Ti.Po (Piccolo Punto)

Ti.Po? Bra.Vo?

Cominciano ad arrivare le prime indiscrezioni su quella che, da molti chiamata Alfa 149, sostituirà l’Alfa 147 nel settembre del 2009.

La prima è che alcune macchine del Gruppo verranno presentate in ritardo per non “sprecarle” con la crisi. Non sarà questo il caso della media Alfa, che può pure uscire nel 2009, tanto…
Calvinisti illuminati.

La seconda è che il nome potrebbe non essere un numero ma un sostantivo, forse Milano.
Visto che la prima cosa fatta da Fiat con Alfa è stata la dismissione di Arese, e visto che questa macchina verrà con tutta probabilità prodotta sulle linee rinnovate della 147, quindi a Pomigliano o a Pratola Serra, un nome possibile sarebbe Mi.To.Na.

Potrebbero fare un concorso e poi sbattersene i coglioni dei risultati come hanno fatto giustamente con la Mi.To, che ha rischiato di chiamarsi Solea.

La terza è che dopo averci scassato la minchia in ogni modo e per anni col quadrilatero alto come segno distintivo e gene della sportività Alfa Romeo, l’unica notizia tecnica emersa finora è che l’avantreno sarà un

più tradizionale Mc Pherson

Visto che ci hanno detto che sistemi di stabilità come il Q2 erano possibili solo sulle Alfa e solo in virtù dell’adozione del quadrilatero alto all’avantreno, se e quando la “Milano” o “Alfa 149” o “Al.Fa” verrà presentata avrà contemporaneamente l’avantreno della Bravo ed il Q2, sapremo se finora ci hanno detto una quantità colossale di cazzate o se le cazzate saranno solo appena cominciate.

La tendenza pare comunque quella di riproporre il metodo Alfa 145: Prendi il telaio della Fiat più prossima e ci ricami un po’ di croci e di biscioni; all’epoca la scelta cadde su quello della Tipo…

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www.piuttostoafette.it (Alfisti.it)

Il marketing (e non la promozione) è la scienza inesatta ma precisa di vendere il nulla alla maniera buddista, ovvero il tutto nella più piccola parte.

Buddismo infinitesimale, il tutto nel nulla, ma non zero, prossimo allo zero quanto si vuole.

Il marketing si fa in inglese, meneghino, ma inglese; esempi: performanza, reliabilità.
Si fa in inglese perché non devi capire le cazzate che dice. Le devi intuire, ma siccome non l’ha detto, l’hai capito tu, hai fatto tutto da solo.

Una sola regola: NHOOF: No Hoe On Our Feet.
Niente zappa sui nostri piedi.

Due casi emblematici:

1) PUP che vuol dire Programma Urbano Parcheggi e merda in inglese.
2) MyAlfaRomeo, che significa La Mia Alfa Romeo in inglese, ma in italiano si legge “MAI alfa romeo”; come dire piuttosto un dito ar culo.

Dunque, benvenuto “www.alfisti.it“.

Ah, del 2) con molto ritardo se ne sono accorti, dell’ 1), ovviamente, no…

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Second Alfe (Flashati d’annata)

Scopro oggi che il sito Alfa Romeo è stato rifatto.

Tutto in Flash.

In questo modo, con una ADSL a 2MBit/sec la HomePage, che peraltro non serve a nulla e non veicola alcun contenuto informativo, impiega 29 secondi.
Mezzo minuto.

Poi cliccando su Modelli altri 18 secondi a finalmente, dopo soli 47 secondi, siamo davanti ad un modellino 3D del tipo che vedete in foto, sul quale mi sento di fare le seguenti considerazioni:

1) Il modello rappresentato è quello vecchio, ovvero quello con la calandra a barre cromate senza cornice e con le prese d’aria senza baffi cromati. Molto meglio quel modello rispetto a quello attuale, ma che senso ha farmi vedere una cosa che non troverò mai nelle concessionarie e non trovo più da anni?

