Unable to innovate my ass (plus)

V’ho bruciato, eh?!
E almeno fino all’11 plus non ci rompete più i coglioni.

The 1977 US EPA Graphic Standards System

Before 1970, the United States was in a radically different place.

Our environment, our cities, our people: abused, dirty, and sick after years of neglect.

President Nixon decided to change that. In 1970, the United States Environmental Protection Agency was enacted to protect the environment and the American people.

One of the Environmental Protection Agency’s (EPA) top priorities was consolidating numerous state offices––research activities, monitoring, standard-setting, and enforcement activities––to more efficiently carry out its goal of “working for a cleaner, healthier environment for the American people.”

But there was one area in which the EPA—like many government agencies of the time—was terribly inefficient: their graphic design and communications department. Millions of dollars were being wasted annually due to non-standardized formats, inefficient processes, and almost everything being designed from scratch.

Enter design firm Chermayeff & Geismar.

Un lavoro di altissimo livello; il buon design non solo non invecchia, ma spesso ridicolizza i nuovisti che ignorano le basi.
In questi giorni in raccolta fondi su Kickstarter c’è la riedizione del manuale.

…My Ass (Part Two)

In an effort to repair its relationship with professional users, Apple took the unprecedented step of inviting a handful of prominent journalists for an on-the-record talk. In it, the company acknowledged design errors with the Mac Pro, promised a redesigned Mac Pro and accompanying pro display, and said it was trying to communicate better with pro users.

Non ho capito se Maca1 del titolo dell’articolo di TidBITS sia un calembour o crassa ignoranza, ma comunque il punto è il seguente: Schiller disse, presentando il Mac Pro che non solo Apple era capace di innovare (“Unable to innovate my ass”), ma era anche capace di stupire.

La realtà, come avevo preconizzato (eh, roba forte…) è che Apple puntava a stupire ma non innovava più da anni2.
Schiller ha detto che la forma del Pro è stata un limite al suo sviluppo, e qui un bel graziearcazzo ci sta tutto.

Non solo ha ammesso di aver detto cazzate, non solo ha confermato che l’utenza pro per quanto ridotta a percentuali omeopatiche porta soldi, ma ha anche implicitamente detto che il Post PC, ovvero iPad, non è post un cazzo, ma al massimo un PC companion.

Il perché è evidente a tutti eccetto che alle truppe magliettate californiane: perché sull’iPad non si programma, ovvero non si creano applicazioni da usare sugli iPad, sugli iPhone e sui Mac stessi. E poi su tante altre cose.
Qualcuno avrà forse detto che gli iMac stanno lì per quello, ma sbaglia.
Sbaglia perché in un ambito produttivo, avere una macchina che se si rompe un pezzetto si ferma tutto non è accettabile.
E sbaglia perché ormai nessuno è disposto a spendere 4000 USD per 256 GB di SDD, per quanto bello sia l’oggetto che lo contiene.
E sbaglia perché nessuno vuole mettersi sulla scrivania un monitor da 2000 USD fatto di plasticaccia che scricchiola quando digiti, fosse pure 5K, accanto ad un oggetto di design.
E sbaglia perché il Pro attualmente monta Thunderbolt 2 che non lo pilota.
E sbaglia a pensare che un’utenza pro non voglia aggiornare una macchina per tenersi al passo col mondo che intanto gira.

Insomma Apple ha ammesso che ha fatto cazzate negli ultimi 4 anni, ed ha detto che il prossimo anno si ravvederà.

Segnalo che alla press call in argomento non c’era né Ive, né alcun altro del design, il che forse non significa nulla o forse sì.

Alla fine, comunque “In an unprecedented move” Apple ha chiamato la stampa per parlare di nulla.
Il che non solo mi pare precedented eccome, ma mostra che in realtà è in affanno.

Lo dico da anni, lo dicono in molti da anni.
Adesso non solo lo pensiamo, lo sappiamo.

