprette ti fanno ciao”.

Pare che nella nuova legge elettorale ci si difenderà usando tre dadi.

* * *

  1. La favola dei carri armati al Brennero – Gerhard Mumelter – Internazionale