2) I cerchioni sono tutti da 80 pollici, indipendentemente dalle misure dichiarate dal configuratore. Infatti quelli che vedete in foto sarebbero dei 15″. Valutando lo spazio tra gomma e passaruota, direi che il grafico ha preferito adottare dei 305/15 R 19. Magari costui fino a due anni fa faceva videogiochi (il modello riportato è quello definito “MY 2006 11/2005 Solo Stock” ed è stato smesso appunto nel febbraio 2006).

3) I colori non corrispondono nemmeno per scherzo. Quello che vedete è il Rosso Radicofani, non più in produzione. Il Rosso Alfa, attualmente, non è quel bel rosso che si vede sul sito, ma inspiegabilmente un rosso Fiat Uno CS tra i più schifosi della storia. In compenso il colore originario, lo potete esibire ancora come Rosso Sfrontato sulla Nuova Fiat 500.

4) Se cambi colore agli interni, agli interni non accade nulla, ma gli specchietti retrovisori esterni diventano neri. A cosa serva cambiare colore agli interni senza la possibilità di avere una vista interna, poi…

5) Nella configurazione NON si può tornare indietro, ad esempio per cambiarla, tanto per dire. Se hai fatto 55 selezioni ma hai toppato motore, o magari ho semplicemente cambiato idea (posso?!) sei fottuto, devi ricominciare da capo.

Sulla usabilità residua e generale del sito non mi pronuncio ‘ché ho mangiato da poco, ma adesso il costo della configurazione scelta non riporta più il dettaglio come sul vecchio sito, ma solo il totale, che per di più si visualizza in grafica con un effetto tabellone Trenitalia davvero idiota, ed inspiegabilmente in alto a destra, contravvenendo ogni più elementare regola d’abitudine per chi scrive sinistra-destra ed alto-basso, come noi occidentali.

Non solo, prima potevi stampare il preventivo o salvarlo per tornare poi a verificarlo (metti che ti veniva voglia di comprare un’Alfa…) in PDF ed andare in concessionaria; adesso quando hai finito di giocare con i modelli del biennio scorso hai solo l’opzione Concludi che butta tutto.

In effetti, sarebbe ora di farla finita con questi siti che offrono bottoni e caramelle a dei presunti primitivi, magari commissionati ad aziende su Second Life in un universo indietro di due anni per certe cose, e nel secolo scorso per tutte le altre.

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Alfa Vulvia (Povera Junior)

Alfa Vulvia (Povera Junior)

Speriamo che premino il vincitore e dimentichino il nome, perche tutti quelli finalisti sono un vero schifo.

Sull’ultimo (in ordine alfabetico) poi vorrei stigmatizzare il fatto che non si sia ammesso il nome di altre soubrette, come:

– Gloriaguida (Guida, come le vere Alfa e la Gloria delle Vittorie, che poi è il plurale di Vittoria)
– Laurantonella (Laura fu un motoscafo Alfa che, assieme al Moschettiere vinse di tutto e Antonella ricorda la Golia, la Elia, ed altre come la ruggiero che ha un timbro di voce caratteristico come le Alfa, è piccola ma ha grinta da vendere)
– Serenadandina (Serena come una Alfa conscia della sua forza interiore e Dandina perché anche un dandy vorrà averne una)

Che mestieraccio il venditore di lupini…

Non è un difetto (Solo da dentro)

Vorrei spiegare una volta per tutte e definitivamente ai signori di Quattroruote che nel 2007 una azienda deve ascoltare i suoi clienti.
Questo vale per ogni azienda.

L’Alfa 164, la 145/146, la 156 e la 156 Sportwagon avevano la possibilità di aprire il portellone (cofano nel caso della 164) da fuori.
Il meccanismo era celato sotto il fregio posteriore, e per accedervi bisognava ruotare a destra il fregio stesso.

Lì sotto c’era il nottolino per la chiave.
Roba da millennio scorso, chi ha avuto il Ford Taunus XL in versione americana, sa di cosa parlo.

