Fondamenti di grafite

Nel libro di Caroline Weaver The Pencil Perfect – The Untold Story of a Cultural Icon, a pagina 106, si legge:

Secondly, even with a large amount of natural graphite, more times than not, the machines stili had trouble reading the marks. This was because the electrons in the graphite were not quite small enough for use with a test-scoring machine – something that couldn’t really be fixed with natural graphite. The solution here was obvious: to develop an artificial graphite that would behave like natural graphite but contain smaller electrons.

Sapete che gli statunitensi hanno inventato il telefono, per ben due volte; la seconda volta con Steve Jobs.
Poi hanno inventato l’automobile con Henry Ford; prima avevano inventato il cavallo, mentre l’asino ancora non era stato messo in commercio perché le mulattiere non esistevano, e nemmeno la ruota1.
Quello che non sapevamo è che gli statunitensi, dopo aver inventato la matita, hanno anche inventato gli elettroni di dimensioni variabili.
Superata la sorpresa, la vera rivelazione del libro è che quelli piccoli conducono meglio la corrente.
Si ipotizza quindi l’esistenza dei carichioni, particelle che portano la carica, che si attaccherebbero più volentieri sugli elettroni piccoli, perché fanno pippa; quelli più grandi magari menano.

Tutto questo senza nulla togliere alla meritoria iniziativa imprenditoriale dell’autrice2, che tuttavia, come la Ferreri nazionale, sarebbe bene restasse in cassa.

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  1. Cochi e Renato – Wikipedia
  2. eDue – A NY hanno legalizzato le droghe pesanti
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Self Driving

Immagine da xkcd: Self Driving

iPhone 8 Leaks

Ius suole

Zaytsev, uno dei giocatori più forti della Nazionale, non ha chiesto un permesso e non è nemmeno infortunato: la sua convocazione è stata revocata per dei disaccordi che riguardano le sue scarpe, per cui è intervenuto anche il presidente del CONI Giovanni Malagò, ma senza successo. Ivan Zaytsev ha 28 anni, è figlio di due pallavolisti russi ma è nato e cresciuto in Italia ed è cittadino italiano dal 2008.

E lo chiamano sport.

Da Il problema delle scarpe di Ivan Zaytsev – Il Post

Bambini abbandonati in auto o in redazione

Siccome se ne parla ogni estate, e siccome se ne parla sempre in termini sensazionalistici e mai in termini pratici, visto che pare che ogni giorno si inventino nuovi mirabolanti dispositivi per prevenirlo, e visto infine che anni fa ne discussi con Vincenzo BORGOMEO di Repubblica e poi non se ne fece nulla, allora metto qui qualche riga.
Così al prossimo che ne parla, o parla di un fantomatico inventore e della sua trovata geniale 2.0, potrete almeno consigliare di informarsi.

L’argomento è: bambini dimenticati in auto.
Alcuni di questi muoiono per colpo di calore e fanno notizia.
Bene, in attesa che il futuro ci regali soluzioni incredibili che promettono mortalità zero per una causa tanto fessa quanto letale come questa, sappiate che:

  1. da almeno dieci anni (dieci, almeno) esistono degli antifurto satellitari che hanno la capacità di mandare messaggi a dei numeri inseriti in una rubrica dedicata. Quelli della generazione precedente, potevano solo mandare messaggi ad un numero di servizio, e dovevano essere letti da un operatore, che poi doveva contattare il proprietario e/o altri soggetti indicati alle stipula del contratto di servizio. Non è più così, da almeno dieci anni, appunto. Quelli attuali possono mandare, direttamente o indirettamente, SMS a diversi numeri di telefono
  2. se la vettura ha un antifurto volumetrico compatibile col bus CAN, i due antifurto vengono interfacciati automaticamente
  3. siccome il satellitare non è di suo in grado di controllare perimetralmente la vettura (ha dei sensori di movimento o scuotimento, non quelli volumetrici), i due antifurto assieme garantiscono un controllo totale di quanto accade al mezzo
  4. nello specifico il volumetrico a ultrasuoni consente di sapere se vengono rotti i vetri della macchina, oppure se qualcosa si muove al suo interno

Ora, quelli che sono dotati di intelligenza minima, avranno già capito che se una persona viene lasciata in auto, e si muove anche solo di gesti spontanei durante un eventuale sonno, il volumetrico se ne accorge; a questo punto oltre ad attivare la sirena, che almeno può allertare qualcuno nei paraggi, passa il segnale al satellitare.
Il satellitare manda i messaggi (ripeto, direttamente o indirettamente attraverso un collegamento M2M – Machine To Machine con un centralino automatizzato) a tutti i numeri in rubrica, scrivendo che la macchina è in allarme e fornendo le coordinate satellitari precise al metro.
Se nessuno dei numeri in rubrica disattiva l’antifurto con un SMS (in genere targa + password) allora dalla centrale un operatore contatta gli stessi numeri.

Capite bene che in questo modo, da dieci anni a questa parte e senza invocare o aspettare invenzioni del genio di turno, si potrebbe usare un meccanismo che ridurrebbe di molto il rischio che accadano (incidentalmente) questi abbandoni.

Poi se vogliamo continuare a parlare di dodicenni geniali, maghi della Silicon Valley ed altre minchiate del genere, possiamo sempre farlo, sapendo però che il pianeta ha già prodotto anni fa tutto quanto serve ad evitare morti assurde ed articoli di giornale da usare per riempire le sempre troppo vuote edizioni estive.

Bene, da oggi, con una decina di anni di ritardo, lo sapete.

Robe difficili

Quando eravamo bambini (poi siamo solo invecchiati) girava molto una battuta sul fatto che il giallo va davanti ed il marrone va dietro.
Bene, il rosa va destra e l’azzurro va a sinistra.

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Immagine da FT.com

Unable to innovate my ass (plus)

V’ho bruciato, eh?!
E almeno fino all’11 plus non ci rompete più i coglioni.