* * *

  1. Maca Culpa: Apple Admits Mac Pro Missteps and Promises More Transparency – TidBITS
  2. eDue – Sublimare
  3. eDue – iNfatti

Constant Negativity

Apparently, the negative response to the MacBook Pro with Touch Bar, which many complained was not oriented towards pro users, was a major factor. Apple saw a surge of orders for older MacBook Pros instead of the new model, and that, combined with the reaction to the LG 5K display and the “constant negativity” from professional users, led Apple to “double down on professional users.”

Maddai…

Da ‘Constant Negativity’ From Pro Users Led Apple to Develop Modular Mac Pro, Which May Not Ship Until 2019 – Mac Rumors.

WWTT

Le costanti modifiche nelle tecnologie TomTom e Appie non ci consentono di offrire aggiornamenti infiniti per questa app. Per questo motivo, 1’app non verrà più supportata a partire da settembre. Ulteriori informazioni verranno fornite con il successivo aggiornamento.

Col prossimo aggiornamento vi spiegheremo che passiamo anche noi al sistema ad abbonamento, e visto che finora TomTom Go non se l’è cacato nessuno, ritiriamo questa.
Anzi, non proprio ritiriamo, diciamo che non funzionerà con le nuove versioni di iOS.
Sì, quello che verrà annunciato a giugno alla WWDC ed uscirà… a settembre?

Non è l’analogico, sono le cose fatte bene che sopravvivono

Grazie a internet e alla pubblicità, che ci vende una promessa di felicità e successo piuttosto che gli oggetti stessi, viviamo sempre più nel mondo dell’astrazione. Gli oggetti in sé spesso non valgono nulla. Cain racconta che i suoi amici lo prendono in giro perché ha speso 50 sterline per comprare una cucitrice che funziona perfettamente, ma lui dice: “Godo ogni volta che la uso”. E non sarebbe bello poter dire, sul letto di morte, di aver addirittura assaporato ogni singola graffetta?1

Però, come dicevo, non è vero il contrario:

Per dire cosa?
Che se comprate un temperamatite da 500 dollari, oltre a non capire un cazzo di matite è probabile che non l’abbiate mai usato. Meglio.
E quindi il prezzo ci sta tutto.
Pure poco.
Se volete un temperamatite pensando che siano tutti uguali, e quindi se costa di più dev’essere meglio, potreste scoprire che già solo il buco ha la sua importanza.
E provatelo prima.2

* * *

  1. L’analogico si rifiuta di morire – Oliver Burkeman – Internazionale
  2. eDue – Attenti a non sbagliare buco

Capite perché non riusciamo a venderla?

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“Copertina d’autore”, ecco Walter De Silva (VIDEO)

Visto il video, ecco cosa dicevo della 156 e di Walter De Silva1:

La 156 è una delle cose più belle che abbia girato sul pianeta.
E gira ancora.
Per quanto mi riguarda De’Silva può andare a lavorare anche alla Hyundai, restando uno dei più grandi designer della storia dell’automobilismo; La 156 è una macchina che dimostra chiaramente un’enorme cultura di marchio e di design. Pur essendo moderna ed avendo probabilmente salvato l’Alfa (assieme alla 147 il cui frontale è ripreso dalla 6C 2500 villa D’Este) nel dopo 155 (brrrrrr), aveva forti e chiari richiami alla storia della Casa.

Ad esempio i fori ovali attorno alla mascherina, e tutta l’impostazione del frontale sono presi dalla 2900 B.

Eppure non sono copie, non sono Fiat 500 o VW Beetle; sono evoluzioni in chiave moderna; riportano tutti gli stilemi di vetture di ben sessanta anni prima eppure proiettano il marchio in avanti.

Ecco, uno così è un grande, uno con una cultura del design enorme ed una non comune capacità di sintesi.

E oggi Carlo Cavicchi su suo blog2:

E ho pensato alla cara Alfa 156, più vecchia addirittura di sette anni, che ha ancora una purezza irraggiungibile. E ho fatto il più facile dei 2+2: disegnata dalla stessa mano. Vorrà pur dire qualcosa.

* * *

  1. eDue – Detailing su Alfa Romeo 156 SportWagon
  2. CAVICCHI, Carlo – Invecchiare bene, la scommessa difficile di troppe auto.
  3. Ruoteclassiche –La “Copertina d’autore” di walter De Silva (video)