Questo meccanismo, ancorché inutilizzato dai proprietari delle Alfa suddette, era il passatempo preferito da ragazzini fancazzisti che passavano ore a girare tutti i fregi delle auto parcheggiate con il culo a favore di strada e dai ladri, cui non pareva vero il fatto che qualcuno avesse affogato una serratura metallica in un supporto di plastica.

Il risultato era che i proprietari trovavano disperante questa soluzione.
Beh, nemmeno quindici anni dopo l’Alfa Romeo ha recepito le lamentele ed ha tolto il meccanismo, rimettendo il fregio posteriore all’antica, come ai tempi della Nuova Giulietta, dell’Alfetta, delle Alfa 75 e 90, ecc.
Ovvero incollato, dando la possibilità di aprire il bagagliaio solo dall’interno o con i telecomando sul testachiave.

Leggete il labiale:
F I N A L M E N T E.

Beh, da allora gli editorialisti di Quattroruote ci scassano la minchia dicendo che è un difetto il fatto che le Alfa adesso abbiano il portabagagli apribile solo a distanza col telecomando o da dentro con leve e pulsanti.

NON E’ UN DIFETTO, l’abbiamo chiesto ed ottenuto noi a fatica.
Noi che siamo clienti di entrambe le aziende (Alfa Romeo e Quattroruote), siamo stati ascoltati dalla prima, dobbiamo cominciare una campagna presso la seconda perché alle rotture di coglioni dei bambini annoiati e dei ladri non si sostituisca il tormentone secondo il quale le nostre conquiste sono difetti?

Vene dico un’altra: adesso le Alfa non hanno più la serratura lato passeggero.
Ottima cosa.

I redattori milanesi sono avvertiti.

R201003081213

Audi Romeo (W&W)

Valter De Silva passò al gruppo VW venendo dall’Alfa.
Ora lo raggiunge Wolfgang Egger che lo aveva sostituito al Centro Stile.

Siccome la 159 e le derivate (Brera, Spider) le ha disegnate Giugiaro, possiamo solo sperare che non sia l’ennesima dismissione, anche perché dopo la prova in pista posso confermare che la telaistica Alfa è imbattibile, ma l’estetica sembra decisamente anni ’70, dentro e fuori.

Ma forse sono io ad avere un brutto rapporto con Giugiaro…

R 20100228 0909

Viva il Francia (AlfaDay)

Oggi pomeriggio Alfa Romeo ha organizzato una prova ad invito in pista di macchine di serie, sul circuito di Anagni.

Molti signori incuriositi e molti pischelli sullo sbruffone andante, di quelli da 147 nera coi fari bianchi e luci blu.
Molte mogli che sembrano mamme e guardano il bambino che si diverte.

Gli istruttori sono del Centro di guida sicura di Andrea De Adamich.

Briefing in aula con concetti di base di guida in pista e di buon senso.
Regola numero uno: le macchine sono strettamente di serie, Alfa Romeo vuole farvele provare, non mandarvi a ruote per aria. Molti mugugni; a domande mirate, risposte sicure dall’uditorio, e ovviamente sbagliate.

Molte battute tipo tra il pubblico, ma poca tempra e si vede.
Gli istruttori lo sanno, e nel giro d’esplorazione operano una prima selezione, guidano come sanno e li fanno decisamente cacare addosso.
Vedere una curva che ti arriva addosso ai 170 e non accennare a frenata, ti fa capire che pista e Pontina sono diverse.

Prima prova Alfa Brera 3.2: cono 4.

Istruttore giovane, più giovane di me, e non è entusiasta di essere lì (lo capisco) e lo da a vedere (e questo lo capisco meno).
Gli dico di stare tranquillo, sono cosciente di essere una mezza sega, andrò pianino; nemmeno finisco di dirlo metto la prima e mi si spegne. Ma la frizione c’è?!
Pesta sul tasto start con sufficienza e mi sputa un
“ma no, rilassati, vai che ci divertiamo”
ma ha il retrovisore girato verso di sé e sembra se lo stia dicendo.
Avrà pensato vaffanculo.

Comunque finora non m’ha mai guardato.

