Guardiamoci negli occhi | Francesco Costa

Io vivo in una delle città più prospere e meglio amministrate d’Italia, sono un uomo, ho la cittadinanza italiana, sono relativamente giovane, sono normodotato, sono autosufficiente, sono eterosessuale, sono bianco, non ho figli, ho un lavoro stabile e che mi piace e uno stipendio che mi permette di vivere serenamente. Sono letteralmente il ritratto del privilegio, in un posto come l’Italia del 2018. Non sono al riparo da tutto – uso le strade e gli ospedali che usiamo tutti, pago le tasse, mi affido alle forze dell’ordine per la mia sicurezza, eccetera – ma comunque vada me la caverò. Posso permettermi di votare per “dare un segnale” o perché Renzi mi sta sul cazzo, posso votare per contestare una sola questione – che sia il caso Regeni o la gestione dei flussi migratori – infischiandomene del fatto che il ministro degli Interni Matteo Salvini e quello degli Esteri Carlo Sibilia proprio su quelle questioni avrebbero fatto e faranno molto peggio. Io lo posso fare, starò bene comunque, anzi, magari mi tolgo pure una soddisfazione. Se però siete donne, studenti, stranieri, genitori, malati, disoccupati, precari, disabili, omosessuali, non bianchi, se non potete vaccinarvi, o se avete a cuore la serenità di almeno una di queste categorie di persone, io ve lo dico, guardiamoci negli occhi: forse non ve lo potete permettere, di giocare col fuoco.

Da Guardiamoci negli occhi | Francesco Costa

Annunci

PEC, aah ahh

In questi giorni, sempre a proposito di multe, è stato pubblicato il decreto 18 dicembre 2017 che consente di notificarle via PEC.
Bello.
Però, lo scorso anno ho dovuto chiedere l’annullamento in autotutela di una multa e per poterlo fare avrei voluto richiedere il cosiddetto “verbalino”, ovvero quello che l’agente compila su strada al momento in cui accerta un’infrazione.
Solo che.
Solo che il verbalino si può visionare previo appuntamento.
Visionare.
Ovvero prendere un appuntamento per andare al comando in cui opera l’agente che lo ha scritto e prenderne visione.
E basta.
Non se ne può avere nemmeno una copia se non facendo accesso agli atti, cosa che si può fare prendendo un altro appuntamento e compilando un modulo.
Cartaceo.

Allora; fico, adesso basta una PEC per ricevere una multa; i comuni risparmiano (bene!), hanno la certezza della notifica, la PEC assicura la non ripudiabilità, tutto MOLTO fico.
Ma io per ricorrere contro Flash Gordon devo sempre prendere più giorni di ferie, fare traffico, inquinamento e chilometri, e cagionarli a mia volta per il trasporto della carta, per una cosa non commessa?

Sono domande retoriche, eh.

da Multe in ritardo e quella pulce nell’orecchio | Il blog

Stanford researchers solve the mystery of the dancing droplets

Stanford researchers solve the mystery of the dancing droplets – YouTube

Avranno tutte le pagine appiccicate

Da mesi i politici del Partito Conservatore parlavano del colore dei passaporti britannici, auspicando un ritorno al blu. Lo scorso aprile il deputato Andrew Rosindell aveva detto che il passaporto bordeaux era «un’umiliazione» nazionale e dopo l’annuncio di May ha detto che «l’identità britannica stava venendo sommersa lentamente da un’identità europea artificiale, che rendeva infelice la maggior parte dei cittadini britannici».

Il Regno Unito cambierà il colore ai passaporti – Il Post

Van Gogh on Dark Water

Il buco della toppa

Apple ha rilasciato gli aggiornamenti per la nota vulnerabilità del WiFi, in modo da proteggere la sue basi AirPort.
Potete scaricarle oppure applicarle da Utility AirPort, a condizione di notare il bottone che lancia l’aggiornamento.

Cento miòni, Mafa’, cento miòni

il governo ha già stanziato 100 milioni di euro di incentivi per coprire i costi dei decoder. I più economici dovrebbero costare intorno ai 25 euro, più o meno come quelli disponibili nei primi anni del passaggio alla prima generazione del digitale terrestre.

Per i decoder, non per rottamare auto vecchie e inquinanti, no.
Per vedere gente che si chiama tessòro e cucina o racconta di quando ha deciso di farsi il canotto ma non lo rifarebbe. Gente che alla domanda su chi abbia scoperto l’America risponde Garibaldi, suscitando un mormorare deluso dal pubblico che suggeriva Magalli.

Parafrasando

Da Stanno per cambiare le cose col digitale terrestre – Il Post