E’ teso, e io lo sono di conseguenza. 4 giri, la macchina non mi piace, la persona a fianco meno.
Chiedo se posso far entrare il VDC per sentire gli effetti visti in aula, mi dice sì, ma vorrebbe mandarmi a catafottere.
Chicane, la macchina controlla ed esce dritta, lui dice OK, rientriamo.
Ma non sembra sollevato, sembra solo stia contando i secondi alla fine della giornata.
Non sono solo io a stargli sul cazzo, è la situazione.
Dopo di noi ha un’altra orda, la mattina ne ha avuta una e ieri tre.
E domani sono altre tre…

La Brera è un polmone (per essere un tremilaeddue) ma sta bene a terra.
Non è per me.

Sceso mi chiamano con altri due in una Alfa GT Q2 rosso alfa per il circuitino di sterzata.

Lo stesso istruttore che ci aveva accompagnato in pista, ora non deve contenersi (!) e si diverte.
Divertente, brava la GT e bravo lui, perché mentre controsterza spiega con voce calma: “Ecco è entrato l’HDA, anche se affondo lei non prende gas”.

Poi mi chiamano al cono 11.

Adesso mi tocca la 159, e spero una SW.
SW, rossa, 1.9 JTDm, bene.

Entro, sistemo il sedile, porgo la mano all’istruttore, lo guardo.
Lui mi guarda ed io lo guardo.
Giorgio Francia, ciao.
Quel Giorgio Francia.
Quello.

Giorgio FRANCIA

Senti Giorgio, io sono una mezza sega già rispetto al tuo collega precedente, adesso mi tocca passare dai mezzi e decimali…

Come andiamo e che si fa lo decido io alla prossima curva, tu giuda tranquillo, OK?

OK. Eravamo la macchina 11, e ci siamo mossi per undicesimi, siamo rientrati molto prima; intendiamoci, ci lasciavano passare, nulla di agonistico.
Quattro giri divertenti, poche parole, quelle giuste: tieniti a destra, lungo, perché freni? scala ma non alzare il piede; adesso tutta a sinistra, alla chicane esci dritto, 3a, 4a, 5a, 6a e lasciala allargare.

Al curvone eravamo a centosessanta; non frenare, lasciala scivolare un po’, adesso apri, tutto.

Ottima macchina la 159, dico.
Gli dico che per essere un diesel e un millennove è sorprendente. Gli dico anche che abbiamo la 156 SW al parcheggio.
Lui mi dice che anche lui aveva la 156 SW, ma questa è un altro pianeta (adesso ha una 159 1.9 SW).
Concordo; quello che stiamo facendo, con la ’56 non lo farei.

Quarto giro, decelerazione, ma intanto seghiamo una 159 berlina 2.4 “occhio questa ha qualche cavallo in più… ok, passiamo, passiamo”.
Un collega bofonchia in radio, lui dice: passiamo.
Ancora in parabolica, lui dice di tenere la terza anche nella chicane, proviamo a farla tutta dosando.
Lei sopporta ed esce dritta ed ha ancora un po’ di pedale per il rettifilo opposto all’ingresso.
Però, mica male…

Gli dico che la mia 147 la trovo gommosa, lui dice che è vero, ma sta comunque bene a terra, loro la usano per i corsi su al Centro. Gli dico che non mi fido.
Portala qui e provala, adesso la pista la conosci.
Non è una cattiva idea.

Cono 11. Ringrazio e saluto.
Ci vediamo al Centro. Eh, magari… Poi penso che al Centro potrebbe ricapitarmi l’insofferente di prima.
Meglio di no. ;)

La 159 SW mi piace. La Brera no.

Grazie Giorgio. Erano 15 anni che non mi divertivo a guidare.
Certo che se avessi avuto seduto al fianco uno così allora…

Alfa Romeo GTV6 2.5

R 20100916 1604

Perchédall’altrepartièmeglio!? (Franco con concessionario)

Con rare eccezioni, ancora non scoperte ma inferite in base alla legge di gravitazione universale, i lavoratori nel ramo assistenza autovetture oltre ad essere particolari nel rapporto venditore-cliente sono anche i secondi in classifica dopo i canidi a giocare a quel giochino con la “i”, col risultato di avere il didietro dolente un po’ tutti.

È la teoria di gravitazione del cetriolo.

Porto in assistenza l’Alfa color sanguigna.
Incasso il complimento (preregistrato) per il colore e la domanda cretina “ma è Alfa o l’ha fatta lei così?”.
Dico “se non conosce lei i colori Alfa stiamo meglio del cazzo, e che no, è solo emozionata di vederla di nuovo, lei sarebbe bordeaux“.

Me la ridanno e non hanno risolto un cazzo.
Colpa della checklist, che prevede un rapporto biunivoco danno-soluzione.
Una One To One Interrelationship, insomma.

Non è chiaro?
Esempio (Example).
Se perde carburante (issue) la soluzione è sostituire motore (come da checklist).
Te la ridanno che perde carburante (Follow Up).

Magari tu stronzo qualunque avresti fatto il percorso serbatoio – pompa alla ricerca di trasudi.
Ma non loro. Oggi c’è l’americanissima checklist, approntata da americanissimi ottimizzatori che massimizzando la produttività massimizzano ROI e Customer Satisfaction.

Quindi loro devono attenersi alla checklist.
Se hai culo, almeno il tuo guasto è contemplato ed ha scritto vicino una serie di interventi assolutamente a caso.
Li faranno uno per volta, basta riportargliela.

Se NON è contemplato ci sono due strade:

1) Aprire un ticket (giuro, testuale) con l’Errezeta (RZ – Responsabile di Zona, oppure ZSR – Zone Supervisor Responsible) ed attendere che in Erregì (RG – Risoluzione Guasti, è la intranet in cui c’è la checklist) compaia la Solution; nel frattempo ti danno l’auto di cortesia di pari o superiore cilindrata.
Accade che la Fiat ti dia una Seicento, ad esempio, mentre hai la 147 in officina.

2) Mandarli a fare in culo ed andare da Sergio, che ti sente arrivare dalla curva, quando arrivi ti guarda ti fa:

“Puzzi de benzina: è’r tubbo. Tutte ccosì, oh, so’ cinqu’anni…”

* * *

Sarebbe inutile spiegare tutto questo ad un Technician Receptionist o ad un Errezeta, ti direbbero (ecco l’incularella tra omologhi):

Perchédall’altrepartièmeglio!? So’ tutti ccosì, è per la certificazione.

E io, francamente:

Si segni il mio indirizzo, quando verrà a vendere enciclopedie le offro un caffè.

R 20101104 1253

8C Competizione (Lo stallone aiuta il Tridente)

Dicono che la 8C competizione verrà prodotta.

Guardando ai dati meccanici ed al probabile posizionamento nel listino, il suo nome dovrebbe essere Alfa 33 Stradale; ma 33 è già stato usato per un modello erede dell’Alfasud.
Quindi per una vettura tutt’altro che prestigiosa, diremmo onesta: per generazioni, quindi, quel nome è stato bruciato.

Se invece puntassimo la nostra attenzione sul dato estetico, la nuova Alfa dovrebbe chiamarsi Giulia TZ2.
Da questo punto di vista complimenti a chi l’ha disegnata, perché mettere su una macchina del 2007 (pare), connotati estetici dei una macchina degli anni ’60, senza che il risultato sembri retrò, o senza produrre un appiccicaticcio di epoche, è cosa che richiede una certa bravura.

Anche il rischio che si tentasse di appiccicarle addosso i vestiti di Giugiaro attualmente in voga, avrebbe potuto produrre mostri. Non è che 159 e Brera siano mostri, anzi, ma sono una berlina la prima ed una cosa brutta la seconda.
Questa dovrebbe essere una granturismo.

A proposito di vetture recenti e nomi, sono bruciati anche 159 e Alfetta, che furono della stessa macchina.
La 159 fu, infatti, la seconda macchina a vincere un campionato del mondo di Formula 1 (la prima fu la 158 nel 1950) e 159 fu il suo nome di progetto.

Ma poiché le macchine per alcuni non sono solo un insieme inquinante (ogni senso) di materiale, ma anche oggetti emozionanti, corpi meccanici se non vivi almeno da vivere, finì che all’algido Modello 159 gli amanti dettero un nome di battesimo, oltre a quello di famiglia.

E nacque l'”Alfetta“.

La scritta Alfetta, come in epoca recente per 33 con molta meno fortuna, finì per adornare in corsivo il culo di una delle Alfa da tutti i giorni.
Una delle più belle mai costruite, ed una delle migliori visto che la berlina in argomento aveva la stessa meccanica (concettualmente) della Formula 1 progenitrice a partire dal Ponte De Dion (anche se montato a “punta avanti”) e della disposizione meccanica Transaxle.
Fu a tutti gli effetti un’Alfetta da strada, un’Alfa Romeo, un’auto da guidare con piacere.
Lo è ancora.

* * *

Ora, il problema è che la 8C competizione, non è un’Alfa, ma una Maserati (e transitivamente una Ferrari) con la carrozzeria del Centro Stile Alfa Romeo.

Non è nemmeno detto che serva ad aumentare la quota di mercato dell’Alfa, probabilmente a rendere maggiormente conveniente la produzione delle Maserati, che beneficerebbe del volume di pezzi in più. Siccome una delle norme fondamentali del mercato vuole che aumentando il numero di pezzi prodotti, il costo marginale scende, ecco spiegato il tutto.

La Maserati è stata recentemente rilanciata grazie alle sinergie Ferrari, e quest’ultima ha a sua volta beneficiato dell’aumento di pezzi prodotti per allestire le Maserati, con le stesse considerazioni fatte qui sopra.

Due problemi.

Primo, la Maserati ora è tornata sotto la gestione diretta Fiat, perché non “sporcasse” l’immagine Ferrari più di quanto è stato necessario.

Secondo, l’Alfa non avrà la possibilità, almeno sembra, di beneficiare a sua volta di un oggetto meno blasonato che le tira la produzione.

Adesso delle due l’una: o quella meccanica farà sfondare Alfa in USA, e a quel punto Maserati avrà nuovamente dei grossi problemi di posizionamento nel mercato, cosa che tutti in qualche modo in cuor nostro sappiamo; oppure sarà indifferente per le sorti dell’Alfa, il che ne farà, tutto sommato, un modello flop.

Intendiamoci, malgrado tutto è comunque un bene che Alfa torni nel segmento delle granturismo. Sarebbe bene (forse persino “giusto”) evitarle brutte figure.
Comunque vada, l’esistenza di questa nuova GT completerà il tridente (!) italiano nel settore, con una particolarità: Ferrari nacque da una costola del Biscione, adesso è un’Alfa che rinasce dal Cavallino.

Anche se sembra che il Cavallino venga usato solo come stallone e non voglia in alcun modo riconoscere questa puledrina, ed anche se mamma Maserati la guarderà con preoccupazione fin dai suoi primi passi.

E stando alle prime ecografie, ne ha ben donde…

R 20100916 1620

Bentornata Coupé (Alfasud Sprint MY 2006)

Alfasud Sprint

Ricordo i tempi in cui le Alfa erano Alfasud ed Alfetta. Qualcuno potrebbe dire che la situazione non è mai cambiata, e di primo acchito, direi anch’io la stessa cosa. Infatti seguirono le coppie:

Alfa 33 e Alfa 90
Alfa 145/6 e Alfa 155 (brrr)
Alfa 147 e Alfa 156.

Se guardiamo ai coupè, tuttavia, il parallelismo è del tutto dissimile:

Alfasud -> Sprint
Alfetta -> Alfetta GTV
Alfa 155 -> GTV.

Di fatto, dopo l’Alfasud è sempre mancata una coupè derivata dalla piccola di casa, almeno fino ad oggi.

Alfa 147 -> Alfa GT
Alfa 159 -> Alfa Brera.

Il che fa della GT una sorta di Model Year 2006 dell’Alfasud Sprint…

R 20101224 1654